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	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; True Detective</title>
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		<title>This is Carcosa</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2014 12:23:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico This is Carcosa, il nostro regno, rei e ragni È sempre esistito un mondo oscuro, quasi scomparso ed estinto dall’imbecillità della gente. Quel mondo invece altrui in nostra opposizione che, ritenendosi a priori sano e giusto, vuol elidere dietro la liceità falsamente leguleia, invero violenta, della violenza più capricciosa ma prodiga solo alla loro [&#8230;]]]></description>
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<p>di Stefano Falotico</p>
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<p style="text-align: center;"><b><i>This is Carcosa</i></b><b>, il nostro regno, <i>rei</i> e ragni</b></p>
<p>È sempre esistito un mondo oscuro, quasi scomparso ed estinto dall’imbecillità della gente. Quel mondo invece altrui in nostra opposizione che, ritenendosi a priori sano e giusto, vuol elidere dietro la liceità falsamente leguleia, invero violenta, della violenza più capricciosa ma prodiga solo alla loro animalità celata e raggelante, poiché ipocrita e vigliacca, i nostri innati istinti, anche rabbiosi, cattivi, che tentarono d’abbattere coi ricatti più biechi e miopi accusandoci di esser proprio noi i ciechi, solo ché al diritto delle imposizioni dure a stili di vita a noi inconciliabili mai potremo attenerci, né vorremmo. Dunque, preferiamo e preferiremo, sin alla fine dei tempi, vederla come vogliamo, dunque adesso nuovamente violenta come nascemmo ché vollero screanzatamente modificarci. No, non c’arrendiamo! Saranno loro a sventolar bandiera bianca, puniti infinitamente! È il mondo nostro, che si piace così da quando è nato per congenita, inalterabile diversità un po’ scontrosa a tutto, distruttiva ora per troppi lor recidivi, ignominiosi e testardi abusi ottusi, il nostro regno remoto dalle bramosie carnali e da tutto ciò che a queste affluisce e sempre, sempre confluirà laidamente, miei mostri animali, il mondo loro, dunque vostro ballerino che opprime(rà), che convergendo e strozzando, con centrifuga letalità alla qui nostra fiera…, altera natalità, vorrà perentoriamente, con estrema, doviziosa, orrida puntualità lederci affinché al loro ammorbamento e ai loro “dolci” ammonimenti dovremmo, per loro presunte ragioni, abdicare e ammorbidircene.</p>
<p><i>No!</i> Ci vogliono intimorire, desiderando che a lor ci pieghiamo. No, non pregheremo per il vostro dio falso! È un no, il nostro, sempre più inascoltato perché se dapprima illecitamente, oscenamente feriste da “bravi” bradi, adesso vorrete rincarare la dose, ché non volassimo ove la fantasia, alta, s’incantò proprio dalla nascita e non vuole, no, non vuole dolersi dei vostri “piaceri” di baci, abbracci e pose ruffiane, voi sì, bruciandoci ad asfittiche sparatorie alla nostra anima, che noi stessi abbiam soffocato nell’antro del nostro rifugio dai vostri esecrabili, imperdonabili peccati, volete davvero ucciderci. Non mentite. Vi fa(rà) sentir meglio e appagati, miei cari, aver tradito solo la natura anche vostra come la nostra?</p>
<p>Chi è il mostro? Colui che ha il coraggio di essere sé stesso, orribile, inguardabile, con le cicatrici da <i>scarface</i>, oppure tu che fai tanto il finto tosto?</p>
<p>Rifletti, riflettete, noi abbiamo già per troppo, troppo tempo riflettuto. E abbiamo scelto. Che vi piaccia o <i>no!</i></p>
<p>Sempre lo voleste, dall’alba d’ogni origine umana, perciò disumana, lo voleste al volerci a vostra mostruosa, brutta immagine e somiglianza uniformarci, quindi renderci ancor più deformi perché non possiamo cambiare neanche se lo volessimo ma voi, tale orrore, lo voleste violentemente!</p>
<p>E dite la verità, suvvia. Questo massacrarci vi piace da morire.</p>
<p><i>No!</i></p>
<p>Sì, abbiamo imparato ad adorare Satana perché, pur sapendo che non c’è nulla oltre il punto finale della vita, pur coscienti che la morte decreterà il termine della notte della nostra <i>locked room</i>, non vogliamo blindarci nella vostra ridicola <i>new age</i>. Dai, piangi, sei felice nella catarsi falsa?</p>
<p><i>There will be darkness</i>, nessuna Luce.</p>
<p>Ce ne sbattiamo il cazzo dei vostri pentimenti da tutori dell’ordine.</p>
<p>Noi siamo belli così. Di una bellezza che non avete né vorrete mai ostinatamente capire. Ci sapete prendere solo a testate e poi sparate alla nostra testa per far soltanto, sì, così è, far esplodere le vostre zucche vuote da saggi bastardi.</p>
<p>Col mio stato, offeso, picchiato, perfino dalle loro vergogne, le loro, sì, accusato, ci convivo oramai da anni, è da quando ho preso coscienza che, intimamente, a livello profondo e istintivo, posso fingere, sì, sono un campione della sfrontata, spudorata menzogna nel fingere di essere allegro, tanto che il mio naso cresce di ora in ora e la sua cartilagine è sempre più visibilmente lunga, quasi una proboscide a cornice della spigolosità del mio volto triangolare, isoscele, di anima scissa per sempre e non più ripristinabile. Sempre più scarnito dentro e sempre meno carnale.</p>
<p>Si va avanti coi consigli da anni, non esiste la volontà perché anche se ci fosse, anche tosta, il mondo non può cambiare.</p>
<p>E dunque chi siete voi per obbligarmi a cambiare? Dio? Allora, evviva Satana!</p>
<p>Sì, sono io a scaraventarmi contro i vostri “eroi” del cazzo e, scagliandomene, roco e roccioso, spaccato dentro, affranto, macellato, distrutto, azzanno i vostri stomaci, sibilando un mortale<i> take off your mask!</i></p>
<p>Sono già morto, lo so, ma io, anche nell’aldilà, sempre combatterò per la mia sbagliata, corretta, sempre (contro)corrente natività.</p>
<p>Finché pace in me mai vi sarà.</p>
<p>Così sia scritto, così sia finita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando, nella grotta, udiamo quel terrificante <i>this is Carcosa</i> rimbombante, tocchiamo vertici ancestrali di paura enorme. Ma al contempo anche di leggerissima, magnifica purezza.</p>
<p>Ascesi, ascensore del dolore scelleratamente inflitto reso grazia divina spettrale, spettacolare!</p>
<p>Errol non è comunque The Yellow King e ciò che alla fine il nostro <em>detective</em> vede non è reale, non vi è nulla di sovrannaturale in questa serie, è di nuovo l’effetto collaterale della sua sinestesia che, come sappiamo, viene provocata nei momenti di suo maggior panico esistenziale.</p>
<p>Ciò che vede, quel vortice blu lassù galleggiante, è soltanto quel che la sua mente ha creato nella suggestione indotta da quel posto e da irrazionali meccanismi del suo inconscio.</p>
<p>Così come la vita è illusione e vita di chi la vive, vedendola coi suoi occhi.</p>
<p><i>Amen</i>.</p>
<p><b><i> </i></b></p>
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		<title>True Detective &#8211; Take off your mask</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2014 22:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[True Detective]]></category>

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<p>di Stefano Falotico</p>
<p>All’imbrunire di gelide sere, nell’ansimo di spassionati miei tepori, lubrifico le meningi a cuor sbranato d’una stagnante palude di sangue. Incendiandomene, ardimentosamente lambisco strati densi e coloriti d’inaudito pallore, e plano tra fantasie odoranti ondosa quiete selvatica, vampiresca, che mai si smorzerà, ottenebrato dalle luci nere della mia cupezza, allucinato dal fragore miracoloso di tal visione, combatto i demoniaci e ignoti nemici del buio, agguerrito come un dio sovrano del potere della mente assoluta, ché infinita s’amplia tra orizzonti magnifici della mia sanguinolenta grinta armata d’anima. A tenebre di mortali sospiri, intirizzito e dunque vivo di forza crepuscolare a mio sterno spaccato, divelto e dalla friabilità corrosa nell’energia mia impetuosa e cacciatrice, inseguo le prede che dormono negli antri delle bestie, le vinco e resisto implacabilmente, ossuto come un cavaliere senza paura, nuotando tra lindi cieli sereni del mai assopirmi alla cecità, fanatico del mio scettro e del trono temerario dei miei lucenti slanci vivifici di vivermi dentro, sgualcito, arrugginito, stanco, con le vene ostruite dai buoni cristiani falsi, ammansitivi preti invero del satanismo perpetuo, ché la tradizione a regole manichee è il primo giuramento all’infernale oscurità dello splendido vedere. Dello squartar gli occhi alla visione estrema, coraggiosa, adombrata di timori come voglio che sia il mio tremolio, l’estatico spaventarmi nell’avanzamento della scoperta, del fuoco intenso a tagli miei accorati, anche sprofondando, toccando la morte palpabilmente, sfiorando il magma inghiottente del cannibalismo animalesco dell’uomo mai evoluto, a tenue bellezza gracchiante di gola inferocita, saggia e sofferente.</p>
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