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	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; The Master</title>
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	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
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		<title>Stefano Falotico è come Poe, il Maestro</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jul 2013 20:21:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Joaquin Phoenix]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Thomas Anderson]]></category>
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		<description><![CDATA[  Oh, miserabili miei detrattori, dopo tutte quest’offese, generate dalla vostra “indecifrabile” invidia, ammetto che demoralizzato stavo per abbattermi. Ma dinanzi a me si spalancò la bocca della creatività e, dall’imminente precipizio, oh che baratro di miei indistricabili meandri, ascesi “maledetto” e baciato da un Angelo salvatore. Egli “calò le brache” per iniettarmi forza proveniente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> <a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/07/deniriano-21.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-19" alt="deniriano 21" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/07/deniriano-21-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Oh, miserabili miei detrattori, dopo tutte quest’offese, generate dalla vostra “indecifrabile” invidia, ammetto che demoralizzato stavo per abbattermi.</p>
<p style="text-align: left;">Ma dinanzi a me si spalancò la bocca della creatività e, dall’imminente precipizio, oh che baratro di miei indistricabili meandri, ascesi “maledetto” e baciato da un Angelo salvatore.<br />
Egli “calò le brache” per iniettarmi forza proveniente dagli energici mari del Nord.<br />
Soffiarono virulenti a illuminar il mio cervello obnubilato e, d’appannanti pulsioni autodistruttive, fui preda del Demonio che si stava scelleratamente cibando del mio armonico fluido vitale.<br />
Anima, stavi deperendo, anchilosata da vipere e sanguisughe ad avvelenar il mio pindarico furore.<br />
Dagli abissi di quest’imponderabile Fato, riemersi lucentissimo e in grazia divina innalzato per voi.<em id="__mceDel"></em></p>
<p>Fratelli della congrega, vi prego d’osservare un lucido minuto di raccoglimento.<br />
Strofinatevi a me in santità. E, respirando nella beatitudine, alleviati da ogni trauma v’incarnerete nella bandiera sguazzante dei più vibranti colori.<br />
Mescetevi e baciatevi, donne elargite i vostri capezzoli, ne berranno i fedeli a “spine” nella taumaturgica fame da (t)ergere in ludico, assatanato arrembaggio.<br />
Miracolerò i muti e parleranno nella voce or altisonante, che rauca s’attorcigliò nella gola essiccate delle vostre stolte goliardie, ledeste le musicali lor coscienze, rapendole a ostaggi ricattatori.<br />
Da quel “catarro” del vostro sputar loro con ignominia inenarrabile, la repulsione a tal avvizzito coro pusillanime si ribellò scorticata.<br />
Squartato, l’urlo sepolto dapprima scricchiolò in rabbia nervosa, poi con dolcezza s’elevò a prostrati ora voi da perdonare perché siamo la fastosa allegria delle feste, del riso abbondantissimo che non si vergogna la sua sfacciata grinta.<br />
Oh, corpi raggrinziti, innervatevi al mio Dio, udite con qual glabra Bellezza, dopo tanto sofferto raschio, dopo tanto silenzio vedete ora la Luce, miei ciechi.<br />
Guarda quella Donna, mio amico, ti sta solleticando e tu ancora fuggi per non gustarla.<br />
Ti sta sussurrando l’agonia tua da rifocillare e sanare nella sua figa altera, sì, sii ateo e giura promessa universale solo al Credo del tuo viverla.<br />
Dissanguatevi come Dio vi creò, maschi e femmine donatevi sensuali carezze e raffrenate soltanto la troppa irruenza se tanto amarvi vi arrenderà amareggiati.<br />
Può succedere. Lei ti guarda ma forse hai frainteso per colpa dei tessuti “artificiali” del tuo inghiottito antropofago smanioso.<br />
Sì, il Sesso ci pecca, ci slabbra&#8230; ingoiatevi in generoso piluccarvi. Leccate e voletevi tutti bene.<em id="__mceDel"><br />
</em></p>
<p style="text-align: left;">Ma non esagerate se non ancora la vetta mia suprema non superaste. Sperperatevi ma non stupratevi.<br />
Potreste sbandar di degenerato parto infetto dopo eccessivi amplessi.<br />
Sforbiciatevi, snocciolate il guscio muliebre e arrotolato come rovente sigaretta.<br />
Mordetela, assaporate ogni tiro&#8230;, vi sto ordinando di correre da innamorati.<br />
Non tremate, questo giocondo Sesso è il nostro delirio più profondo.<br />
Donna, sì, sprofonda in me e sii lascivia in me che slaccerò i lacci emostatici del tuo dolore, dorandoti di sconfinati piaceri.<br />
Inginocchiati e bevi dal mio calice.</p>
<p>Fratelli della congrega, il minuto è trascorso. Riflettete sulle mie parole, la vita è una scoperta.<br />
Speriamo che quella del primo banchetto la scopra. Sì, voglio scoparla.<br />
Anche sull’altare. Perché sono il satiro satanello, miei scemi saltimbanchi.<br />
Non bacchettatemi, il Maestro sono io. Sono io che do e Lei mi dom(in)a.</p>
<p>Applauso!</p>
<p>E la folla, in visibilissimo visibilio, allibita si depurò da tutte le illibate inibizioni.</p>
<p>Con tanto di mia benedizione. E Benedetta&#8230; colei che “viene” nel nome del Signore.<br />
Il signore è il suo pastore. Egli la conduce per prati sereni, la consola dalle valli di lagrime, la riscalda e la solleva&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">Lo so. Un po’ mi odiate e tanto mi amate.<br />
Ma io soffro le pene&#8230; d’amore solo per la mia amata.</p>
<p>Voglio, voglio immergermi in quest’oceano suo rigenerante. E igienicamente purificarla.</p>
<p>Amami, insomma, togliti la gonna. Solo allora, sebbene io sia il veggente, potrò sapere se vergarti il mio sangue o m’amputerò seduta stante.<br />
Potresti essere la Donna che sogno, il mio sonno peggiore o solo sederti sopra di me e assetarmi?<br />
Sì, ho freddo, l’assiderato ha il capriccio d’ombelico in tuo danzarmi mia zanzara.</p>
<p>Lo so. L’hai sempre voluto. Anch’io. In un’altra vita ti ho avuta? Sì, ma domani non lo so. Potrei non volerla e non volare più Spicca adesso, appiccami. Se vuoi, picchiami anche e d’anca scudiscia. Che Donna di gran liscezza.<b></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Firmato Stefano Falotico</p>
<p>&nbsp;</p>
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