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	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; Francis Ford Coppola</title>
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	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
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		<title>L’urlo infame della mia pazzia contro i luridi, contro il duro lavoro, contro tutto, e nessuno sconto, solo i miei (r)acconti, evviva Dracula che non perdona, lunga vita al Conte</title>
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		<pubDate>Sat, 31 May 2014 09:35:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Da anni, con protervia e fine, intima arroganza, me ne fotto&#8230; sia dell’organza che degli orgasmi. Questo mio atteggiamento, che i superficiali giudicano schivo e a me schifano, è il ritratto simbiotico della mia creaturale aderenza al temp(i)o mio ignoto ove, senza soluzione di continuità, un giorno la mia mente si rompe [&#8230;]]]></description>
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<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p>Da anni, con protervia e fine, intima arroganza, me ne fotto&#8230; sia dell’organza che degli orgasmi. Questo mio atteggiamento, che i superficiali giudicano schivo e a me schifano, è il ritratto simbiotico della mia creaturale aderenza al temp(i)o mio ignoto ove, senza soluzione di continuità, un giorno la mia mente si rompe in eruzioni odoranti il mio adorabile, olfattivissimo malessere da crollato in lacrime colanti ma sempre più remoto dalla società che incolla, mentre del domani non v’è certezza e comunque continuerò estenuatamente a far i cazzi miei, privilegiando il gioco da “idiota” di colui che, barricato in orgogliosa trincea, preferisce vivere rintanato, lontano dal trambusto, dalle rivalità ché scatenan solo fratricidi e guerrafondaie gelosie, coccolandomi nell’armistizio beato a meno che qualche stronzo appunto non rompa e, anelando a scalfire i miei collaudati equilibri, con la sua fottuta superbia da figlio di puttana tanto “corazzato” a scoraggiarmi perché sbuffo, scoreggiandogli, mi voglia indurre a combattere&#8230; Io combatto solo per il mio petto battermi, perché preferisco la nudità espettorata ai caporali e al generale&#8230; porcile di massa, ottenebrandomi nelle albe chete perché sol allora m’assonno in ancor neri sogni, masturbatorio poi, in tali stupendi incubi, gracchio il mio pen(ar)e in stile mansueto allo scroscio del dolce su e giù che se la mena in modo disturbante e a me dunque piacevolmente cazzeggiandovi. A sfancularvi con orrida prosopopea da uomo che del mondo è stufo. Nella mia dimora, non uso le stufe, mangio però le caldarroste durante il mio eterno autunno. Sì, il vostro capitalismo, soprattutto ideologico, ha partorito i vostri esseri informi e io invece son qui a informarvi che tal vostro comportamento porterà soltanto ad altri crematori forni e ad anime ammalate di povertà. Oh sempre state a fornicare, a ficcar la torta e guai, miei schizzinosi tanto caldamente schizzati, se le (ciam)belle non riescon col cubo. Tanto v’entrate con la “dolcezza” ipocrita da “uomini” di “burro”. Sì, sento “calore” e affett(at)o da parte vostra, da parte mia solo la ciliegina rossa, vampiristica di non potermi levar di torno. Userete, a mia tortura, il torchio ma io son sempre tornante ad accerchiarvi, ad abbrustolirvi tanto da lasciarvi accecati tutti e di ghiaccio, così non lancerete neanche più un sasso, miei stoccafissi di questo paio di palle. Io sono il mitico impalatore! Io sono lanceolato ma non morto, ho perduto lo slancio eppur mordo. Ti fissi col lavoro. Andate pure a lavorare, vi serve come copertura per ogni squallida porcata da squali. Io amerò sempre una pizza capricciosa, mangiata al tuo viso di pomodoro da gommosa mozzarella, alle tue belanti bellocce che “condisci” di olivine “piccanti, leccandomi poi le labbra quando ti presenterò il mio Conte Dracula. Sì, non lascio mai i conti in sospeso. E ora t’impalo, così impari. Io sono colui che cattivo è diventato di parimenti carne al sangue. Se non ti sta bene ove t’ho seppellito, pagami e, di gran cordoglio, sotterrerò di nuovo l’ascia di guerra per piazzartela violentissima in pancia. Sentite condoglianze? No, dammi almeno i soldi, mio pomposo, per pagarti le “onorificenze” di tante funebri pompe. Sì, all’Inferno, il Diavolo, che son sempre io, Vlad, non ti spompinerà, te lo taglierà del “lutto”.</p>
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		<title>Dracula il maudit contro un idiota maligno, Dracula ulula e lui urla</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Oct 2013 12:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Studio della mente di uno psicopatico, che trovò Dracula ad analizzarlo, anche in senso anale e presto carnalmente come la sua idiozia “straziante” Appartengo a quella stramba, onorata categoria di chi oscilla perentoriamente fra stati umorali d’un brad(ip)o orgoglioso di mia “brodaglia”, poi sussurro agonico “malincuore”, stremato fra delusioni insistenti e una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_227" style="width: 212px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Dracula-Oldman.jpg"><img class="size-medium wp-image-227" alt="Il lupo perde il pelo ma non il vizietto, ah ah!" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Dracula-Oldman-202x300.jpg" width="202" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il lupo perde il pelo ma non il vizietto, ah ah!</p></div>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p style="text-align: center;"><i>Studio della mente di uno psicopatico, che trovò Dracula ad analizzarlo, anche in senso anale e presto carnalmente come la sua idiozia “straziante”</i></p>
<p>Appartengo a quella stramba, onorata categoria di chi oscilla perentoriamente fra stati umorali d’un brad(ip)o orgoglioso di mia “brodaglia”, poi sussurro agonico “malincuore”, stremato fra delusioni insistenti e una rabbia vincente.</p>
<p>Quella che ti fa innalzare tra suini a me or supini, in volo tramontante acciuffo il criminale di turno, strangolo la sua indole teppistica e lo inchiodo alle responsabilità del (ris)petto che non indossa a vesti altrui spellate.</p>
<p>Che costui, sciaguratamente, sempr’invade, copre di calunnioso “annot(t)arle” in diagnosi da schedario del suo paio di palle imbracate in pantaloni consumati di “strappo”&#8230;</p>
<p>Con me, iniziò una lotta sfrenata di abusi psicologici e ricatti degni di Auschwitz, per “infantilizzare” la mia volontà e circoscriverla nei suoi circhi stracolmi d’aridità e arsioni.</p>
<p>Abrasione dietro altre bruciature “marchianti”, col beneaugurante suo desiderio “intimo” del final arrostirmi in “fornace” crematoria. Gustare il rancore “impotente”, macellazione “sedante” d’altro “godere” oscenamente il suo ferreissimo “intelletto superiore” anelante alla cagione gradente nuove impiccagioni. Un manifesto mostro, reiterante in “tirarselo” a “lucido”, ghigliottinando con “appuntite” lame del suo “morto” di fame.</p>
<p>Qui, non c’è la rima ma il bacio del ritmo a suo graduale cagarsela.</p>
<p>Ma narriamola con calma, così può assaggiare la <i>suspense </i>dell’attimo vagamente “crepitante” in cui, (in)castrato con le (s)palle al muro e inchiodato in pelle tanto da lui scarnita da cane, “fremerà” in febbricitante nervosismo dell’implorazione a una pietà che non gli sarà concessa.</p>
<p>“Punitore eretto” in glorificarsi nel ficcare&#8230; ma trascurò l’<i>impalatore Vlad</i>, anima ribelle convertitasi al diabolico Cuore immolante spettri sonnecchianti un ritorno fervido, placante solo quando il Sole ancor m’addolora in troppi suoi raggi frivoli.</p>
<p>Queste luci stroboscopiche della Luna cangiante ossequiano la mia signorilità divinizzata in principato altero, or che mi son trasformato in ateismo (s)consacrato.<br />
So, posso turbare le coscienze piccole, addentar di canini i virginali colli con “bianchetto” presto (s)macchiante del “segno” non ingravidante eppur affondandolo (s)degnoso da “lebbroso” in labbra calde su incagnirmelo di grosso spolparle, ruvido nel rovente sciogliermi con disgelat’anima in succhiotti a pelo maculato nel mantello nero dentro muliebri “oscurità” di fino esplorate. Ma sì, devo deflorarmi e smascherare me quanto soprattutto le bugie con cui vi “colorate”, a scopo assai scop(pi)ante, del già vostro essere imbruniti nel grigiore maleodorante dei porcili più ambigui, perciò ripudianti da podio di quelli che agognano a sgozzar il pollo per il podio dei “galli”.</p>
<p>Ai galli, ho sempre preferito sbattervi in galera.</p>
<p>Alle galee dei galeoni, il tuo galeotto. E vari giavellotti da Artù contro il traditore Lancillotto. Meglio Mina di Ginevra. Anche se Mina me lo conciò per le feste. Ginevra, almeno, spappolò i testicoli di Lancillotto. La perdonai, tanto Lancillotto non vale un cazzo. Avranno giocato solo a carte.</p>
<p>Alle futili “gioie”, un gioco adesso mio e non puoi sfuggirmi. Ti godo da Dio, in gola! Dove cazzo scappi? Ah sì, il tuo cazzo sta nelle mutande, spesso delle troie da te sporcamente denudate, subitaneamente “eiaculi” fuoriuscente.</p>
<p>Io sono il pulitore, mio punitore. Dai, stringimi la mano, attento al braccio. Sai&#8230; quando uno “spezza” a chi puzza&#8230; non fa male al polso reciso ma di solito, anche fra i mostri con forma umana come te, il braccio è collegato in quel “posto”. Alla base del collo o del culo? Il dolore, del rompertelo, lo avverti vicino alla giugulare e poi crepi di lento crepacuore&#8230; Un “infarto” dissanguante. Non urlare!</p>
<p>Idiota, chiamami solo ululato! Non sapevi che Dracula è matto?</p>
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		<title>Dracula preferisce Monica Bellucci a Mina</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Oct 2013 10:28:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Dracula (a)dora l’appuntito codino del canino e carezza il suo lupo di soave cupezza Metafisicamente, il mio fisico esiste soltanto in una zona scura, più beata di tal moltitudine dalle frivole beatitudini. Altezzoso, attrezzato a mia reggia eretta tra un forte ponte a castello, sorretto da gotiche palizzate e sostenuto dai miei eletti “schiavi”, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 572px" class="wp-caption aligncenter"><img alt="" src="http://img713.imageshack.us/img713/3740/cw6e.jpg" width="562" height="800" /><p class="wp-caption-text">Monicaaa!</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><i>Dracula (a)dora l’appuntito codino del canino e carezza il suo lupo di soave cupezza</i></p>
<p>Metafisicamente, il mio fisico esiste soltanto in una zona scura, più beata di tal moltitudine dalle frivole beatitudini. Altezzoso, attrezzato a mia reggia eretta tra un forte ponte a castello, sorretto da gotiche palizzate e sostenuto dai miei eletti “schiavi”, vivo al di là d’ogni sconcezza “reale”. Torsione lupeggiante e principesca immersa in solitudini dei venti russi amanti.</p>
<p>Soggiogante la “generosa” lucina del dì, gioco a scacchi con Lucifero, porgendogli l’applauso quando vince da baro. Poi, mi rinchiudo nella bara, addentando prima della buonanotte una barretta di cioccolato fino, prodotto dai più certosini buongustai della Transilvania pasticciera. Pasticcio con labbra odoranti sangue nutrito già di sonnambulismo, “penetro” nell’urna e celo i miei occhi mefistofelici alle diurne vostre animalità. Se io son anemico e “patito” di atimia, voi invece “gioite” dei sociali “baciamani” ruffiani, ai quali “inchino” i miei disprezzanti ossequi per (t)ergermi nell’ossario dei miei riflessi(vi) cimiteri.</p>
<p>Mi tuffo nel nero più serpentesco, sfioro la delicatezza dell’incubo a me amato, fortificato, “torturato” e “traviato”, insisto di perversioni “sognanti” Mina nuda a nostro baldacchino feroce. Ad apice del mio sogno la spoglio rabbioso, la fotto “permaloso” se d’unghie graffia il mio dorso e nuota bagnata prima che schizzi&#8230; già a primo preliminare. Sì, Mina educai in modo elementare a goder con calma del limonarmi, ad assaggiare quel che “vien” prima dello svenevole amplesso su nostre vene divine e martoriate estatiche.</p>
<p>All’inizio, la mia sposa fu pudica, col trascorrer degli an(n)i divenne p(l)acata al morsicchiarmelo con dovute “lentezze”. Al fin di spremersi sudata in un bagno “idromassaggio”, leccando ogni bollicina dello scopar navigante su onde dalle liquide fermezze. Splendori di nefandezze accoppiate! Dapprincipio, addentava con troppa precipitosità e persin io, che son Dracula, “deperii” dinanzi a tanta esagerata magnificenza della sua figa “imboccata”. Come m’inculava Mina, neanche quella “vacante” delle peggiori prostitute di Mosca.</p>
<p>E fui tante mine vaganti tra tantissimi miei “uccelli” a occhi “chiusi”.</p>
<p>Non resistevo mai e mi domava già “addormentandolo” su sperma precoce d’una euforia repentina e sbottante in mia puttana nello smaltarsi il viso di seminal ingoiare.</p>
<p>L’educazione sessuale impartii a Mina con tanto di lavagna dopo tante mie gastriche “lavande”. Rischiai, causa il suo esagitato, sovreccitata da irreprimibile focosa vagina, che me lo raschiasse a prepuzio “suicidato” come Lei, Lei la sola&#8230; “baluginante”, la qual oggi è morta dopo essersi buttata giù dal precipizio per mio dannarmi d’allucinantissima non averla più potuta “lucidare”.</p>
<p>Al che, odiai Dio, Cristo e tutte le (in)crociate, misogino che non si dica mai, maledetto e bestemmiante, accoltellando la sacra “cappella” dell’evirazione mia da questa società ingrata. Tutte vi grattate voi uomini, i più almeno, siete nazisti da graticole e crematori, io scremo di Notte e imbalsamato schiumo la chioma lunga nei detergenti balsami essiccanti e “patibolari” in mandibola scarnificata, a cera livida d’un arruffato stronzo com’esigo sia il mio “carnale” lupo.</p>
<p>Spellato, sradicato, isolato, a punte del puntarvi il dito e infilzarvi nei cuori da me odiati. Bastardi! Basta!</p>
<p>Chiamate pure la Croce Rossa, son nato irredento, me la rido bellamente con la <i>Bellucci</i>, la scopo di netto, le trancio il seno e poi mi ficco nel letto.</p>
<p>Mandandovi a far in culo, anche se <i>Monica</i> ce l’ha, altro che “cenacoli”, come la Madonna, e io non so che “fare”. La “Vergine” m’ha sputato, Dio l’ha “stuprata” d’inseminazione artificiale “dall’alto dei cieli”, fu ingravidata coi Re Magi a donar regali al figlio “adottivo”.</p>
<p>A me questa è sempre sembrata una porcata storica. La gente non capisce appunto un “cazzo”. Celebra felice e contenta il Natale, adorando un’icona messianica di pure invenzioni “evangeliche”. Mah, uomini e donne siete solo che delle mess(alin)e.</p>
<p>Di mio, grido “Oh mio Dio, mi salvi Cristo da questo schifo!”.</p>
<p>Quindi, leggo Hemingway nella mia “grotta” russa, russo e continuo a vivere libero da gingilli, falsi dèi, mitologie consumistiche e consumarvele tutte.</p>
<p>Sì, ho fatto bene a transumare qui alle pendici del Danubio.</p>
<p>Da laggiù in poi la vostra vita è fango. Amo tutt’al più le mie terme e le tenebre di “tenerezza”, mangio le termiti e anche l’autodistruggermi, divorando volteggiante da pipistrello <i>batmaniano </i>le mie connessioni sfasate, “sfarfallate” su voli pindarici, brillanti e bruciate a neuronal Icaro spacc(i)ato.</p>
<p>Se mi deridi, scendo dal castello e ti rendo servo. Ché ti serva di lezione!</p>
<p>Ora, prima di dormire, afferrerò di nuovo Monica Bellucci e Monica se lo “schiafferà” nel culo! Dopo esser venuto “duro”, la schiaffeggerò, gettandola dalla rupe.</p>
<p>Sì, anche questa “lupa” ha rotto le palle!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Ode a Monica Bellucci di Stefano Falotico</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La leggenda furibonda del Principe Vlad, che scopò la “sposa” Monica Bellucci, dalla Transilvania della sua reggia scese nel Mondo “normale”, e divorò una “famiglia”</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Oct 2013 19:41:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Dracula di Bram stoker]]></category>
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		<description><![CDATA[la trivellò senza (r)esistere al suo pudore, in quanto come me, adoratore delle storie dell’orrore e soprattutto della “tortura”&#8230; quindi la gettò ai lupi e alle ortiche, masticando il suo fegato &#160; Prefazione dal diario di bordo del giovincello Jonathan Harker, mio umile servo in attesa del trionfante ritorno a Londra, che mi coprirà vessante d’altro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.geniuspop.com/blog/index.php/2013/10/monica-bellucci-e-il-belloccio-la-bella-e-la-bestia/">la trivellò senza (r)esistere al suo pudore, in quanto come me, adoratore delle storie dell’orrore e soprattutto della “tortura”&#8230; quindi la gettò ai lupi e alle ortiche, masticando il suo fegato</a></em></p>
<p>&nbsp;<br />
Prefazione dal diario di bordo del giovincello <em>Jonathan Harker</em>, mio umile servo in attesa del trionfante ritorno a Londra, che mi coprirà vessante d’altro “funerale” in  sp(r)ezzanti, “vanaglorie” dei loro unti, carnali e oscuranti odori cosmetici alla goliardia frizzante, che io chiamo annacquate, superate superstizioni, in quanto superstite d’una società già morta. Alcuni mi chiamano “Il russo”, altri semplicemente “Il Demonio”, altri ancora, in altre mie notti di Luna piena da “licantropo” mutante e russante-sonnolento, Nosferatu, cioè il non morto, nottambulo e blu se di canino succhia la verginella sin a spolparla&#8230;<br />
<em>Monica Bellucci</em> è un mio “<em>gingillo</em>”, talvolta in questo grotta il Tempo s’annebbia e son proprio costretto giocoforza alla mia Monica “ringiovanente” ché la mia “senilità” mette alle strette con tanto montarla in sua delizia formosa come il mogano più ad “alabastro” incardinato nel delta dell’addentargliela. Sì, mentre mi smuove di mossa, con morsa “stringo i dentini”, le slaccio il reggiseno e le “incollo” il mio (ir)religioso collarino, fin quando sgoliamo vicino alle gole del Danubio&#8230; io (ig)nobile e Lei, Lei maiuscola tutta goduta, quasi all’orlo&#8230; del precipizio dal quale Mina colò suicida&#8230;<br />
Monica è solo una delle tante concubine dal perfetto culo, stimo però il suo ex, ammirevole marito Vincent Cassel perché ne fu appunto goloso quanto mai geloso, almeno non “lo diede a vedere”&#8230; si chiama tecnica funzionale di un grande attore che finge quanto Monica ha finto di amarlo.<br />
Non dovete pen(s)are che Dracula, solo perché semi-eremita, sia triste e “macabro”. In verità, il <em>Dottor Van Helsing</em> sa che <em>Gary Oldman</em>, e questo è il “colmo”, se apre le fauci al sorriso, non è da “stigmatizzare” ma d’indurre alla pronta guarigione sessuale. Sì, qui fa “freddo”, è colpa dell’essermi dato da solo del maledetto e anche del “darmelo a manetta”. Non funziona neanche il televisore, ho chiamato il miglior antennista di San Pietroburgo per poter “accendermi” sulla <em>Schneider</em>, immaginando di spalmare, come <em>Marlon Brando</em> di <strong><em>Ultimo tango</em></strong>, del “burro”, sfilandole “delicatamente” il tanga. L’antennista è uno stronzo, mi ha programmato solo la sintonia della Radio Televisione Italiana, così son obbligato al minimo storico nel poter visionare soltanto “Ballando con le stelle”.<br />
Sai che “bellezze”, la conduttrice è una scialba bionda che fu inchiappettabile ai tempi di Lino Banfi, oggi appena scoscia&#8230; fa schifo al cazzo anche a quello di Carlo Conti. Uno che ficcherei nella stalla assieme alle sue lampade per la fidanzata allampanata.<br />
Io, che sono il <em>Conte</em>, voglio il <em>Max</em>. O posso masturbarmi sul digitale terrestre a schermo piatto, con tanto di canale a luci rosse (per forza, conoscete uno della Russia che non sia “rosso”, che razza di comunista sarebbe&#8230;?, un edonista alla <em><strong>Danko</strong></em>), oppure niente. Solo “lutto”.<br />
Per fortuna ho l’ADSL, posso connettermi su “YouTube” e sputar via etere a quella merda di Andrea Diprè, pederasta malato di AIDS mentale, il quale“ospita” solo bagasce che neanche darei in pasto ai peggiori “ululanti” della steppa. Misere puttanazze a urlare il nuovo “femminismo”, sul mot(t)o “Maschi, io vi svuoto i e da coglioni”. Diprè intasca, la puttana gli dà la “mancia” con pacca sul pacco e in Italia son felici così, scartando i pacchi del paccotto. Evviva la Francia e la Spagna, basta che troie si magnano&#8230;, poi van a bagnar la mano in chiesa e chiedon “Grazia”. Gli uomini per venire su quella in copertina, le donne per voler assomigliare a quella che tutti vogliono scoparsi. Sono molto elevati. Già, dei catechisti.<br />
Adoro farlo alla missionaria, in quanto massone del famoso “movimento”<em> Dragone</em>.<br />
Sì, fui un timorato di Dio, quindi conservo tutt’ora un po’ inibito il mio fotterle non da musulmani. Quelli rifiutano la carne di maiale ma com’è possibile? A giudicare da quanti figli partoriscono cadauno, sono forse dei cannibali? Ah, andassero a farselo dare quei miscredenti perfin di se stessi. Tengo il mio sesso “sott’aceto” in caso d’altre invasioni di saraceni. Lì sì che ci sarà da sguainar la “<em>spada di fuoco</em>” alla <em>Mario Brega</em>.<br />
Comunque, mi aspetta un lungo viaggio per approdare a Londra. Adesso abbiamo Kate Middleton, una “povera” sciacquetta che non può competere con la fu Lady Diana. Quella Diana era meglio dei tortellini bolognesi al ristorante “Diana”. Morì con un indiano in galleria ma i colpevoli del “sinistro” provocato non son finiti in galera. Son dei bianchi del nostro Parlamento immunitario?<br />
Berlusconi sa la verità. Fu uno degli emissari anche del delitto a Falcone, in combutta con Andreotti.<br />
Quando si dice che perfino a Parigi han le lor gatte da pelare. Altro che Marsigliese.<br />
Meglio il bassotto irlandese. Uno che sembra avercelo “piccolo” a garrese e invece sfodera un’inculata <em>doggy</em> da metter tutti a pecora. Sì, <em>Sean Connery</em> gli fa un baffo. Il vero<em> 007</em> è il suo gonnellino anche nelle scozzesi.<br />
Figuratevi nelle fighe scandinave. Il bassotto gioca a nascondino e poi mostra il mostro peninsulare a stretto terrone di Gibilterra.<br />
Insomma, prima della traversata, ho necessitato di un’ultima bottarella a quella bottana di Monica. Rivelandole chi è al colpo dell’evacuar poi di scopata su “tubo” di scappamento. Ah ah!</p>
<p><strong>Monica Bellucci e il belloccio, ciuccia la bella e la bestia&#8230;</strong></p>
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Annoto su un tacc(uni)o a spillo efebico, di rilegatura “punto metallo”, la “brossura” del mio viso senza difetti, “giustificato” in copertina emozionale a colori con occhi malinconici sul nero e gote bianche</p>
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<p><strong>Detto anche la <em>griffe </em>di uno che “graffia” poco le giraffe e annaffia di polluzioni da pachiderma, su proboscide del “volerla” viola in laghetto sguazzante a suo d’isoscele dilatante</strong></p>
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<em>In poche p(a)role, allago i pantaloni e le lenzuola son “sporche” come il mio da latte, eppur desidero m’allatti e lieta si svesta nel letto (sveltina?)</em></p>
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Non ho mai amato la gente rifatta. Oggi, vai da una e scop(r)i fra l’altro che se n’è rifatti (rifacimento-<em>remake</em>-<em>look</em>) mille in <em>cento e una Notte</em>, poco favolistica ma al “<em>babà</em>” delle lor “ali” da polli.<br />
Comunque, ha già le zampe da gallina e vecchia <em>milf</em> fa buon brodo? Di mio uccello, preferisco <em>Monica Bellucci </em>ancor bona, nonostante il culo non sia più quello del Vincent Cassel che fu e “affondò” con tanto di <em>fiumi di porpora</em>. Ah ah! Prendiamo Monica ne <strong><em>La riffa</em></strong>, quel seno “arraffante”, quel fondoschiena in pelo pubico “arrapandomelo”, che fuorviava ogni maschio nell’arruffarlo per “innaffiarla”, che torturava il mio adolescente nervoso, “lo” innervava nella sua dinamica basculante a onanismo “culinario”, ricetta gastrica del fegato rosicante sul rosolarmi una scaloppina al limone senza vera “gassosa”  e glassa del “gasarlo” nel piccante frizzantino in palpatina alla panna. Più che una bevuta, imbevevo le mutande. In panne e panni <em>Porky’s</em>. L’annusavo da lontano di <em>colpo gobbo</em>, quella <em>Deborah </em>sospirava di “H” strascicata come <em>Ricky Memphis</em> alla romana <em>Caprioglio</em>. E tinteggiavo al <em>Tinto Brass</em> sul divano, sognando le sue gambe divaricate per il mio “salame” sostanzialmente in salamoia, insipido al pepe <em>verde</em>, arrabbiato alla <em>Hulk</em> eppur “erculeo” appena mostrava il dilettevole, “lievitante” culone&#8230; in mio farmelo a fettine. Una sola patata ma al forno mi fornicavo da solo, gustando la mia “besciamella” nello scodellarlo al limite del “potarlo”. Sì, quando scuoti troppo, se lei di dietro “scudiscia”, rischi di ferirtelo per esagerato “soffritto” raschiante. Impennato, a lungo&#8230; andare, se non vieni subito, si squaglia e rimani con un dolore duro. Soprattutto se non ti sei tagliato le unghie e, nel movimento impervio del tuo ungulato, schizza il prima goloso (e)sangue del rafe mediano decollante e poi scollato. Attenti voi altri con la circoncisione, la cicatrice potrebbe non rimarginare quando la scollacciata troppo in vena decolla! Alle mani dovete star accorti nel momento in cui è meno corto, altrimenti non “scorrerà” più.<br />
Questo è “liscio”, puro <em>lifting</em> del solfeggio&#8230; Un ritmo musicale “Allegro andante” su “Il <em>trovatelo</em> ora” del tuo bastone di <em>Verdi&#8230;</em> Ah ah, un<em> requiem</em> da troppo “ergerlo”.<br />
E sia&#8230; non dà o è un “DO” senza il<em> diapason</em> del suo “lilla”, il culo è a mandolino e talune “sviolino” per smielate chitarrine. E il catarro? Rimango un ago nel pagliaio di “Ahia, molto mal e poco miele”, eppur (s)viene&#8230; in quanto chirurgo plastico del mio “motorino” versione Vespetta. Carbura su curve pericolose e di marmitta è autoerotismo da marmotta, su mammelle di mammine e Mammut a prosciugarmelo d’imbuto.<br />
Insomma, un bucaniere coi fiocchi. Tanto è focoso e poco in Monica fiocca! Così, fumo una sigaretta e canto delle filastrocche. Se la gnocca non hai, indurisci il sottofondo affievolente con tatto di nocca che scocchi.<br />
Alla rinoplastica, sì, preferisco il mio “rinoceronte” che si gira i pollici, non sono un “fantino” delle donne ma, “nonostante” non stia, tira d’ire e ora è di nuovo “cotto” come la “macchia” indelebile previo ferro da stiro&#8230;<br />
Ah ah!<br />
Ho sempre comunque avuto il sospetto che questa foto sia stata ritoccata&#8230;<br />
A voi sembra un “dipinto” a “olio” o Monica fu “pittata” di seminale liquido?<br />
Su tale dubbio (dis)gustoso, ora (r)accogliamola ché Dio la benedica.<br />
Ma non ce la darà. Nel frigo, abbiamo la cedrata. E la cerniera? Oramai è andata a puttane!<br />
Insomma, nella foto è sperma e Monica di tal fatta è esperta!<br />
Firmato Stefano Falotico<br />
E i capitoli? Non hai capito come si sta al Mondo, siciliano mafioso.</p>
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