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	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; Stefano Falotico racconti</title>
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	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
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		<title>Inturgidimenti, rinnovamento e marina neve</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 13:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Angel Heart]]></category>
		<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[Edgar Allan Poe]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corvo]]></category>
		<category><![CDATA[Il gatto nero]]></category>
		<category><![CDATA[Il silenzio. Una favola]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>
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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico    Un crepitar sonnecchiante ai bordi d’una mia “fatiscenza” che ora si specchia, adornerà le ore più adoranti di un vago struggermi anche vano, a svariar fra divari e valli fumanti, tra fiumi in burrasca e ardere denso del “crepacuore” inflitto. Arroccato qui sul monte, dilapido inesausto la mia mente in astruse [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><i> </i></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><i> </i>Un crepitar sonnecchiante ai bordi d’una mia “fatiscenza” che ora si specchia, adornerà le ore più adoranti di un vago struggermi anche vano, a svariar fra divari e valli fumanti, tra fiumi in burrasca e ardere denso del “crepacuore” inflitto.</p>
<p>Arroccato qui sul monte, dilapido inesausto la mia mente in astruse congetture, fantasticando ché la vita non è proprio il “tranquillo” sonnellino di tutti questi lesti tanto lestofanti sui “divanetti” da inezie d’un viaggiare in “eleganti” carrozze dal “gran” portamento. Ah ah!</p>
<p>Abbiamo un “adulto” elefante, di malsana proboscide, sta “educando” i suoi figliocci all’amar la bisboccia crassa, ah ah, di tanto “eloquio” fischiettan “contenti” fra bevute alcoliche e un’altra laida alcova.</p>
<p>Ma, alla mia lealtà morale, paiono affiliati di sifilide gastrica afflittiva, rigidi di mentalità a mo’ di “palafitte” sempre pericolanti, ad allagar le coscienze altrui però oscillando nel loro orticelli di oche e putrido “laghetto”.</p>
<p>Che fango orrendo d’un permanente vuoto frivolo che riempiono con enormi banalità, (ar)rendendo la cazzata <i>a modus vivendi</i>.</p>
<p>Muovon a Ponente col cazzo sempre ritto a “Levante”.</p>
<p>E dunque levatevi dalle palle!</p>
<p>Alla demenza uniscon l’unta “contentezza”, ridacchian come beoti balbuzienti. Ma chi s’accontenta gode o incespica e ta(rta)glia? Sì, i “castranti” raglianti. Miran sempre al  più verde orto del vicino, e l’invidiano d’occhi da orchi.</p>
<p>Orbene, ne ho ben donde per criticarli, perché tanto li avvisai ma, ancor non amorevoli, armeggianti e più ilari nei turpiloqui, turlupineranno di lor “savio” orgoglio mai ammainato. Son rimasto, mi spiace deluderli, intatto e come son nato. Cinico, all’occorrenza Dio del bello romantico, stronzo “aromatico”, talvolta adorabile se scopo con garbo. Che bell’affronto! E la lor testa, tanto da codesti “a(r)mata”, crollerà piangente a paure latenti.</p>
<p>Vessillifero, sto tuonando d’inaudita vendetta!</p>
<p>Adesso, fioccan di “nuovo” le vostre antiche resistenze, le superstizioni da cacciatori della mia “stregoneria?”.</p>
<p>Com’alto sorseggio l’esistenza nostra d’eletti, vanesio la scuoto e di percosse vi do la scossa.</p>
<p>Ahia, che dolorino.</p>
<p>Ma ho sol premuto sulla stessa “fervida” ferita su cui voi v’impuntaste, “additandola” nella solita piaga delle vostra “consolidate” pianezza.</p>
<p><i>Alt</i>! Pian piano scendo a lagrime a voi versate, vessatori ostinati!</p>
<p>Ottusità, sarai punita con identico “estrarti” ogni dente.</p>
<p>Oh, mia canaglia, l’hai combinata sporca.</p>
<p>E quindi ti pulisco la b(r)ava(ta).</p>
<p>Ecco la bevutina e la bavetta. Fai il bravo bambino.</p>
<p>Attento, poi ti aggiusterò le labbra.</p>
<p>Merito un fresco bacino sulla f(r)onte della nuova mia giovinezza che amputasti di tanto tuo (s)degno?</p>
<p>No? E allora con più rabbia t’addento!</p>
<p>Oh, mio criminale invadente, adesso ti servirà l’apparecchio.</p>
<p>Posso regalarti invece un aereo per spedirti all’Inferno con “volo” diretto e senza pentimento?</p>
<p>Dimmi la verità e ti abbonerò&#8230; lo scont(r)o!</p>
<p align="center"><i> </i></p>
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