<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; Gran Torino</title>
	<atom:link href="https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;tag=gran-torino" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://edgarallanpoetale.info</link>
	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Jun 2018 15:32:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.36</generator>
	<item>
		<title>Gran Unforgiven, splendori incandescenti, (s)ca(n)denti, a denti stretti della vendetta più ascendente e non pacificante, ed è magica rinascenza</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=585</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=585#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2014 10:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Clint Eastwood]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>
		<category><![CDATA[First Blood]]></category>
		<category><![CDATA[Gli spietati]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Torino]]></category>
		<category><![CDATA[Rambo]]></category>
		<category><![CDATA[Unforgiven]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=585</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Atto d’accusa irremovibile, punitore, tremendo, un terremoto che, anziché affievolirsi, lievita di rabbia per levarseli una volta dalle pall(ottol)e. Giran le “rotelle” di Clint contro i bulletti dal “grilletto” della “facile” ragazza angariata, abusata, ché osaron troppo nei confronti del suo timido arrossire pudico. Impuniti&#8230; Non sono sol piattole ma han mangiato nel p(i)atto inviolabile dello [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/11/Eastwood.jpg"><img class="size-medium wp-image-588 aligncenter" alt="Eastwood" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/11/Eastwood-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Atto d’accusa irremovibile, punitore, tremendo, un terremoto che, anziché affievolirsi, lievita di rabbia per levarseli una volta dalle pall(ottol)e.</p>
<p>Giran le “rotelle” di Clint contro i <i>bulletti</i> dal “grilletto” della “facile” ragazza angariata, abusata, ché osaron troppo nei confronti del suo timido arrossire pudico.</p>
<p>Impuniti&#8230;</p>
<p>Non sono sol piattole ma han mangiato nel p(i)atto inviolabile dello sconsacrare ogni lor “d(i)ritto”&#8230;</p>
<p>Lo stupro, il gesto più vigliacco, marcio, agghiacciante, sconvolgente.</p>
<p>Marchiata&#8230;</p>
<p>Sc(i)occante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una notte (pro)fonda, ove neanche un prete può evitare la giusta tragedia sacrosanta.</p>
<p>Uno “squittio” di palpebre, un “rossore” violento, l’apice della mistica adirata nel viso tirato d’un Clint superbo.</p>
<p>Un dolore irreprimibile e il lupo “cattivo”, che tutti tentano di dissuader dal vendicare chi all’incolume verginità casta e pura attentò, nel <i>silence of the lambs</i>, a passi “lenti”, nel suo straziarsi viscerale, scarnito in volto da teschio fantasmatico cogli <i>occhi</i> imperturbabili, scrutanti, <b><i>spietati</i></b> <i>di ghiaccio</i>, arrugginito spos(t)a la sua (car)cassa “mortifera” da leone, ancor viv(id)issimo, nell’avviarsi arrabbiato a “morte”, all’ora del “tramonto” crepuscolare, di furia cosmica dal tremolio scagliato affatto ridente, irredentissimo, immarcescibile, a muso duro, contro gli adesso tremanti musi gialli, e sempre più potente monta “cavalcante”, inevitabile, verso la casa “marcissima” degli schifosi criminali marc(i)anti all’inferno&#8230;</p>
<p>Innocente è la vita se non la si lede, irreversibile la tragedia se l’omertà più vile dei “virili”, impauriti dall’orrenda verità, putrida offuscò e vorrà ipocritamente celar i re(at)i tristissimi.</p>
<p>Raggelante&#8230; tutto quanto.</p>
<p>Tutto d’un pezzo fra questi pezzi di merda.</p>
<p>Ma(sche)r(a) di turbolenza e ce(ne)re.</p>
<p>Principesco, <i>Kowalski</i>, “rincoglionito”, “fuori” posto e di “testicoli”, da casa di “cura”, da (ospi)zio borbottante che non vale uno sputo, aspetta gli spar(vier)i “tosti”.</p>
<p>Proprio f(u)ori&#8230;</p>
<p>Si para davanti all’abitazione dei malfattori, e la comunità il canto suo da cigno “nero” (ri)nato ascolterà nel silenzi(at)o.</p>
<p>Zittito eternamente, ancor trivellato, un fucile che <i>uccise donne e bambini</i>, che <i>fino a prova contraria</i> combatterà per i giusti e non si schiererà mai trincerato tra i falsi “giudici”, i giudei d’un mondo che crede a Dio sol quando gli par “provvidenziale” il “quieto vivere” (dis)armante. No, Clint mai l’altra guancia porgerà, Dio perdona e lui è Dio, sì, eppur questa è la notte del plebiscitario Giudizio lapidario.</p>
<p>Universale!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Potere assoluto</i>!<br />
<i>Mezzanotte</i> da “<i>good</i>” in <i>evil&#8230;</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vendicatore <i>angel</i>(o)!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Titanica la sua figura si staglia al buio degl’intagliati suoi zigomi inferociti, seccamente nervoso, come neve che si scalda infocata e, graniticamente sol(idific)a(ndosi), dinanzi allo spettrale gelo delle menzogne repellenti e più rabbrividenti, scende nella tana dei “lupi” per salir in cielo, da redento(r) a(g)nello al disgelar ogni oscena bugia stu(p)rante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Stupefacente!</p>
<p>Tutti s(tupe)fatti, che stupidi.</p>
<p>Chi avrebbe mai osato&#8230; pensare che un uomo così “malinconico”, malconcio e da “manicomio”, potesse non arrendersi di fronte a una crudele efferatezza tanto sconcia?</p>
<p>Lui, di coccio, lui che ora è amico di un ragazzino “cocco”, d’un tonto&#8230;</p>
<p><i>Tard</i>(iv)<i>o</i> ma mai dire che non ci sarà un più roseo, splendente domani da <b><i>Gran Torino</i></b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Orrore!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ieri, il nuovo Papa ha chiesto a un artista di “replicare” la Cappella Sistina ma Michelangelo è morto. Così, il Papa trovò un Maramao che, povero, infamato, affamatissimo, stava morendo nell’orto in mezzo a questo mondo in cui il b(r)anco brinda da “(tes)ori”.</p>
<p>Il Papa, fra questi papponi, gli offrì l’opportunità di far riscoccare la sua scintilla d’Adamo affinché dipingesse un (im)pari capolavoro.</p>
<p>L’artista, che stava morendo disilluso da tutto, accettò quest’immane compito.</p>
<p>E creò un’opera d’arte che non ha nulla da invidiare a quella immortale di Michelangelo.</p>
<p>Eppur, la gente immorale se ne fregò e la sfregiò. Per voler (s)freg(i)are l’artista ancora una volta.</p>
<p>Per tarpargli il vol(t)o.</p>
<p>Perché alla gente “mortale”, “normale”, sì purtroppo, non interessano gli artisti oltre ma il mero “lavoro” dei merli.</p>
<p>L’artista fu accusato di essere un mostro&#8230;</p>
<p>Egli dipinse un capodopera ma alla gente che importa?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Par(ab)ola di Dio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tragedia.</p>
<p>Salvezza!</p>
<p>Immensità!</p>
<p>(S)vetta!</p>
<p>Il mito del giusto “eremita”.</p>
<p>Ed è marmorea vendetta incantatoria!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scambiatevi un segno di pace, solo se non scagliaste la prima pietra, se dapprima da “primi” non sparaste.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parola di Rambo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=585</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La foll(i)a è meglio! Gran Torino è un capolavoro! Chiamami Il cavaliere pallido</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=497</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=497#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 May 2014 19:54:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Clint Eastwood]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Torino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=497</guid>
		<description><![CDATA[Barba e capelli, grazie, ai pelosi ci penso io, so come tagliarli! di Stefano Falotico Credo, sempre più fermamente, che le persone “pazze”, “cretine” e “fuori dai gangheri” siano le migliori, animatamente di dannazione&#8230;, non mano nella mano con l’accompagnatrice&#8230; “amano” ma son accompagnate a manetta di catene, perché troppo scatenate, spesso “ammanettate” sulla bestemmia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img class="aligncenter" alt="" src="http://oi57.tinypic.com/2w2l8oj.jpg" width="630" height="430" /></p>
<p align="center">Barba e capelli, grazie, ai pelosi ci penso io, so come tagliarli!</p>
<p align="center">
<p align="center">di Stefano Falotico</p>
<p>Credo, sempre più fermamente, che le persone “pazze”, “cretine” e “fuori dai gangheri” siano le migliori, animatamente di dannazione&#8230;, non mano nella mano con l’accompagnatrice&#8230; “amano” ma son accompagnate a manetta di catene, perché troppo scatenate, spesso “ammanettate” sulla bestemmia inclusa, poi bocca chiusa e taci, previo denuncia degli ipocriti, sboccati solo in casa e sussiegosi col padrone leccandolo per non farsi passare da sbeccati non diligenti che (o)misero il becco nelle facce(nde) di merda, è tal parossismo a farmi&#8230; nel culo sull’esser preso nel colmo, più pieno e dunque svuotato di me non si può, è il colpo della strega a convincermene, e questa persuasione sempre più invoca la mia innata, “angelicata” ribellione a briglia sciolta anche di misoginia sadomaso, ottemperanza solo al grido famelico della mia carne contro che due scatole delle scadute ché san solo urlare a Dio che vada in malora, prendendosela contro la scalogna e sognando che i ragazzi, tutti, senz’eccezione salvabile alcuna, finiscan alla gogna in quanto, da pentite ex donne facili dalla lard(os)a e lorda gonna, dopo tante delusioni a rammaricar le lor vagine stanche e ammuffite, prostituitesi per troppi an(n)i quando furon, va detto e andavano tutti dentro, tope (im)pure, oggi si scagliano, previo lavatina di scaglie di sapone ottenuto dalle ossa dei loro ama(n)ti cornuti e poi <i>mazziati</i>, in tal caso ammazzati e “riciclati”, contro la loro malasanità, d’assistite socialmente, per rivendicare il diritto drittissimo dell’asilo nido, cioè quello dell’infante già svezzato di cervello più avanti a fotter chicchessia nel didietro senza scont(r)i che lo tengan agli arresti domiciliari della <i>baby sitter</i> nuda e fradicia, quindi fratricida, di volerlo allattare a suo seno “materno” quanto la chiatta del “bagnasciuga” suo d’accappatoio umido di poppe al vento sformate su pettinatura tinta del riccioluto amar le notti (s)porche da assatanata e al contempo timorata di Dio quando la domenica a messa(lina) va come Maddalena confessandosi al “venire”&#8230; del settimo giorno “san(t)o”. Eppur sarà maschio e auguri che tu non possa violentarlo di incesto precoce o peggio di gettarlo nel bidone della tua spazzat(ur)a.</p>
<p>Questo è il mondo di oggi e non sperate appunto di venir alle mani perché mai e poi cambierà il domani. Non prendete a sberle il destino beffardo, farete sol sbellicare sotto i baffi gli uomini “forti” che vi tratteran buffamente e ancor più da puffi, essendo loro i bulli. Eppur, miei “belli”, si balla, inventando mosse che non esistono per far ridere i principi da giullari qual siamo e mai ce ne rammaricheremo, rimboccandoci le maniche per altre troiate d’imboccarvi (s)corretti e si piglia il caffettino correggendolo con qualche scoreggia “sorda” senza far rumore. Mai imboccheremo la strada retta perché sappiam che conduce solo a fottervi, di festini, nel retto più tetro d’un puttanesco destino infetto. Ci aspettano altre inculate se terremo “botta”, a meno che qualcuno non decida sacrosantamente d’impiccarsi e “tagliar la corda”, perché almeno, da strozzato, si risparmierà il penar quel “duro” pene dello strozzino severo nel suo sodomizzato sederino&#8230;  eh, già, privati anche del pigiama, senza un soldo ma sempre più soli eppur con un bucato calzino, il nostro cazzetto, e non porterà a nulla l’incazzatura, dovremo svendere da omosessuali passivi&#8230;, tanto non passerà e le passere andranno solo con i passeggini di chi le ha ingravidate da “uccello” volante nel sen(s)o che prima se la scopò e poi scappò, ficcandole il “mantenimento” di nessun assegno ma tanta popò di ove lei adesso precipitò, in tal via(le) del peccato originale e da allora sempre “benedetto” in modo giudeo-cristiano pur di non ribellarsi, ecco il punt(eruol)o, ed è dovere (im)morale spaccar le regole false del fascismo omertoso.</p>
<p>Per queste e altre ragioni, anche erogene regioni mie di risorgimento orogenetico, asserisco che i pazzi sono (il) meglio. Sono rompi-coglioni! Sono tosti come la roccia. Se incontrano uno che vuole ucciderli, mascherato da (passa)montagna, lanceranno più sassi. Piovono pietre! Finiranno in carcere e saran docce fredde di ne(g)ri dal salame caldo e piccante!</p>
<p>Non accettano le regole di un mondo schifoso e ti (s)batton&#8230; altre tegole.</p>
<p>Tenga! Poi, tenetemi (in)fermo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora, fratelli della congrega, mi aspetta il manicomio. Tutto ciò, essendo io il più savio di mente, ché gradivo solo masticar la mia ment(in)a, ha del comico.</p>
<p>Ma è tutta una tragedia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E spero iddio vi assista quando, sfiniti, finirete peggio di me.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Io vi ho avvertito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora, scusate, tre teppisti devo picchiare perché non amano mi faccia i cazzi miei.</p>
<p>Mi vorrebbero bene se usassi il cazzo a modo loro, cioè stuprando.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non ci sto e combatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=497</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli auguri di Natale di Clint Eastwood contro ogni cafone sceriffo</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=333</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=333#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2013 23:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Clint Eastwood]]></category>
		<category><![CDATA[Clint Eastwood Unforgiven]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Torino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=333</guid>
		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Il “regalo” natalizio di Walt Kowalski, reduce del Vietnam in ozio violento e stizzito dinanzi agli stronzi che la combinaron sconcia ma a cui donerà il vischio delle lor anime avvizzenti L’alba, orgogliosa e tumefatta già di mio non pentimento, sovrana in alto dardeggiante “scalcia” e io, inorgoglito”, sputacchio “lucente” nel piatto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_334" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/12/00993903.jpg"><img class="size-full wp-image-334" alt="Sono cazzi tuoi" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/12/00993903.jpg" width="290" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Sono cazzi tuoi</p></div>
<p>di Stefano Falotico</p>
<p>Il “regalo” natalizio di Walt Kowalski, reduce del Vietnam in ozio violento e stizzito dinanzi agli stronzi che la combinaron sconcia ma a cui donerà il vischio delle lor anime avvizzenti</p>
<p>L’alba, orgogliosa e tumefatta già di mio non pentimento, sovrana in alto dardeggiante “scalcia” e io, inorgoglito”, sputacchio “lucente” nel piatto dei ruffiani che sputtano, osservandoli mentre di “goliardia” ribalda s’azzufferanno per donnacce galline da uccellini che le unghie si smaltano su miei “apatici” occhi giammai stanchi, indolenti forse, eppure non in cancrena e presto a incatenarli, scatenando altro pandemonio e punendo il lor recidivo “vizietto” da presto puniti “diavoletti”.</p>
<p>Il prete mi benedice ma io gli auguro una catechesi che non rispetti, nelle sue prediche moralistiche, gli arrivisti “onesti” e i cinici sfruttatori del sistema che chiude falsamente un occhio per campare da “balletti” lisci, stimolandolo&#8230; affinché “tiri” la sua mano fra le cosce d’una suora o nella mon(a)ca di manicone, in “remissione” immettente dell’atto vero e apostolico per ecumenismo mai chiedente, neppur in (s)consacrata chiesa, come vigilia (a)scendente fra tali morti viventi, in verità vi dico solo supplicanti laidi, unti orgasmi fra bionde e more buone contundenti. Questa è “amorevolezza”, di fronte alle vostre ipocrite arrendevolezze, io son il pastore latrante, sfondandoti, fetente, con il “fondente” dei miei potenti fendenti, sono il “bastone” sp(r)ezzante nel gregge ammansito e ammanettato alla (di)messa massa. Non credo ai luterani, ma da ortodosso ti spacco le ossa.</p>
<p>Io qui m’elevo a zaffiro vampiresco di mia stazza e, del mio albero genealogico, stritolo i cattivi con fenomenal impudicizia, ché di tal prosapie da presepio è oramai pieno il mio mag(i)o. In tale mese invernale e ultimo dell’an(n)o, celebro il castigarvi perché dovrete inchinarvi nel leccarmelo. Obbedendo alla mia mandibola da cane ché la mascella ti sloga con colpi di secca pistola su fisico rinsecchito e doverosamente rinfrescandoti dalle tue idee balzane prestissimo ridotte a magrissimo “teschio”.</p>
<p>Io ti becco, caro mio da baccano e falsi battesimi, io passeggio con le mani in tasca, nel farti girare i “pollici su” dei tuoi coglioni all’ingiù e a me giubilante tu su rotte subito tue ginocchia friabili e frananti.</p>
<p>Non soffro di “latte” né di dolcetto, alla lattica vostra pigrizia preferisco le pastorizie da <i>revenant </i>ché cagasotto ti stai pisciando nelle mutande strizzate da me. Fammelo, dai!<br />
Ti cago in testa, stronzo.</p>
<p>Io pulisco il panno (s)porco e sono il salumiere dell’affettarti con crudezza. Non aver fretta ad attaccarmi, mio maiale penzolerai in galera a mio sfarzo dopo che il tuo culo mi sarò “re(g)almente” (s)fatto. Non stai più a gallo e neppur a galla?</p>
<p>Di fifa sfiati? Ecco la figata! Te la fai? Te l’ho affilato! Chi era il fifone?!</p>
<p>In prigione, di gran calore, ah ah, sfiaterai. Ora, godi?!</p>
<p>La bambina innocente volesti e stuprasti con violenza.</p>
<p>Ecco il mio suicidio annunciato.</p>
<p>Sei stato arrestato.</p>
<p>E stai calmo e bontà lì, nel tuo culo a strisciartelo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=333</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un fantasma è apparso nel saloon cattivo</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=287</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=287#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2013 12:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Amleto]]></category>
		<category><![CDATA[Cimitero]]></category>
		<category><![CDATA[Clint Eastwood]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>
		<category><![CDATA[Unforgiven]]></category>
		<category><![CDATA[Gli spietati]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Torino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=287</guid>
		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Leggende maculate nella pelle di cuoio d’un glaciale, freddissimo Clint Eastwood che, dal profumo innervante torpori alati del suo revenant sconsacrato, sigillò a noi la punizione estrema, la più esemplare&#8230; I corvi gracchiano, i cieli imbruniti son stanotte scolpiti da “balorde” nuvole d’una epica ritorsione. La malefica crudeltà odo che vendicata sarà. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_288" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/12/Eastwood-Unforgiven1.jpg"><img class="size-medium wp-image-288" alt="Clint, nella sua carrozzeria arrugginita ma secca da Gran Torino, non dimentica la vendetta!" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/12/Eastwood-Unforgiven1-300x221.jpg" width="300" height="221" /></a><p class="wp-caption-text">Clint, nella sua carrozzeria arrugginita ma secca da Gran Torino, non dimentica la vendetta!</p></div>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p style="text-align: center;"><i>Leggende maculate nella pelle di cuoio d’un glaciale, freddissimo </i>Clint Eastwood<i> che, dal profumo innervante torpori alati del suo </i>revenant <i>sconsacrato, sigillò a noi la punizione estrema, la più esemplare&#8230;</i></p>
<p>I corvi gracchiano, i cieli imbruniti son stanotte scolpiti da “balorde” nuvole d’una epica ritorsione.</p>
<p>La malefica crudeltà odo che vendicata sarà. E gemeremo tutti, modellati al comando d’una onnipotenza biblica, ritornata da vetuste stagioni oniriche ch’assediammo per macchiarle con la nostra immonda vanità. Seppelliti, ascia di guerra a scagliarsi affilata, appuntita in un mirino dal fucile furioso, affamato delle nostre carni, del nostro laido godimento da giullari sempre plagiatici nel sesso dilettevole e al Principe così tanto rinnegato. Fra i venti, colgo i fruscii d’un livore che c’accecherà, un cecchino a sventrato suo, che fu, nella fosca rimembranza qui detonata di vivida potenza infocata per debellarsi dalla putrescenza di noi che, sdegnosi, marciammo sopra la sua lunar anima, illividendola quanto, nel deperito apparente, brillantemente dentro un inferocito ricordarci il Male. Rispuntato da zone che credemmo, illusi, d’aver soggiogato e plastificato in vitro. Una sua vittoria, eccentrica, la spirale dell’assassinio prima perpetrato d’avidità irriverente, con sporca impertinenza a lordar il Principe all’epoca “disarmato” e vulnerabile, erta nell’orrore a noi più concentrico.</p>
<p>Ci ammazzerà con puntiglio e sofisticatezza, una balistica strategia del suo Cuore, che divellemmo da serpenti, nell’infliggerci la punizione più imprevista, quella che, nell’impaurir noi tutti di terror lento, non arretrerà un istante. Essa s’arresta, l’ira è poi più funesta. Di titanico funambolismo, ha sgretolato gli argini del nostro averla addormentata, o aver creduto d’aver il Principe sedato. Dal fumo delle nebbie, sentiamo spaventati un (l)abile sparo, nel labirinto dei nostri peccati ci rifugiamo mentre il Principe, d’acuto e maggior splendore, rifulge. Ma scappare è solo suo acuir averci già (in)tagliato nella forza vereconda d’un giusto suo Mondo che c’ostinammo a invader con “leggiadro” nostro marcio sudore a mano armata. Non l’amammo quando potevamo e ora deve sbranarci. Sbriciolati, pezzo per pezzo, noi gli animali.</p>
<p>Mi ricordo d’aver colto, anni fa, in un locale umido da noi gracili spaventapasseri nel già vibrare di paura inconscia, il presentimento che la tragedia, se non imminente, “ritardata” s’era già paventata a nostro, sì, respirarla con pavore. Tentammo d’espiarla nello spiar il Principe e indagar, maceranti, alle origini “celate” della sua scelta di vita da solitario.</p>
<p>Io presi “armi” e coraggio. E gli domandai se credesse all’amore. Sbuffò, annoiato e infastidito, da quell’appunto invasione alla sua già eternamente lesa, sacra intimità. “Annuì” per compiacermi ma, di scatto, m’alzai dal tavolo, uscii tremando. Fuori, estrassi una sigaretta e l’aspirai di nervi congelati.</p>
<p>Compresi che, in quella risposta, secca e immediata, consisteva già la sua elegante vendetta di enorme levatura morale e signorilità. Tre sole boccate, mi s’incrinò lo sterno. Chinato, addolorato da un impercettibile eppure devastante dolore, caddi con fragore a terra. Nel mio sangue polmonare asfissiato dall’orrore.</p>
<p>I miei occhi, bruciati di secchezza “mortuaria”, si risvegliarono per sempre funebri. S’era levata la mortal vendetta e, con cautela e spasmodico gracchiare, urlata, strozzandoci d’asmatico bacio della sua apocalittica morte, saremmo stati puniti nel già giacere riversi all’Inferno delle nostre tutte colpe.</p>
<p>Un solo suo battito di ciglio, il canto del suo cigno da <i>unforgiven</i>. Un lussuoso esistenzialismo “roco” e crescente di rancore, a stuprarci stavolta lui perché infrangemmo il suo sogno <i>da Gran Torino</i>.</p>
<p>Un mostruoso ritorno.</p>
<p>E fu, da allora, che iniziò l’inarrestabile nostra fine. Lo <i>straniero senza nome</i> aveva appena appiccato un vibrante, silenzioso fuoco.</p>
<p>Impiccati tutti, coi colli da porci a penzolar dalle travi, immolati al suo fulminante delirio.</p>
<p>A piangere, strangolati dalla sua morsa inaspettata, incisa a recidente, “suicida” nostra fune.</p>
<p>Ce l’eravamo cercata. E ci stava, come orchi e ora eterna, bene.</p>
<p>Questo è il Male.</p>
<p>Questo è Dio che è tornato sulla Terra per la vendetta “sacrilega”.</p>
<p>Bestemmiamo pure, non servirà a nulla. Fato è già fatto, noi siamo già tutti morti.</p>
<p>Così il Principe ha deciso.</p>
<p>Lunga gloria al Principe, infinita morte a noi.</p>
<p>Sepolture.</p>
<p><i>Amen</i>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=287</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
