<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; Eastern Promises</title>
	<atom:link href="https://edgarallanpoetale.info/?cat=51&#038;feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://edgarallanpoetale.info</link>
	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Jun 2018 15:32:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.36</generator>
	<item>
		<title>Le notti (in)Faust(e) di Nikolai, Eastern Promises del mio tatuaggio in croce di Tao e non del tuo Dio</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=573</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=573#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2014 15:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>
		<category><![CDATA[Viggo Mortensen]]></category>
		<category><![CDATA[Cronenberg]]></category>
		<category><![CDATA[Naomi Watts]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=573</guid>
		<description><![CDATA[Il profeta Ezechiele “coniò” tal “crocefissione” e i porcellini vollero soltanto, per mano di Ponzio Pilato, lavarsi le mani e sporcare il suo vis(t)o. Un giorno, (a)scese (d)al Cielo Cristo per far felici donne e bambini, moltiplicando il pane e il vino, patì “pene” dell’inferno e lo tennero (in)fermo, divinizzato poi dalle religioni nello spar(t)imento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/10/Promises.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-574" alt="Eastern Promises" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/10/Promises-185x300.jpg" width="185" height="300" /></a></p>
<p>Il profeta <i>Ezechiele </i>“coniò” tal “crocefissione” e i <i>porcellini</i> vollero soltanto, per mano di Ponzio Pilato, lavarsi le mani e sporcare il suo vis(t)o.</p>
<p>Un giorno, (a)scese (d)al Cielo Cristo per far felici donne e bambini, moltiplicando il pane e il vino, patì “pene” dell’inferno e lo tennero (in)fermo, divinizzato poi dalle religioni nello spar(t)imento dei vari Credo.</p>
<p>Fra ortodossi, preti che se la fecero addosso, da cui le feci e i più merdosi pedofili, cattolici del peggior moralismo bigotto, “sicule” mafi(os)e di gente che prima ammazza il prossimo e dopo gli “porge” l’altra guancia nel suo scellerato, inguardabile sorrisino ipocrita, intingendo ogni domenica, che Dio (non) comanda, la manina morta&#8230; nell’acqua “benedetta”, annuendo di luoghi comuni maledetti (s)fatti di (pro)verbi dai cattivi congiuntivi e da ottusità peggiore e più “benigna”-maligna della congiuntivite, da cui il mal mio di testa da “malato” in tal società fintamente perbenista, <i>assassina</i>, ché già dall’infanzia rintrona i “<i>figliol prodig</i>(h)<i>i</i>” nel battesimo blasfemo della lor abluzione ove conterà sol appellarsi alla Divina Provvidenza in caso di “maree” e poi, di “contraltare” e scheletri nell’armadio, urlare e best(emm)i(ar)e contro tutti i mar(tir)i, spu(n)tando in piatto sputtanato da ma(ia)li in cui essi ste(s)si mangiano come gran puttane e quella “figa della Madonna” tanto vergine quando fa “sangue” e tanto troia se fa “comodino”.</p>
<p>Allorché, quest’uomo osceno, dalle carnali ce(r)n(ier)e, banchetta nel b(r)anco degli imputati e contro chi gli sta antipatico, a pelle e a “palle”, s’impunta, trivellandolo di sue baionette e “tirandosela” da baro(netto) e tre etti di macellaio a tarpar gli “uccelli”.</p>
<p>Questa si chiama appunto “oscenità” e io ne vado fiero, fiera in mezzo agli animali, elevo il cazzo di ferro in vanità perpetua senza tregua. E sia fatta la mia (non) volontà. Da russo che, a suo (di)letto, se la russa anche se non esiston più le russ(at)e d’un tempo, di quella mia M(atri)osca da <i>barfly </i>che tanto (d)isperar-spensierato mi rendeva illibato eppur pen(sier)oso, puro e non (s)porco, spara-stronz(at)e in un <i>attimo fuggente</i> da <i>Walt Whitman&#8230;</i></p>
<p>Chiamatela retorica, mie o(r)che, in mezzo agli squal(lid)i, io son oggi ad Assisi e, fra gli Asin(ell)i delle “torri” felsinee, gioisco pendente in quanto <i>Alighieri Dante</i> in <i>Garisenda</i> oscillante fra uno stato crollante da depresso (ab)battuto e quindi un innalzarmi in gloria del mio eterno passeggiar alla Marsigliese internazionale.</p>
<p>Da New York a Parigi, da Madrid ad Helsinki, dalla Scandinavia agli “scantinati”, io son scatenato e (v’)ubriaco, rubicondo e Golconda, Gioconda e non si gioca perché Dio mio mi soggioga.</p>
<p>Fine dei giochetti. Ecco il “giocattolaio”.</p>
<p>Incatenatemi e, dirimpetto alla mia nudità taurina, v’incanterete.</p>
<p>Perché io impersono l’inne(r)vato ghiaccio bollente della saggezza montagnosa più bella e florida, sono <i>Nikolai </i>e su questo non ci (s)piove. Nebraska!</p>
<p>Son da immortal(ar)e di Nikon dal tramonto transilvanico più in gola nel Dracula insaziabile, golosissimo.</p>
<p>Dammi del matto e, di miei (af)fini “mattoni”, ergerò la Chiesa della mia fratellanza. <i>Oh</i>, Gesù!</p>
<p>Sì, io non credo ai finti ecumenismi, alle comunioni stolte, vi auguro ogni <i>Morte</i>(<i>nsen</i>) possibile e immaginabile, ieri <i>Stall</i>, domani di neri tatuaggi, forse <i>Freud</i>, forse ho freddo ma, <i>in veritas</i>, su <i>dangerous method</i>, vi dico che tutti abbiamo f(r)etta e, in questa frenesia, non essendo il Messia, credo solo che ognuno dev’essere quel ch’è.</p>
<p>Così sia. Buona messa(lina).</p>
<p>Ecco il tor(t)o, ecco la tua torta, ecco la “ciliegina” a chi torchia.</p>
<p>Ecco il conto e i conti che tornano.</p>
<p>Ora, svigna via, evviva le vigne, questa è la vita!</p>
<p>Evvai!</p>
<p>Nikolai!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=573</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il cadavere di Dracula</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=386</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=386#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2014 14:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[Il cadavere di Dracula]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=386</guid>
		<description><![CDATA[di Stefano Falotico IL CADAVERE DI DRACULA&#8230; Dracula è morto, Nosferatu è vivo e vegeto, evviva il grido silente dei potenti lupi dell’Est&#8230; Ove la Trinità delle montagne, intersecate al dolor mesto dei guerrieri ombrosi, giacerà perpetua in nitriti foschi e floridi degli unicorni furiosi. A fortificata estasi magniloquente del Dio dei venti transiberiani, inchinato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_387" style="width: 221px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/02/Il-cadavere-di-Dracula-cover.jpg"><img class="size-medium wp-image-387" alt="Immagine di copertina by Manuela Paric’  (Max Schreck as Graf Orlok/Nosferatu, rielaborato  da Nosferatu, eine Symphonie des Grauens di Murnau) " src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/02/Il-cadavere-di-Dracula-cover-211x300.jpg" width="211" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine di copertina by Manuela Paric’<br />(Max Schreck as Graf Orlok/Nosferatu, rielaborato<br />da Nosferatu, eine Symphonie des Grauens di Murnau)</p></div>
<p>di Stefano Falotico</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/Il-cadavere-Dracula-Stefano-Falotico-ebook/dp/B00I9BTHF6/ref=sr_1_1?s=digital-text&amp;ie=UTF8&amp;qid=1391695119&amp;sr=1-1&amp;keywords=cadavere+di+dracula"><strong>IL CADAVERE DI DRACULA&#8230;</strong></a></p>
<p><strong>Dracula è morto, <em>Nosferatu</em> è vivo e vegeto, evviva il grido silente dei potenti lupi dell’Est&#8230;</strong></p>
<p>Ove la Trinità delle montagne, intersecate al dolor mesto dei guerrieri ombrosi, giacerà perpetua in nitriti foschi e floridi degli unicorni furiosi. A fortificata estasi magniloquente del Dio dei venti transiberiani, inchinato al prodigio di Vlad il vampiro, creatura che, a voragini spettrali di sue membra scorticate d’antica magnificenza eburnea come un tagliente e sobrio paletto d’avorio, squama la vastità del tempo(rale) nell’approdar iroso a violenza fulminea del suo crociato barbaro irrequieto e smanioso. Traversando l’oceano, valicando le prigioni arrossenti dell’Inferno terrestre, vi prostrerete fulgidi dinanzi a sua raffinatissima e affilante potenza di fuoco. Di come, fervido d’avvolgente vetustà della sua altera nobiltà, i vostri cuori di pietra sbriciolerà, uccidendo ogni residua viltà, smorendo a languore degli inetti, allibiti, esterrefatti, dirimpetto alla saggezza infinita del suo vivido grembo immolato al più romantico ed eccelso amore sconfinato. Sfibrerà le mentalità vetuste e ottundenti, ché troppo le tempie degli eletti annebbiarono, e tutt’ora infliggono i lor vigliacchi castighi di non miracolosa redenzione, con la protervia laida e meschina di chi non crede più a nulla se non al materialismo di tal nuova, vecchissima Inghilterra. Egli è il Gran Regno che sbarcherà a Tamigi funesto, sfiorando i lembi dei peccatori, mai dei loro delitti delittuosi contenti, forse esal(t)erà l’estremo respiro della sua vita da immortale combattente lanceolato e maledetto. Contro Van Helsing e i suoi prodi, dunque infimi, servi della gleba, i suoi scudieri lo riveriranno, in quest’eroica missione, reggendone il superbo gioco sgelante da mostro transilvanico delle nevi non più ibernanti, ove i “latrati” della sera imbrunente abbrustoliscono ardentissimi d’illuminazione dentale a suoi cani(ni) salivari di gengive erotiche rabbrividenti. Mina ne godette il sangue, e le fu Signore della Notte. Spirito ascetico d’elevatezza schierata, qui, a vessillo del suo invincibile incarnarsi nel castello più lindamente marmoreo e dell’esistenza fieramente, indistruttibilmente, innamorato di sacro Cuore.</p>
<p>Dracula è Dio, è Satana, unisce in sé ogni elemento della Natura a cantico fino al termine… di tutte le paure! E si allupa!</p>
<p><i>Il mio castello s’erge trionfante e agghindato di foschie perenni, accucciato in una valle disperata, immalinconita all’erosione eterea della mia nobile decadenza notturna.</i></p>
<p><i>Mura sfavillanti di nera Luna impressa nel mesmerico profumo tenue e roccioso d’una pietra sacrale a perpetue folgori scagliate nell’antro di blasfema rinascenza&#8230;</i></p>
<p>Il mito di Dracula, attinto dal capostipite Bram Stoker e riletto in una versione sinuosa di liriche a glorificarne l’immortale Nosferatu. Creatura ancestrale, notturna, che al plenilunio danza coi lupi e con l’accorato romanticismo martoriato dalla morte della sua amatissima, mai dimenticata Mina.</p>
<p>Dracula, imprigionato nel suo sarcofago, resusciterà in auge dall’antichità mefistofelica del suo corpo congelato, asperso in senile torpore gracchiante, per librarsi in svettante e risorgente furore, veleggiante coi suoi scudieri servi, al fine di sbarcare a Londra e poter riabbracciare la reincarnata sua eterna Mina&#8230;</p>
<p>Un viaggio innanzitutto spirituale, una scandagliante esplorazione della sua anima, da un irredento, lungo sonno assopita nel buio del suo segreto eremo, per rifulgere solare o trafitto dall’insondabile balia dell’ingrato, maledetto, inestirpabile destino?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=386</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Macellaio, scorgi ora il fantasma fra i tuoi occhi</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=375</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=375#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2014 10:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[Amsterdam]]></category>
		<category><![CDATA[Butcher]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasma]]></category>
		<category><![CDATA[Gangs of New York]]></category>
		<category><![CDATA[Ghost]]></category>
		<category><![CDATA[Vendetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=375</guid>
		<description><![CDATA[&#160; di Stefano Falotico &#160; Vengeance, colore nitido d’un ectoplasmatico profumo Lugubre fantasma a raschio di gola inferta, sprigionante ansimo catartico, leggiadro punitore delle sconcezze al pudore, passeggiò a monito esuberante di sé a scannarli in poi sparir languido&#8230; Uno dopo l’altro, abbarbicati a vetuste certezze, cagionatrici di panze orripilanti, festaiole in gran chiasso di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_376" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/02/Butcher.jpg"><img class="size-medium wp-image-376" alt="Rosso sangue." src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/02/Butcher-300x210.jpg" width="300" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Rosso sangue.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Vengeance</em>, colore nitido d’un ectoplasmatico profumo</strong></p>
<p><em> Lugubre fantasma a raschio di gola inferta, sprigionante ansimo catartico, leggiadro punitore delle sconcezze al pudore, passeggiò a monito esuberante di sé a scannarli in poi sparir languido&#8230;</em></p>
<p>Uno dopo l’altro, abbarbicati a vetuste certezze, cagionatrici di panze orripilanti, festaiole in gran chiasso di carcasse già morte, asfittiche nel lor brindarsi allegre e paciose d’invero razzismo guerrafondaio se minate nel dubbio della pasciuta carnalità d’animali mai domi, creperanno! Che, con irriverenti risate, grufolando in gozzoviglie prone ai ludici, esornativi e abbellenti piaceri, tronfi della propria ghiotta cupidigia porca, versarono del malignissimo veleno ad anima di me ché espellessi la mia alterità innata. Al fine che, assottigliato nel respiro, morso nei suoi istintivi vagiti, mi prostrassi alle orche delizie di tal loro spinoso conficcarsi in grazia d’un Dio rinnegato, laido e putrefatto in balli orgiastici di gioia invero artefatta e già sfattissima.</p>
<p>Con qual prosopopea, il folle ebbe la vigliacca idea di sporcarmi e infliggere il suo pazzo plebiscito, ché mi chinassi a suoi voleri e alla libertà del preservarlo sciolto nelle sue troie a riverirlo con “boccali” dello spurgargli la maschera, che fuori indossa, a suoi (di)letti ligi al mercimonio brado della sua carne golosa, lui, ardimentoso di cotanta boria e sempre ad anelar le arsioni delle sue fiamme screanzate nel godersi felice e spaparanzarsi in trionfi goliardici del sé edonista e crasso di (pres)unzione nella cena più schifosa.</p>
<p>A sua remissione dei peccati, non mi placo e, non pacato, lo devasterò affinché possa inalare tutto l’asma della sua acredine, che porse di tanta luridezza ché mi piegassi al monopolio del suo sconcio rider sporco.</p>
<p>Volle macchiarmi e attentò tanto ché io m’adombrassi e, incupito nell’animo, perdessi anche l’energia di scaldarmi e far nascere in me la ribellione forte di chi mai, dinanzi a tal merdoso “vittorioso” di sue moine e frivolo bruciar di gole, gridacchiante sol la sua bisunta felicità così ferinamente agognata, afferrata così come acciuffante anime altrui per castigarle, se non remissive a suo (de)coro, da lui in barbarico concepirle, nel poi affliggerci, sì, noi tutti, in gogne sudanti la sua meschinità, potesse rinascere!</p>
<p>Irriguardoso di chiunque, passeggia a (scorri)banda di chi gli regge il “giogo” e persevera, crede lui con inappuntabile, spassosa, “divertente” felicità, per crocifiggere chi, non a lui sventolante bandiera bianca, fissa sorridente e “indisturbato” dello affigger nella macelleria dei suoi lordi giochi. N’estrarrà il sangue dell’averlo appeso al chiodo, ancor guaendo maialesco in issante sua superbia “intoccabile”.</p>
<p>Ma uno non riuscì ad abbattere, fuori dalla sua porta aspetta adesso “esso” la cena.</p>
<p>Ossa, ossa, ossa!</p>
<p>Perché sa che, non solo il fantasma lo divorerà, ma come una bestia, lui, che per così tanto ordì un imperdonabile crimine, patirà l’eguale dente per dente. Sin a strappo non più rimarginabile delle sue budella e vedersi urlare in pianto interminabile così “delicato”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Amen</i>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=375</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La lista nera del Diavolo e il concetto di libertà</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=241</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=241#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2013 14:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Devil]]></category>
		<category><![CDATA[Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[Edgar Allan Poe]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti Stefano Falotico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=241</guid>
		<description><![CDATA[&#160; di Stefano Falotico Posso considerarmi un eletto, uno che della nausea ha fatto diletto, predilezione di notevole impatto alla mia ansia vivente brade astrazioni per non concimarmi con un Mondo di reietti. Tutti vermi, strisciano plastificati, si concian il visetto di trucchetti, poi struccano chi credon debole, addobbandolo di “dolci sguardi come stelle appassite [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_242" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/11/Dracula-Bram-Stoker.jpg"><img class="size-full wp-image-242" alt="Baciamelo" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/11/Dracula-Bram-Stoker.jpg" width="1024" height="576" /></a><p class="wp-caption-text">Baciamelo</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p>Posso considerarmi un eletto, uno che della nausea ha fatto diletto, predilezione di notevole impatto alla mia ansia vivente brade astrazioni per non concimarmi con un Mondo di reietti. Tutti vermi, strisciano plastificati, si concian il visetto di trucchetti, poi struccano chi credon debole, addobbandolo di “dolci sguardi come stelle appassite dell’albero di Natale. A tutto questo scontento, offro il mio scont(at)o, paralisi emotiva del mio Cuore “anestetizzato”, così tanto che lecco il mio cazzo in tenuta stagna per rispolverarlo universalmente incendiante su strusciarmele con esorbitanti, fantasmagorici tocchi svelti, le svelo tutte a innaffiarle, marchio di segno indelebile eppur tangibile, godendo da matto la vostra folle invidia quand’acchiappo un’altra soda di buon tanga. Sì, faccio dell’essere inviso un carro funebre offerto in “san(t)ità” alla vostra deficienza. Soffro anch’io di un “<i>handicap</i>”, un “<i>deficit</i>” da <i>maudit</i>. Se mi dici “Stronzo”, ti strozzo. Potrebbe scapparci il “carcere” ma anche una tua anca rotta come “bonifico”, previo cucir la tua bella&#8230;</p>
<p>Posso dichiarare, senza fronzoli né giri di parola, che di mio gira bene così. Alla grande. Verso la grappa dell’anima su dondolio dei piedi calzanti nel cazzone e, se mi disturbi, busso due volte al tuo portone. Alla terza, ti spappolo la testa, caro panzone, con incluso “campanello” e poi chiuderti in casa, assieme alla prova delle tue vene “terse” su affreschi rossi a pareti lagrimanti. Nell’ambiente, mi chiamano per questo “demente”. E, più mi chiamano così, meno mi chino, oh perdente a cui spaccherò pur i denti. D’altronde, ho capito come va questa vita. E devi darmi ascolto, altrimenti ti ruberò anche il “credito”. Quant’hai sul conto corrente? Qualche dollaro e basta? Non mi basta. Pretendo la banca, la cassiera mulatta e la cassaforte su tuo distrutto cranio. Rinverranno il tuo cadavere mangiato dai piranha, in mezzo all’oceano più profondo, con la scritta “Scatola nera a cui lo feci nero, ecco il regalo del pirata”.</p>
<p>Guardatevi in faccia. Non vi fate schifo? Voi fate e basta. A me no. Sono io che ve lo faccio e, se mi va “dritto”, te lo falcio e lo do da mangiar a un cane meno lupo di me. Lui mastica, io addomestico.</p>
<p>Credo che il Mondo sia atrocemente peggiorato. Non sono un moralista, sono un realista. E quindi so.</p>
<p>Ora, piglio te ad esempio conclamato. Di tutto “lustro” c’illustri sempre il tuo scibile. Cosa t’aspetti? L’applauso? Forza, coraggio, stringimi la mano. Poi ti strapperò il braccio. Non mi hai stupito, stupido. Tu ti esibisci per soldi? Non ti credo? Lo fai per più fartene. Più ti mostri “figo” e più hai possibilità di “guadagno” al femminile, aumentato di plurale. Sei un falso. Ti posso vendere al mercato dell’usato? Ti acquisterò poi io stesso. Fidati, io ti stendo e ti adopero come attaccapanni. Sai che gli appendiabiti costano troppo? Ho bisogno di risparmiare sull’arredamento inutile. Il mio giubbotto, quando si (ri)posa, necessita solo d’un “gancio”.</p>
<p>Ecco, sono (in) folle. Ma almeno ingrano la marcia. Se non parte subito, lancio le granate.</p>
<p>E tu, bambina, beccati questa “granita”. Sappi che in mezzo ce l’ho granitico. Se non mi credi, basta che tocchi la leva del cambio. Attenta, non hai la patente. Quindi, palpa solo nei punti giusti. Se no, sbanderai di eccessivo pappato.</p>
<p>Ti troverai con le cosce che, causa mia troppa <i>cloche</i>, non galopperanno molto, cara mia “scaloppina”.</p>
<p>Adesso, salutalo e torna nel tuo abitacolo. Succhia lo scemo al <i>drive</i>-<i>in</i>. Vai via.</p>
<p>Ricorda, faccia di merda. Te la sei andata a cercare. Non hai vie di f&#8230; ga.</p>
<p>Per me il Mondo è tutto da <i>black list</i>, in quanto il nero sono io.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=241</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dracula il maudit contro un idiota maligno, Dracula ulula e lui urla</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=226</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=226#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2013 12:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Angel Heart]]></category>
		<category><![CDATA[Devil]]></category>
		<category><![CDATA[Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>
		<category><![CDATA[Dracula di Bram stoker]]></category>
		<category><![CDATA[Francis Ford Coppola]]></category>
		<category><![CDATA[Gary Oldman Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<category><![CDATA[Winona Ryder]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=226</guid>
		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Studio della mente di uno psicopatico, che trovò Dracula ad analizzarlo, anche in senso anale e presto carnalmente come la sua idiozia “straziante” Appartengo a quella stramba, onorata categoria di chi oscilla perentoriamente fra stati umorali d’un brad(ip)o orgoglioso di mia “brodaglia”, poi sussurro agonico “malincuore”, stremato fra delusioni insistenti e una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_227" style="width: 212px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Dracula-Oldman.jpg"><img class="size-medium wp-image-227" alt="Il lupo perde il pelo ma non il vizietto, ah ah!" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Dracula-Oldman-202x300.jpg" width="202" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il lupo perde il pelo ma non il vizietto, ah ah!</p></div>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p style="text-align: center;"><i>Studio della mente di uno psicopatico, che trovò Dracula ad analizzarlo, anche in senso anale e presto carnalmente come la sua idiozia “straziante”</i></p>
<p>Appartengo a quella stramba, onorata categoria di chi oscilla perentoriamente fra stati umorali d’un brad(ip)o orgoglioso di mia “brodaglia”, poi sussurro agonico “malincuore”, stremato fra delusioni insistenti e una rabbia vincente.</p>
<p>Quella che ti fa innalzare tra suini a me or supini, in volo tramontante acciuffo il criminale di turno, strangolo la sua indole teppistica e lo inchiodo alle responsabilità del (ris)petto che non indossa a vesti altrui spellate.</p>
<p>Che costui, sciaguratamente, sempr’invade, copre di calunnioso “annot(t)arle” in diagnosi da schedario del suo paio di palle imbracate in pantaloni consumati di “strappo”&#8230;</p>
<p>Con me, iniziò una lotta sfrenata di abusi psicologici e ricatti degni di Auschwitz, per “infantilizzare” la mia volontà e circoscriverla nei suoi circhi stracolmi d’aridità e arsioni.</p>
<p>Abrasione dietro altre bruciature “marchianti”, col beneaugurante suo desiderio “intimo” del final arrostirmi in “fornace” crematoria. Gustare il rancore “impotente”, macellazione “sedante” d’altro “godere” oscenamente il suo ferreissimo “intelletto superiore” anelante alla cagione gradente nuove impiccagioni. Un manifesto mostro, reiterante in “tirarselo” a “lucido”, ghigliottinando con “appuntite” lame del suo “morto” di fame.</p>
<p>Qui, non c’è la rima ma il bacio del ritmo a suo graduale cagarsela.</p>
<p>Ma narriamola con calma, così può assaggiare la <i>suspense </i>dell’attimo vagamente “crepitante” in cui, (in)castrato con le (s)palle al muro e inchiodato in pelle tanto da lui scarnita da cane, “fremerà” in febbricitante nervosismo dell’implorazione a una pietà che non gli sarà concessa.</p>
<p>“Punitore eretto” in glorificarsi nel ficcare&#8230; ma trascurò l’<i>impalatore Vlad</i>, anima ribelle convertitasi al diabolico Cuore immolante spettri sonnecchianti un ritorno fervido, placante solo quando il Sole ancor m’addolora in troppi suoi raggi frivoli.</p>
<p>Queste luci stroboscopiche della Luna cangiante ossequiano la mia signorilità divinizzata in principato altero, or che mi son trasformato in ateismo (s)consacrato.<br />
So, posso turbare le coscienze piccole, addentar di canini i virginali colli con “bianchetto” presto (s)macchiante del “segno” non ingravidante eppur affondandolo (s)degnoso da “lebbroso” in labbra calde su incagnirmelo di grosso spolparle, ruvido nel rovente sciogliermi con disgelat’anima in succhiotti a pelo maculato nel mantello nero dentro muliebri “oscurità” di fino esplorate. Ma sì, devo deflorarmi e smascherare me quanto soprattutto le bugie con cui vi “colorate”, a scopo assai scop(pi)ante, del già vostro essere imbruniti nel grigiore maleodorante dei porcili più ambigui, perciò ripudianti da podio di quelli che agognano a sgozzar il pollo per il podio dei “galli”.</p>
<p>Ai galli, ho sempre preferito sbattervi in galera.</p>
<p>Alle galee dei galeoni, il tuo galeotto. E vari giavellotti da Artù contro il traditore Lancillotto. Meglio Mina di Ginevra. Anche se Mina me lo conciò per le feste. Ginevra, almeno, spappolò i testicoli di Lancillotto. La perdonai, tanto Lancillotto non vale un cazzo. Avranno giocato solo a carte.</p>
<p>Alle futili “gioie”, un gioco adesso mio e non puoi sfuggirmi. Ti godo da Dio, in gola! Dove cazzo scappi? Ah sì, il tuo cazzo sta nelle mutande, spesso delle troie da te sporcamente denudate, subitaneamente “eiaculi” fuoriuscente.</p>
<p>Io sono il pulitore, mio punitore. Dai, stringimi la mano, attento al braccio. Sai&#8230; quando uno “spezza” a chi puzza&#8230; non fa male al polso reciso ma di solito, anche fra i mostri con forma umana come te, il braccio è collegato in quel “posto”. Alla base del collo o del culo? Il dolore, del rompertelo, lo avverti vicino alla giugulare e poi crepi di lento crepacuore&#8230; Un “infarto” dissanguante. Non urlare!</p>
<p>Idiota, chiamami solo ululato! Non sapevi che Dracula è matto?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=226</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>R.I.P. Lou Reed, racconto nero al languido</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=204</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=204#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 14:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Devil]]></category>
		<category><![CDATA[Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[Edgar Allan Poe]]></category>
		<category><![CDATA[Lou Reed]]></category>
		<category><![CDATA[Perfect Day]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=204</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Firmato Stefano Falotico Cantore delle solitudini di miei candidi cantici, creatura ombrosa a fragor perpetuo dei rifulgenti flussi vitali No, per quanto “astinente” da un Mondo pernicioso, nessuno m’ha vinto. Osarono in tanti a sfidarmi, anelaron ad ammazzarmi, ché mi disossassi in cortei funebri d’imbastire un me “morto dentro”. Ma preferisco l’angoscioso solleticare i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Lou-Reed.jpg"><img class="size-medium wp-image-205 aligncenter" alt="Lou Reed" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Lou-Reed-300x221.jpg" width="300" height="221" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Firmato Stefano Falotico</p>
<p style="text-align: center;"><i>Cantore delle solitudini di miei candidi cantici, creatura ombrosa a fragor perpetuo dei rifulgenti flussi vitali</i></p>
<p>No, per quanto “astinente” da un Mondo pernicioso, nessuno m’ha vinto. Osarono in tanti a sfidarmi, anelaron ad ammazzarmi, ché mi disossassi in cortei funebri d’imbastire un me “morto dentro”. Ma preferisco l’angoscioso solleticare i profondi ritmi isterici, sguaiati dello sbranar me stesso, e non aderirò mai a quegl’imbattibili can(on)i d’una società che s’abbellisce dietro una camuffa moderna d’accapponar la pelle più d’una sintetica pelliccia.</p>
<p>Io vivo d’eteree suggestioni, pigliatemi per matto e avrò soddisfatto totalmente il delirio dell’essere mio, a valore contro i valori retrogradi d’una bigotta mentalità da farlocchi. Quanto farneticate, vi pittate di moda dei visi già tumescenti, sull’orlo del collasso emotivo appena il vostro trucco “attento” a&#8230; toccar di (ri)tocchi. Colate sbavanti e infierite di più tenaglie ché, martire, mi reprima “restringendolo”. Ma eppur vengo sempre&#8230; avvenente più di voi, insuperabile fra carcasse “altolocate” di chi è già nel loculo, che non vede né sente, da vero “toccato”. Passeggio disamorato perché solo dal buio si può, ogni volta, illuminarsi a luci nuove.</p>
<p>Beccati questa, non metter più il muso, becchino! E tu, cornacchia, stai assieme alle racchie. Sei da seppellire nel buco!</p>
<p>Fui stufo di gente arrogante, già senescenti prim’ancora di viverla. Non avevano neppur gustato un pel di figa e sono, quindi furono&#8230;, eccome se in un funerale da far&#8230; spavento. Anali dalla nascita, annuale fin(i)ta morigeratezza. Siete da recite parrocchiali! Sborrate di bionde e scoreggiate peggio del più bifolco barista. Io non baro mai e odio le vostre bare. Non potete sbarrarmi. Sbando! Sciolgo i miei capelli, oggi lunghi e domani ras(at)i per non abbarbicarmi alle vostre ciniche rasoiate, in quanto scolpisco ringhiante i venti a me mesti e poi, repentino, discendo presto ascendente fra una strada tortuosa digradante in tal suburbano degrado e una serpentina&#8230; a sonagli in mezzo alle lucciole rosse. Ascoltatemi, discepoli, sono la saggezza! Voi rispettate i segnali, io non do precedenza neppure alla mia ombra, poiché mi sfamo di crepuscolo. Scroccando da parassita mio beneamato di non darvi un cazzo. Sì, mi schiocco le dita, cari sciocchini con le ciocche.</p>
<p>Così, esondo fra piogge inondanti la mia infelicità superba, momenti imperterriti d’imperturbabile imperscrutabilità anche a un’anima “luttuosa” ch’annerisco di più strategia metodica, autodistruzioni rinascimentali, ché dagl’imperanti tormenti nascon le idee migliori, quelle to(r)nanti, una bevuta di gassose senza limonate frivole, un prenderla a culo se vuoi piazzarmelo, indosso l’impermeabile d’ove la temperatura ambiente è più <i>habitat</i>. Oggi dentro l’abitacolo mio d’una macchina a mo’ di bugigattolo del giocar con voi, i bugiardi per antonomasia. Delle emozioni siete giocattolai raffreddati! Io tergo il cristallo! Festeggiate già gli onomastici, santificandovi d’iconiche tutte vostre beatificazioni. Poi, è sempre la fornicazione il chiodo&#8230; fisso a cui volete crocif(r)iggerla. Poveretta, Cristo! Di mio, conosco le pa(de)lle in testa a te, mio capa tosta, t’apro il cranio e, di scatola tua nera, scopro che neanche scopi fra gli abissi di come menti perfino il tuo non “sommergerlo”.</p>
<p>Te lo spacco io! Sei uno schifoso spacconcello, appioppi patenti a tutti, sentenzi e poi sviolini per altre leccatine&#8230; lei te lo succhia e, per tenerlo in forma, il succhino di frutta alla “banana” (im)bevi.</p>
<p>Posso darti un calcio secco, un con(s)iglio o direttamente quello in culo? Sì, non dovevi (inter)ferire. Io non userò i disinfettanti, fetente. Alle ca(ro)gne offrirò a te un Caronte. Ti traghetterà all’Inferno, mio “drago”. Eccoti il tè caldissimo! Ti drogherà nel rogo. A parte che, in quanto a rughe, già eri molte righe.</p>
<p>Di mio, sono questo. Se non mi (a)dori, allora ad arare. Io m’adoro, io ho l’aureola. Sono Arte maiuscola! Ho anche dei bei bicipiti, il muscolo più forte è ritto, di sana e robusta costituzione. Una “fisarmonica” allungabile delle più elastiche&#8230;</p>
<p>Prendi la tua bella e lascia che beli con te&#8230; a queste sodomie preferisco il fieno. Non è sangue di fiele ma realismo di mio animo e non un ipocrita mieloso quando poi è il solito “duro” che la pen(s)a così.</p>
<p>Sono io a cambiarti. Adesso, torni indietro e attorno ti torchio, tonto.</p>
<p>Torello!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=204</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Invaghimento di uno spaventapasseri</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=200</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=200#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 12:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Al Pacino]]></category>
		<category><![CDATA[Angel Heart]]></category>
		<category><![CDATA[Devil]]></category>
		<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[Edgar Allan Poe]]></category>
		<category><![CDATA[Hannibal Lecter]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corvo]]></category>
		<category><![CDATA[Dark Tales]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=200</guid>
		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Gemito, è questo  a farmi soffrire quand’indossi la più stronza minigonna aderente, in bilico tra un tirartela da matti e una sigaretta pulita fra tue labbra candide, mielose giusto un po’ ad attizzarmi, svanisco e vorrei venirti già solo scalzando questa resistenza “pia” ché non prendo sonno, immaginandoti (s)velata in briose luminescenze [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p>Gemito, è questo  a farmi soffrire quand’indossi la più stronza minigonna aderente, in bilico tra un tirartela da matti e una sigaretta pulita fra tue labbra candide, mielose giusto un po’ ad attizzarmi, svanisco e vorrei venirti già solo scalzando questa resistenza “pia” ché non prendo sonno, immaginandoti (s)velata in briose luminescenze d’un tuo seno “accennato” d’angelica tentazione, demonio sei, oh mia tentatrice che graviti in me, dai “”volteggi” i tacchi a spillo melodiosi come un sorriso vanesio già frantumato. Ovunque andrai, sarò nella tua anima, e tormentami pure. Addolciremo il nostro Club Silencio lynchiano, addolorati nella foschia lussuriosa di notti “atee”.</p>
<p>Ora, con l(uc)entezza, sfila la gonna e lasciami intravedere un sogno.</p>
<p>“Baciala” in chiaro fragor di membra e smembriamoci a “membro” sessuale, divorante, fragoloso e impetuoso.</p>
<p>Ergiamoci nel sereno lontano da questa “benedizione” dei loro dizionari, sempre d’una dizione “perfetta”, ubicata a morte lenta, ché “viventi” loro scandiscono in vene abrasive d’un tedio assoluto. “Rasserenati” per arrabbiarsi dal nulla, incitandosi reciprocamente in violenze nervose, acidi e d’accidia sempre pervasi, invasori delle intimità, del pudor leso, no, non ci stenderanno.</p>
<p>Stenditi tu nuda e lasciati toccar in figa a ogni rintocco prelibato che gusterà l’aspirante inghiottirla di brame. Basta coi tuoi rituali, il pomello del gas è “chiuso”, se esplode&#8230; che ti frega? Salteremo in gioia ariosa! Adesso non blindarmi, accendi la mia fiammella, schizzala di fuoco “vitreo”, ossidrica sgusciala e solamente saremo caldo abbrustolente, via via crescendo. Remota, fammi perdere le “tracce”. E traccia la riga di “coca” in alcolic’amplesso.</p>
<p>Stuprami, che cazzo aspetti? Nessuno mai te lo offrirà sbocc(i)ato così!</p>
<p>Prendimi ora, adesso sii sensi del Sesso maiuscolo! Cazzo, dai! Incalza, fammi incazzare!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=200</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dracula preferisce Monica Bellucci a Mina</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=180</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=180#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2013 10:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Devil]]></category>
		<category><![CDATA[Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[L'ombra. Una parabola]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Bellucci]]></category>
		<category><![CDATA[Dracula di Bram stoker]]></category>
		<category><![CDATA[Francis Ford Coppola]]></category>
		<category><![CDATA[Gary Oldman]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=180</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Dracula (a)dora l’appuntito codino del canino e carezza il suo lupo di soave cupezza Metafisicamente, il mio fisico esiste soltanto in una zona scura, più beata di tal moltitudine dalle frivole beatitudini. Altezzoso, attrezzato a mia reggia eretta tra un forte ponte a castello, sorretto da gotiche palizzate e sostenuto dai miei eletti “schiavi”, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 572px" class="wp-caption aligncenter"><img alt="" src="http://img713.imageshack.us/img713/3740/cw6e.jpg" width="562" height="800" /><p class="wp-caption-text">Monicaaa!</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><i>Dracula (a)dora l’appuntito codino del canino e carezza il suo lupo di soave cupezza</i></p>
<p>Metafisicamente, il mio fisico esiste soltanto in una zona scura, più beata di tal moltitudine dalle frivole beatitudini. Altezzoso, attrezzato a mia reggia eretta tra un forte ponte a castello, sorretto da gotiche palizzate e sostenuto dai miei eletti “schiavi”, vivo al di là d’ogni sconcezza “reale”. Torsione lupeggiante e principesca immersa in solitudini dei venti russi amanti.</p>
<p>Soggiogante la “generosa” lucina del dì, gioco a scacchi con Lucifero, porgendogli l’applauso quando vince da baro. Poi, mi rinchiudo nella bara, addentando prima della buonanotte una barretta di cioccolato fino, prodotto dai più certosini buongustai della Transilvania pasticciera. Pasticcio con labbra odoranti sangue nutrito già di sonnambulismo, “penetro” nell’urna e celo i miei occhi mefistofelici alle diurne vostre animalità. Se io son anemico e “patito” di atimia, voi invece “gioite” dei sociali “baciamani” ruffiani, ai quali “inchino” i miei disprezzanti ossequi per (t)ergermi nell’ossario dei miei riflessi(vi) cimiteri.</p>
<p>Mi tuffo nel nero più serpentesco, sfioro la delicatezza dell’incubo a me amato, fortificato, “torturato” e “traviato”, insisto di perversioni “sognanti” Mina nuda a nostro baldacchino feroce. Ad apice del mio sogno la spoglio rabbioso, la fotto “permaloso” se d’unghie graffia il mio dorso e nuota bagnata prima che schizzi&#8230; già a primo preliminare. Sì, Mina educai in modo elementare a goder con calma del limonarmi, ad assaggiare quel che “vien” prima dello svenevole amplesso su nostre vene divine e martoriate estatiche.</p>
<p>All’inizio, la mia sposa fu pudica, col trascorrer degli an(n)i divenne p(l)acata al morsicchiarmelo con dovute “lentezze”. Al fin di spremersi sudata in un bagno “idromassaggio”, leccando ogni bollicina dello scopar navigante su onde dalle liquide fermezze. Splendori di nefandezze accoppiate! Dapprincipio, addentava con troppa precipitosità e persin io, che son Dracula, “deperii” dinanzi a tanta esagerata magnificenza della sua figa “imboccata”. Come m’inculava Mina, neanche quella “vacante” delle peggiori prostitute di Mosca.</p>
<p>E fui tante mine vaganti tra tantissimi miei “uccelli” a occhi “chiusi”.</p>
<p>Non resistevo mai e mi domava già “addormentandolo” su sperma precoce d’una euforia repentina e sbottante in mia puttana nello smaltarsi il viso di seminal ingoiare.</p>
<p>L’educazione sessuale impartii a Mina con tanto di lavagna dopo tante mie gastriche “lavande”. Rischiai, causa il suo esagitato, sovreccitata da irreprimibile focosa vagina, che me lo raschiasse a prepuzio “suicidato” come Lei, Lei la sola&#8230; “baluginante”, la qual oggi è morta dopo essersi buttata giù dal precipizio per mio dannarmi d’allucinantissima non averla più potuta “lucidare”.</p>
<p>Al che, odiai Dio, Cristo e tutte le (in)crociate, misogino che non si dica mai, maledetto e bestemmiante, accoltellando la sacra “cappella” dell’evirazione mia da questa società ingrata. Tutte vi grattate voi uomini, i più almeno, siete nazisti da graticole e crematori, io scremo di Notte e imbalsamato schiumo la chioma lunga nei detergenti balsami essiccanti e “patibolari” in mandibola scarnificata, a cera livida d’un arruffato stronzo com’esigo sia il mio “carnale” lupo.</p>
<p>Spellato, sradicato, isolato, a punte del puntarvi il dito e infilzarvi nei cuori da me odiati. Bastardi! Basta!</p>
<p>Chiamate pure la Croce Rossa, son nato irredento, me la rido bellamente con la <i>Bellucci</i>, la scopo di netto, le trancio il seno e poi mi ficco nel letto.</p>
<p>Mandandovi a far in culo, anche se <i>Monica</i> ce l’ha, altro che “cenacoli”, come la Madonna, e io non so che “fare”. La “Vergine” m’ha sputato, Dio l’ha “stuprata” d’inseminazione artificiale “dall’alto dei cieli”, fu ingravidata coi Re Magi a donar regali al figlio “adottivo”.</p>
<p>A me questa è sempre sembrata una porcata storica. La gente non capisce appunto un “cazzo”. Celebra felice e contenta il Natale, adorando un’icona messianica di pure invenzioni “evangeliche”. Mah, uomini e donne siete solo che delle mess(alin)e.</p>
<p>Di mio, grido “Oh mio Dio, mi salvi Cristo da questo schifo!”.</p>
<p>Quindi, leggo Hemingway nella mia “grotta” russa, russo e continuo a vivere libero da gingilli, falsi dèi, mitologie consumistiche e consumarvele tutte.</p>
<p>Sì, ho fatto bene a transumare qui alle pendici del Danubio.</p>
<p>Da laggiù in poi la vostra vita è fango. Amo tutt’al più le mie terme e le tenebre di “tenerezza”, mangio le termiti e anche l’autodistruggermi, divorando volteggiante da pipistrello <i>batmaniano </i>le mie connessioni sfasate, “sfarfallate” su voli pindarici, brillanti e bruciate a neuronal Icaro spacc(i)ato.</p>
<p>Se mi deridi, scendo dal castello e ti rendo servo. Ché ti serva di lezione!</p>
<p>Ora, prima di dormire, afferrerò di nuovo Monica Bellucci e Monica se lo “schiafferà” nel culo! Dopo esser venuto “duro”, la schiaffeggerò, gettandola dalla rupe.</p>
<p>Sì, anche questa “lupa” ha rotto le palle!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Ode a Monica Bellucci di Stefano Falotico</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=180</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Masturbazione o delirio, l’importante è vivere, urlarla!” di Stefano Falotico</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=175</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=175#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2013 20:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Al Pacino]]></category>
		<category><![CDATA[Angel Heart]]></category>
		<category><![CDATA[Cuore angelico]]></category>
		<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[Edgar Allan Poe]]></category>
		<category><![CDATA[Il silenzio. Una favola]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>
		<category><![CDATA[Dark tale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=175</guid>
		<description><![CDATA[In passato, fui docile, sempre remissivo, prodigo a farmi ferire e non sferravo contrattacchi. Rimanevo mordicchiato dai caudini assedi, ma nessun rimpianto. Non siamo più amici, non abbiamo nulla da condividere. Tu sei ancor (s)legato a un Mondo che io ho violentemente e volenterosamente appannato, un mondo piccolo piccolo e ricattatorio, ottusissimo come una capra, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In passato, fui docile, sempre remissivo, prodigo a farmi ferire e non sferravo contrattacchi. Rimanevo mordicchiato dai caudini assedi, ma nessun rimpianto. Non siamo più amici, non abbiamo nulla da condividere. Tu sei ancor (s)legato a un Mondo che io ho violentemente e volenterosamente appannato, un mondo piccolo piccolo e ricattatorio, ottusissimo come una capra, che non porta rispetto e per di più s’incaponisce, persevera d’abusi sinché uno perde la pazienza e ci potrebbe scappare il morto, la tragedia di chi non batteva ciglio e or fa cigolare la tua porta abbattuta.</p>
<p>No, chiesi di grazia ché tu non mi recassi disturbo ma fosti impuntato, stupido, d’una testardaggine rara a trovarne. Potrei assoldare il miglior investigatore sulla piazza appunto mondiale&#8230;, sai&#8230; di quei tipi scrupolosi, girovaghi, da pagar a prezzo d’oro, con un fiuto da tartufo a cui non sfugge neanche una mosca in una grigissima “pioggia” di nebbia. Ma non rintraccerebbe nemmeno l’unghia del piede di porco d’una merda come te. Hai solo foschia nel cervello!</p>
<p>Sì, da quel punto di vista, sei “introvabile”. Tanto acuto da non accorgerti di avere una persona “diversa” in senso positivo ma anche assai imperioso a volerla decretare di tuo imperativo arbitr(i)o. Mi spaventano persone come te, quelle che s’occupano degli affari altrui, venderebbero “cara” la pellaccia pur di quattro puttanine pronte a reggergli il giochino del suo “mongolo”. Sto smoccolando? Colan lagrime? Non esser apprensivo per me. Non è da te, non fingere il coccodrillo. Regala alla tua belloccia la pelliccia.</p>
<p>Io sono il risveglio a tutto il lutto che vedi nel Mondo. Quando mi risvegliai, devo confidarti, ch’ebbi due sole, (im)possibili alternative. O tagliarmi i polsi, forse recider la giugulare e scavalcare la “recinzione” del mio balcone per un salto nel vuoto d’aldilà più parsimonioso, oppure semplicemente vivere.</p>
<p>Come dici? Non hai sentito bene? E quando mai tu hai sentito il prossimo? Hai solo saputo, da saputello, coprirlo del vederlo a tua immagine e somiglianza nel delirio a proiettarglielo e cagarvi addosso.</p>
<p>Sì, ho detto, lo urlo perfino&#8230; “Vivere”. Non vedo altre fughe.</p>
<p>Preoccupatevi della tua caccia alle “fighe”, lasciami in pace o ti tormenterò come mai avresti potuto immaginar(mi).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=175</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ciao, sono Hannibal Lecter</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=168</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=168#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2013 19:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[Hannibal Lecter]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Hopkins]]></category>
		<category><![CDATA[Hannibal]]></category>
		<category><![CDATA[Il silenzio degli innocenti]]></category>
		<category><![CDATA[Jodie Foster]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=168</guid>
		<description><![CDATA[Il segno inestinguibile delle atroci (s)cene di violenza! Guaite ch’è estirperò l’anima mia estorta di dolorosa potenza. E udirete, mia ipocrisia di “buon” gusto, un “solluchero delicato” di tanto malfamato, malefico strangolarmi. Ora, il trambusto (de)generò l’inaudito, una brusca mossa inaspettata, un cane sciolto, rivoluzionante a guaine di ch’attanagliò “gioviale” e di “giovanile” eff(e)razione. Non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Hannibal-Lecter.jpg"><img class="size-medium wp-image-169 aligncenter" alt="Hannibal Lecter" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Hannibal-Lecter-300x196.jpg" width="300" height="196" /></a></p>
<p align="center"><i>Il segno inestinguibile delle atroci (s)cene di violenza!</i></p>
<p>Guaite ch’è estirperò l’anima mia estorta di dolorosa potenza. E udirete, mia ipocrisia di “buon” gusto, un “solluchero delicato” di tanto malfamato, malefico strangolarmi. Ora, il trambusto (de)generò l’inaudito, una brusca mossa inaspettata, un cane sciolto, rivoluzionante a guaine di ch’attanagliò “gioviale” e di “giovanile” eff(e)razione. Non mi avete infranto, oh miei infanti.</p>
<p>Infrazioni pericolose a una coscienza, attorcigliata nell’incastro s’evolse imprendibile, scolpendo positiva illuminazione.</p>
<p>Vi sto rintracciando, stampigliati a impress(ionant)e pelli che macererò, l’interferenza creò mitragliatrici furenti, e il buonismo non gelerà l’impeto. Nascondetevi, terrorizzati poi griderete nel pregar un nudo, implorante non perdonarmi. E sarò imperioso, flagello scatenato da divin (rin)toccar stritolante. Avvolto in fasce, qui giacque colui che dall’abisso di ner’acque invoca voi al nubifragio sommergente. Io emergo e sarai immerso di docile benedizione. Tremerete e d’ossa vi spezzerò, mor(d)ente a “infanticidio” trivellato di vostri aberranti abusi arrostendomi soltanto d’apparenza. Cicatriziale, la ferita cospargeste ché sanguinasse a ilarità tanto da voi “osannate”. Alzaste me in gogna m’agognerete tanto il tumefarvi, miei buffoncelli dalle risa ad azzannare? Ti salterò alla gola, gemerai a mordace qui adesso mio morderti. Morirai e moriremo entrambi.</p>
<p>Devastazione esplosiva tu chiama questo mio “onirismo”. E di fugacità sii apprensivo nel non soffrir(mi), sperando che tutto si tranquillizzi.</p>
<p>Chinati e accogli la mia spada d’inchino poderoso, ardimento sacrale dell’evirazione a te animale!</p>
<p>Adoro quando mi chiami Hannibal, mio cannibale! Guardati alle spalle. Forse, la palla tua destra salverò di canin sinistro!<br />
Firmato il vostro (non) a(ni)ma(lizza)to Stefano Falotico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=168</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
