<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; Hamlet</title>
	<atom:link href="https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;tag=hamlet" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://edgarallanpoetale.info</link>
	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Jun 2018 15:32:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.36</generator>
	<item>
		<title>Am(let)o non amarmi di-letto</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=545</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=545#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 11:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Amleto]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>
		<category><![CDATA[calembour]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo bene]]></category>
		<category><![CDATA[Cronenberg]]></category>
		<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[Essere]]></category>
		<category><![CDATA[Hamlet]]></category>
		<category><![CDATA[Laurence Olivier]]></category>
		<category><![CDATA[Viggo Mortensen]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=545</guid>
		<description><![CDATA[di Stefano Falotico &#160; Teschio volteggiante sulle mie pal(pebr)e che, lucido, corrodendo la mia anima, si spacca e annuso, nelle sue mille fratture, la mia friabilità e il sen(s)o&#8230; del tutto nauseante. Siete rivoltanti, morti in viaggio che camminano in the mouth of madness, la luciferina foll(i)a impazza, sempre più pazzi stan nelle p(i)azze, c’è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" alt="" src="http://oi57.tinypic.com/2lbc5li.jpg" width="885" height="1052" /></p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/G4vLbBm83f4?rel=0" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;<br />
Teschio volteggiante sulle mie pal(pebr)e che, lucido, corrodendo la mia anima, si spacca e annuso, nelle sue mille fratture, la mia friabilità e il sen(s)o&#8230; del tutto nauseante. Siete rivoltanti, morti in viaggio che camminano in the <i>mouth of madness</i>, la luciferina foll(i)a impazza, sempre più pazzi stan nelle p(i)azze, c’è chi sbraita, chi apre le serr(and)e e chi si scalda, state calmi. Andate a Venezia e immergetevi&#8230; nelle calli, dico anche a voi, donne callose, a voi, uomini calunnianti, a te, testa di cazzo. Pigliatelo in culo e nasconditi nella tua ombra, non lascerai nessuna orma, sei sol un orso e un già morto. Ti do da mangiare questo salmo(ne) e abbocch(era)i sempre come un pesce, sei un peso, evviva <i>El Paso</i>! Ove i <i>cowboy</i> ruban le banche, mio gregge di pecore in branco. Ecco il du(ell)o di me (s)doppi(at)o che, spadaccino, ficca uno in pancia, fumandosi l’oppio <i>op op</i> a ca(va)llo, sì, aguzz(in)o, quindi estraggo il da(r)do e, nel “giogo” della lama, ti getto fra le lamiere, “giocandotelo” senz’altri gett(on)i. Sì, dame(rino), ecco l’uomo che infil(z)a nel “buchino” e bacia a culo la vita, gioendo dei suoi camaleontici cazzi, svoltando a destra di “man(i)co” e “man(i)ca” contro di te, nato con la (ca)micia e dunque cane fottuto. Ecco l’uomo di cui vorreste vivere l’uccello ma mai potrete gustarlo, perché egli “schizza”, facilmente si scazza, che pal(l)e. Noia, amami, scopami, (t)rombami una serenata e giammai sarò sereno in quanto d’umor variabile in atmosferico viver fra le nuvole, tu, (co)r(n)acchia, sta’ zitta e beccati le briciole, non sei la <i>Bice </i>adatta al mio <i>Paradiso</i>, non darmela, io non son <i>Dante</i>, hai voluto quell’uomo da catena di monta(ggio)? E allora pedala con lui in bicicletta senza raggi&#8230; solari. La sua vita è (im)piegata, di triste affanno ingrigisce ora dopo “orto” che coltivi a “pisello” moscio. Da lui, riceverai solo la cucina e le pa(de)ll(at)e su tuoi “testicoli” da donna “emancipata” quanto le la(sa)gne di una vita “infornata”, cara be(sciam)ella.</p>
<p>Qui, io vivo, io vissi, se mi va, son anche Mortensen Viggo de <b><i>La promessa dell’assassino</i></b>, evviva le donne di Vigevano e vai con la vita, miei morti che vegetate.</p>
<p>Le casalinghe di Voghera son donne di volgo, sì, ma san scaldare anche(ggiando) le vongole meglio dei gondolieri. Ieri, dov’ero? Domani, chi mai sarò? Sara vuole Deborah e l’h aspirata si fotte del desinar assieme in desinenza “<i>ah ah</i>” eccitante da lesbiche “scioglilingua” sul sospirar ché l’alba dei sogni è spirata in una (r)esistenza a spir(al)e, poche ros(s)e e molte spi(n)e, andate a puttane tutte/i e salutami tua sor(ell)a, una da clausura e non da “d(i)ur(n)o”.</p>
<p><b><i>Buongiorno notte</i></b>, bel film di Bellocchio, il caso <i>Moro</i> e il morto non usò il casco. Morendo in “moto”&#8230; perpetuo del suo cervello “pneumatico”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=545</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
