<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; Anthony Hopkins</title>
	<atom:link href="https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;tag=anthony-hopkins" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://edgarallanpoetale.info</link>
	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Jun 2018 15:32:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.36</generator>
	<item>
		<title>Ciao, sono Hannibal Lecter</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=168</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=168#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2013 19:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[Hannibal Lecter]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Hopkins]]></category>
		<category><![CDATA[Hannibal]]></category>
		<category><![CDATA[Il silenzio degli innocenti]]></category>
		<category><![CDATA[Jodie Foster]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=168</guid>
		<description><![CDATA[Il segno inestinguibile delle atroci (s)cene di violenza! Guaite ch’è estirperò l’anima mia estorta di dolorosa potenza. E udirete, mia ipocrisia di “buon” gusto, un “solluchero delicato” di tanto malfamato, malefico strangolarmi. Ora, il trambusto (de)generò l’inaudito, una brusca mossa inaspettata, un cane sciolto, rivoluzionante a guaine di ch’attanagliò “gioviale” e di “giovanile” eff(e)razione. Non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Hannibal-Lecter.jpg"><img class="size-medium wp-image-169 aligncenter" alt="Hannibal Lecter" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Hannibal-Lecter-300x196.jpg" width="300" height="196" /></a></p>
<p align="center"><i>Il segno inestinguibile delle atroci (s)cene di violenza!</i></p>
<p>Guaite ch’è estirperò l’anima mia estorta di dolorosa potenza. E udirete, mia ipocrisia di “buon” gusto, un “solluchero delicato” di tanto malfamato, malefico strangolarmi. Ora, il trambusto (de)generò l’inaudito, una brusca mossa inaspettata, un cane sciolto, rivoluzionante a guaine di ch’attanagliò “gioviale” e di “giovanile” eff(e)razione. Non mi avete infranto, oh miei infanti.</p>
<p>Infrazioni pericolose a una coscienza, attorcigliata nell’incastro s’evolse imprendibile, scolpendo positiva illuminazione.</p>
<p>Vi sto rintracciando, stampigliati a impress(ionant)e pelli che macererò, l’interferenza creò mitragliatrici furenti, e il buonismo non gelerà l’impeto. Nascondetevi, terrorizzati poi griderete nel pregar un nudo, implorante non perdonarmi. E sarò imperioso, flagello scatenato da divin (rin)toccar stritolante. Avvolto in fasce, qui giacque colui che dall’abisso di ner’acque invoca voi al nubifragio sommergente. Io emergo e sarai immerso di docile benedizione. Tremerete e d’ossa vi spezzerò, mor(d)ente a “infanticidio” trivellato di vostri aberranti abusi arrostendomi soltanto d’apparenza. Cicatriziale, la ferita cospargeste ché sanguinasse a ilarità tanto da voi “osannate”. Alzaste me in gogna m’agognerete tanto il tumefarvi, miei buffoncelli dalle risa ad azzannare? Ti salterò alla gola, gemerai a mordace qui adesso mio morderti. Morirai e moriremo entrambi.</p>
<p>Devastazione esplosiva tu chiama questo mio “onirismo”. E di fugacità sii apprensivo nel non soffrir(mi), sperando che tutto si tranquillizzi.</p>
<p>Chinati e accogli la mia spada d’inchino poderoso, ardimento sacrale dell’evirazione a te animale!</p>
<p>Adoro quando mi chiami Hannibal, mio cannibale! Guardati alle spalle. Forse, la palla tua destra salverò di canin sinistro!<br />
Firmato il vostro (non) a(ni)ma(lizza)to Stefano Falotico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=168</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’innominabile, che ferì mortalmente e ch’ammazzerò “sensibilmente”, assomiglia in maniera spaventosa a Nanni Moretti di “Bianca”</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=162</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=162#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Oct 2013 12:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Edgar Allan Poe]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corvo]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Hopkins]]></category>
		<category><![CDATA[Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Nanni Moretti]]></category>
		<category><![CDATA[Sachertorte]]></category>
		<category><![CDATA[Titus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=162</guid>
		<description><![CDATA[Una delle peculiarità, che distinguono la mia anima da un comune “intellettuale”, è non asservirmi mai all’intellighenzia.  Bensì essere felicemente autarchico, distaccato dal comune ma lucidissimo in mezzo a tanti esaltati ludici, specie se tempro la mia alterità (s)naturata quando viene, come fu, invasa(ta). Perentoriamente accerchiata, vilipesa, ostracizzata, dileggiata e sempre messa a dure prove [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_163" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Moretti-Bianca.jpg"><img class="size-medium wp-image-163" alt="L’idiota" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Moretti-Bianca-300x220.jpg" width="300" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">L’idiota</p></div>
<p>Una delle peculiarità, che distinguono la mia anima da un comune “intellettuale”, è non asservirmi mai all’<i>intellighenzia</i>.  Bensì essere felicemente<i> autarchico</i>, distaccato dal comune ma lucidissimo in mezzo a tanti esaltati ludici, specie se tempro la mia alterità (s)naturata quando viene, come fu, invasa(ta). Perentoriamente accerchiata, vilipesa, ostracizzata, dileggiata e sempre messa a dure prove per provarmi. Ma, giunto allo scoccar d’un dì a me miracoloso, la tattica osteggiante di costui, mero lestofantissimo e dalla risata d’elefante, rintonò mor(t)ale. Affatto fugace, quella (s)volta, scaltro e imprendibile, cominciai a studiarlo. Ad adottar la stessa strategia del suo ragno. Respinsi lentamente il suo “piano” omicida, scrutando nell’architettura, invero assai labile del suo criminoso “organizzato”, nello smontargli la boria pezzo per pezzo di merda ch’è. Le sue branchie respirano&#8230;? Troverà lieti sospiri assieme al suo delinquenziale branco di cioccolatai? Ora, il nostro “contento” fanatico è intrappolato in una paralisi parimenti dolorosa. Si sta sgretolando dentro mura dello stesso silenzio ch’inflisse dietro ricatti “altolocati” e sovente si tocca perché la mia vendetta s’augura possa dissolversi. Come neve al Sole, come buio ancor da rabbuiare! No, non mi addolcirai con leccate tardive. Eh già, mi spiace deludere la tua superstizione e le tue inette presunzioni, di doverosa calma e “calamità” m’avventerò sul vile da “villano”. Sei tu il villico e fosti vigliacchissimo! Ché rabbonir le mie “urla” non ha attenuato l’adesso schi(amaz)zarti fra le mutande. Chi è costui che minaccio e al quale presto sarò un accendino da candelotto? Cagò tante frottole sul mio conto, ma nella sua “veggenza” non vide oltre una sciocca miopia. La cecità di cui soffrì, nonostante il tentativo di soffocarmi, è sotto gli occhi di tutti. E non gl’occorrerà altro correr via del “darsele a gambe”, perché le sue troie non lo salveranno dal mio “caldo” rigenerato, oh mio degeneratissimo mostro tanto a me “scoreggiante”. “Specializzato” a chiamar il “Pronto Soccorso”, insistette “tenace” a mortificarmi di “bavagli”, ma la sua “cura” generò appunto un suo stesso cuocersi nella fornace. Volesti inguaiarmi e invece sarò io a guar(n)irti. Tanto “fornicò” e presunse che fossi “debole”, per schernirmi oltre il lecito, ch’è adesso lui lo spazientito e paziente. Pazienta pure, la mia sala d’attesa sta godendo sadicamente la tua “sauna”. Sudi freddo e preghi perché si raffreddi la premeditata tortura di cui, non solo in culo, sarai trafitto solidamente. Ecco il mio <em>ovosodo</em>. “Friggitele” per un altro po’ nel tuo “acclarato” popò da “retto” e fortunato, attento quando lo tiri fuori per far&#8230; la pipì. Da dietro il lavabo, potrei tagliartelo senza “fazzoletto”. “Coleran” tanti tuoi urletti, mio putrido deficiente. Pigliavi anche in quel posto il mio “papà”. Ahia! Sì, non ho mai stimato, a differenza della tua “famiglia”, Nanni Moretti. L’ho sempre trovato disgustoso, sopravvalutato, uno spermatozoo “montato”. Ti ricordi, oh mio “dolcetto”, la famosa scena del “<i>Continuiamo così&#8230; Facciamoci del male?</i>”. Sì, sei esperto del mio “masochismo”, oh oh mio (in)sicuro “maschio”. Mettevi i puntini al posto “giusto”, “composto” e ben seduto a capotavola. Ma tu, mio da studi “classici”, dovresti conoscere <i>Andronico Tito&#8230;</i> Se, cannibale, “ometti” le mie dita, infilando il coltello nella piaga, potresti trovare il tuo fegato non solo rosicato bensì mangiato&#8230; e i tuoi “cazzi” arrossati! Ti farò arrosto. Mi desti del “cagasotto”. Sei arrivato alla frutta con la tua “cultura” di “confettura”. Ti sto confezionando un “tiramisù” coi fiocchi&#8230; <i>Gli amici ti deludono, la gente normale no</i>. <i>Lei mi sta scavando sotto e mi toglie la panna: la castagna, da sola sopra, non ha senso! Il Mont-Blanc non è come un cannolo alla siciliana, che c&#8217;è tutto dentro, è come uno zaino: lei se lo porta appresso per un mese e sta sicuro! Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte&#8230;</i> Il mio “scavo” non è un tuo finto-educato “Scavati dalle palle”. Son io che t’impalo, così impari a esser meno strafottente. Chi gusta la ciliegina? Ciao, salutami i “cugini”&#8230; Sono quello che ti toglierà le “castagne” dal fuoco&#8230; e ti trivella, mio idiota a cui in testa saltò bella.   Chiamami Stefano Falotico!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=162</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
