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	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; Parigi</title>
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	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
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		<title>No(i), siamo Ronin!</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2014 15:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Robert De Niro]]></category>
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		<description><![CDATA[Bandit(o) samurai, giovinezza di furore e intimi, irreprimibili ardori vs l’orrore della putrida, da spu(n)tar, vecchiaia fascista, oscurantista, cieca e ottusa, la vita bella contro la bruttezza del conformismo più restio alle innovazioni non be(l)ate &#160; Sgommate, sgominateli! Ed è nervo, e si sgelò la neve, “sommergendo” di pugnaci va(la)nghe marine l’oceanica ignoranza d’una massa arretrata ché tanto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/11/Ronin.jpg"><img class="size-medium wp-image-625 aligncenter" alt="Ronin" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/11/Ronin-300x228.jpg" width="300" height="228" /></a></p>
<p align="center"><strong>Bandit<i>(o) samurai, giovinezza di furore e intimi, irreprimibili ardori </i>vs<i> l’orrore della putrida, da spu(n)tar, vecchiaia fascista, oscurantista, cieca e ottusa, la vita bella contro la bruttezza del conformismo più restio alle innovazioni non be(l)ate</i></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sgommate, sgominateli!</p>
<p>Ed è nervo, e si sgelò la neve, “sommergendo” di pugnaci va(la)nghe marine l’oceanica ignoranza d’una massa arretrata ché tanto “virile” pugnalarci sferrò efferata e vilmente, stringo io il pugno a cap(itan)o dei (ri)belli, spaccando gli argini dell’omertà più abietta di tal pecorine be(l)anti, dell’ipocrisia tanto van(itos)a quanto, invano, nel tentativo fallace, effimero e mortificante d’annichilire una giovane coscienza lucida e rinascente, “falciandola” in modo fall(it)o, ancor tristemente insiste(tte) a cagion intimidatoria del volerla/o veder impiccato/a.</p>
<p>Che falli(ci) idioti!</p>
<p>Appiccateli!</p>
<p>I nostri son fatui fuochi? Fuoco, la rabbia (riaf)f(i)ora! Era ora!</p>
<p>Tutta f(u)ori!</p>
<p>Siete morti!</p>
<p><i>Oh</i>, noi della fatalità siam destino dei nostri lib(e)ri, vibrantissimi, libranti destini accecanti.</p>
<p>D’amianto, sca(g)liamo i capi che c’accusaron d’espiatorio capro, in lor capperi a darci un “cap(pi)o” per accalappiarci nelle (s)chiappe. Se saremo inf(r)anti, ecco a voi, “grossi” (ele)fanti, il nostro (im)mor(t)ale s(c)acco da lupi ergenti quel magnifico, lucente sbranarvi ché, dal nostro “freddo” (in)frangibile dell’esser (ro)venti nel grido dell’an(s)imo istintivo e d’adirato esser sven(tr)anti e davvero a voi punitori esacerbanti le vostre gelide anime da por(c)i, sven(tol)eremo il vero arrossito Cristo in nudi corpi!</p>
<p>E, allora, giovani&#8230; in marc(i)a, marchiateli, non disamoratevi della vita se tal oscena viltà retrograda e vecchissima dei ma(ia)li così procrastinanti, di generazioni in geni lor malati e marc(scent)i, v’incita da vin(cen)ti al suicidio, <i>matandovi</i> e dandovi “pomate” da matti sol perché, a differenza di loro, non anda(s)te a <i>pute</i> o, ancor peggio, dietro le armi ricattatorie del farvi credere di non saper amar il mondo, (in)f(i)erisce per riaprirci sempre le ferite, volendoci male nell’innaffiar noi, i puri, ad affoganti valle di lacrime del lor mar di stronzi, più <i>mer</i>(de), colpiteli meglio a sangue “freddo”.</p>
<p>Impietosamente.</p>
<p>Alcuna pietà per chi vuol, volle violar chi sempre vorrà volare.</p>
<p>Violateli, fateli “violissimi”, slabbrateli e, orsù, disossateli, premete ché van spremuti, insanguinatevi d’ira, stirate le vostre furie e strappateli sin all’osso così come loro, orsi, arbitrariamente da dementi, desiderarono “desinare”, a(si)ni, nel voler infangarci, infrangerci e squal(l)i(di) infamare affinché non avessimo più fame né (non) fossimo (a) femmine belle, (s)fottute del nostro, vivaddio, (in)felice squagliare qui cazz(ut)o. Che fe(l)ci!</p>
<p>Ché, nelle “donne” più fighette, come loro se ne be(l)ano, ce ne fottiamo bellamente, oh, evviva la nostra bellezza contro tal bellicosi brut(t)i ché, da (in)etti (f)rigidi all’emozioni sincere, adoratori demoniaci e di plastica del carnaio “fig(li)o” d’una “(onni)potenza” sporchissima, orca, or di (ri)torti (in)castrati, spegnerci vollero violentemente, abusando oltre (im)mo(n)do della nostra già troppo elevata (im)pazienza linda.</p>
<p>Sono immondizia!</p>
<p>“Pazzia!”. Sia lodato, iddio! Limpidezza!</p>
<p>Siate limpidi, sorseggiamo i nostri di-vini! Sven(tr)ateli!</p>
<p>Scannateli e non siate canditi. Scandite tal divoranti tor(n)i così come, di lor macellante carnaio per an(n)i nell’attorniarci in orripilante “rintronarci”, (e)virarci a lor (di)letti sconci, volendoci per le feste acconciar nel lor martoriante, lercio feticismo, nel lardoso e laido puttanaio, pensando di farci pen(ar)e, sortiron sol la malasorte dei nostri maledetti fe(ga)ti, qui scagliati a “invertiti” sortilegi del dircene schifosi di tutti colori.</p>
<p>In alto, <i>oh </i>issa, i nostri cori da Ulisse.</p>
<p>(E)levateli in cor(p)o d’imbavagliante battaglia sfrenata strangolateli, afferrate l’arpia “maga” Circe(nse) del nostro esser leggiadri trapezisti di tal splendido circo v(i)olante e, a orrori delle lor malsane idee raccapriccianti, dai nostri ricci fluenti&#8230; lib(e)riamo i pazzi “cirri” dello spu(n)tarli.</p>
<p>Questa è <i>la prima lezione</i> di m(or)ale a chi, demente, mentente, bugiardamente, dinanzi alla verità della libertà invincibile, con pun(i)zioni inutili, affliggerci non può più, non potrà però mentire e più niente.</p>
<p>Deve pa(r)tire!</p>
<p>Non vi è più pa(r)tita/o!</p>
<p>Vecchio, hai rotto il cazzo!</p>
<p>E ora son cazzi tuoi!</p>
<p>Non c’impaurirai più con le tue meschine reprimende!</p>
<p>Siamo tremendi.</p>
<p><b><i>Ronin</i></b>!</p>
<p>Pensavate di stremarci e invece dovete tremare!</p>
<p>Ecco&#8230; voleste frenarci, arderci, (ar)renderci (in)fermi, (dis)infettarci, e invece noi, ardendo e adira(n)ti mor(d)endovi, uccideremo le fiere nel nostro fiero esservi indimenticabile ferita da ferini!</p>
<p>Voleste dimenticarci.</p>
<p>Noi, invece, non dimentichiamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
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