<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; Fantasmi</title>
	<atom:link href="https://edgarallanpoetale.info/?cat=370&#038;feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://edgarallanpoetale.info</link>
	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Jun 2018 15:32:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.36</generator>
	<item>
		<title>Rocca Calascio, Vintage spettro monumentale</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=727</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=727#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 May 2015 08:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasmi]]></category>
		<category><![CDATA[Rocc(h)e]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Il nome della rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Ladyhawke]]></category>
		<category><![CDATA[Michelle Pfeiffer]]></category>
		<category><![CDATA[Rocca Calascio]]></category>
		<category><![CDATA[Rutger Hauer]]></category>
		<category><![CDATA[Sean Connery]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=727</guid>
		<description><![CDATA[  Ove tu ti stagli, imponente, alta e arcigna, da lassù, sulfurea e “scricchiolante”, cerea e di marmo grezzo intagliato come diamante sopraffino, ci guardi ed esplori le nostre paure, “superstiziosa”, sei di mistica ascendenza secolare, abbarbicata fra rocce rupestri di maestoso splendor nostro penetrante. “Addobbata” solo dalla tua scabra, “glabra” trasparenza, t’affacci da lontano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2015/05/roccacalascio.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-728" alt="roccacalascio" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2015/05/roccacalascio-168x300.jpg" width="168" height="300" /></a> </b></p>
<p>Ove tu ti stagli, imponente, alta e arcigna, da lassù, sulfurea e “scricchiolante”, cerea e di marmo grezzo intagliato come diamante sopraffino, ci guardi ed esplori le nostre paure, “superstiziosa”, sei di mistica ascendenza secolare, abbarbicata fra rocce rupestri di maestoso splendor nostro penetrante. “Addobbata” solo dalla tua scabra, “glabra” trasparenza, t’affacci da lontano sul mare, abruzzese “statua” in monumento delle eclissi lunari. E ci (s)colpisci in vetta tua inarrivabile di fascino e suggestione suprema.</p>
<p>Da <b><i>Ladyhawke</i> </b>a <b><i>Il nome della rosa</i></b>, sei stata la residenza fastosamente cinematografica.</p>
<p>Di notte, sappiamo, che mille e più fantasmi, a(r)mati nelle tenebre, abitan la tua torre e da lì si “diramano” lungo gli argini del tuo castello, scivolando nelle acque dei nostri mareggianti pensieri ombrosi e torbidi. Torva, tu, irraggiungibile, spettro d’antichi temp(l)i, brame e medioevali lame, baciar le tue lamine e par(e)ti, ci rischiara al chiaror enigmatico della Luna robusta e dei nostri interiori (l)aghi.</p>
<p>Accanto a te, nessun ramo, solo fantasmi e ragni.</p>
<p>E un altro fantasma, sperduto, ci chiede umilmente la vi(t)a.</p>
<p>Rocc(i)a, c’immoliamo incantati alle tue ginocchia, sdrucciolevoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=727</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>(Ru)giade</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=722</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=722#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 May 2015 08:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Amleto]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasmi]]></category>
		<category><![CDATA[Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[Giada]]></category>
		<category><![CDATA[Opalescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pietra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=722</guid>
		<description><![CDATA[Sedotto in uno lastrico d’emozioni sventolate, vivandate, te(r)se, nella poesia incendiaria, fumante nell’aria opaca, noi, come me, gli svenati, mai nati, ammainatisi a cagion ricattatoria d’una “adult(er)a” società ferina, slabbrati e affamati, (r)affinati tra i lor affanni mai moderati, cani(ni), non carini ma spappolante carne macerante, tra i loro “fall(at)i”, biascichiamo mormorate parole nonsense tra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2015/05/Giada.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-723" alt="Giada" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2015/05/Giada-286x300.jpg" width="286" height="300" /></a></p>
<p>Sedotto in uno lastrico d’emozioni sventolate, vivandate, te(r)se, nella poesia incendiaria, fumante nell’aria opaca, noi, come me, gli svenati, mai nati, ammainatisi a cagion ricattatoria d’una “adult(er)a” società ferina, slabbrati e affamati, (r)affinati tra i lor affanni mai moderati, cani(ni), non carini ma spappolante carne macerante, tra i loro “fall(at)i”, biascichiamo mormorate parole <i>nonsense </i>tra frastagliati aromi acchiappati, allucinati c’immoliamo a fatali respiri (e)spianti, incatenati all’ossigeno sfibrante di cuori in viaggio miracolati, raggianti nonostante il cattivo “fat(u)o” (s)premente. Avviluppati! Castrati, “cast(an)i”, rosicchiati, bruciacchiamo d’ardori immor(t)ali, nel baglior mort(ifer)o di loro, adoratori del demonio, fantasmi gracchianti, in apici di solstizi invernali invero giammai tristi, artisti siamo, siamo mesti, miscela d’occhi cerbiatti, fra i ratti, le lor urla macchianti, noi, i maculati, oculati, dotati di buon sen(s)o, dissennati poi per non smarrir la foll(i)a di quelli come noi, nascituri d’un destino avverso fatto di poetici ver(s)i.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=722</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Villa Clara</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=712</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=712#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 10:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Case maledette]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasmi]]></category>
		<category><![CDATA[666]]></category>
		<category><![CDATA[fantasmi]]></category>
		<category><![CDATA[murata viva]]></category>
		<category><![CDATA[Shining]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Clara]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=712</guid>
		<description><![CDATA[Aleggia lo spettro di una bambina Clara spi(rit)ata &#160; Abito in via della Ca’Bianca, nella periferia “nobile” d’una Bologna nebbiosa, avvolta spesso da piogge novembrine che si protraggono sin a estate inoltrata, “tumefacendo” il clima e rattristandolo d’una mesta aria leggera ma fortemente, robustamente temporalesca. &#160; A pochi chilometri dalla mia abitazione, immersa nel verde [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2015/04/Villa-Clara.jpg"><img class="size-medium wp-image-714 aligncenter" alt="Villa Clara" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2015/04/Villa-Clara-300x193.jpg" width="300" height="193" /></a></p>
<p align="center"><b>Aleggia lo spettro di una bambina <i>Clara</i> spi(rit)ata</b></p>
<p>&nbsp;<br />
Abito in via della Ca’Bianca, nella periferia “nobile” d’una Bologna nebbiosa, avvolta spesso da piogge novembrine che si protraggono sin a estate inoltrata, “tumefacendo” il clima e rattristandolo d’una mesta aria leggera ma fortemente, robustamente temporalesca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A pochi chilometri dalla mia abitazione, immersa nel verde caduco di cipressi ga(gliard)i, esiste una magione maledetta, Villa Clara, ubicata al 449 di Via Zanardi, la stessa via principale che “taglia” di decumana la laterale nella quale risiedo. Limitrofa a Trebbo di Reno, c’è Clara&#8230;, e la leggenda narra che fu abitata da un casato patriarcale d’alto rango, ma il padre, alla <b><i>Shining</i></b>, non sopportando più le doti di chiaroveggenza della figlia, e spaventatone a morte, la murò viva quand’ella era ancora bimba, quasi in fasce. Alcuni, invece, sostengono che la uccise così terribilmente nella sua adolescenza. Oggi, la gente è impaurita ad avvicinarsi al luogo di tal oscena, non raccontabile perdizione omicida, e chi ha avuto il coraggio di appropinquarsene, dice che ha avvistato il fantasma di Clara piangere e, al contempo, ridere, correre nel giardino antistante alla villa, soprattutto a notte fonda, “meta” prelibata d’alcune passate sette sataniche assetate di sangue d’infante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Or non m’è dato sapere se ciò sia indescrivibilmente vero o sia soltanto la fantasia popolare ad aver creatone il mito, ma fatto sta&#8230; che il terrore, al (ri)cor(do) di tal storia maledetta, rabbrividir mi fa in mutande e non so se quanto ascoltato dai can(tor)i mi faccia ridere o piangere dal tremore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mia voce s’arrochisce e io, scioccato, resto basito e “murato vivo” a paralisi della paura profonda che ancor sento&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=712</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ques(i)to fantasma&#8230;</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=707</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=707#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2015 09:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantasmi]]></category>
		<category><![CDATA[De Filippo]]></category>
		<category><![CDATA[dead]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasma]]></category>
		<category><![CDATA[Ghost]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=707</guid>
		<description><![CDATA[Spar(t)izione   Luna metallica, acquetati nella speranza mia, forse effimera, di poter toccare un giorno le vette della felicità, per ora preclusami dall’“avaria” d’un tempo instabile, non ador(n)andomi e indomato. Spar(g)ente sangue su questa “lacustre” vanità terrestre, giocondo, arrido di “(mala)voglia” alla caducità della vita, squinternato ectoplasma del non esser divenuto uomo, giammai lo sarò, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><i>Spar(t)izione</i></p>
<p align="center"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2015/04/fantasma.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-709" alt="fantasma" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2015/04/fantasma-240x300.jpg" width="240" height="300" /></a></p>
<p align="center"><b> </b></p>
<p>Luna metallica, acquetati nella speranza mia, forse effimera, di poter toccare un giorno le vette della felicità, per ora preclusami dall’“avaria” d’un tempo instabile, non ador(n)andomi e indomato.</p>
<p>Spar(g)ente sangue su questa “lacustre” vanità terrestre, giocondo, arrido di “(mala)voglia” alla caducità della vita, squinternato ectoplasma del non esser divenuto uomo, giammai lo sarò, qui ché, rammaricato dalle vostre dissoluzioni, non assolvendovi, son sempre più dissolto, neanche pelle e ossa, rabbrividente in un involucro che maschera persin la mia cera, mentre gli “idioti” saltimbanchi imbandiscono balli e canti, non tanto candidi. Cane intimorito e “incancrenito” nelle mie paure, guido nel vento a prua dell’ignoto enigma (mal)essere, quintessenza natia d’un parto esule dall’animalità che ride attorno, qua, quatto quatto mi rintano, esperendo altr’ansia e ventricolari tremori (im)pavidi, arroccato nel “cast(ell)o”, att(r)accante laddove il tempo non è, futuro (in)certo d’esser stato&#8230; concepito non tiepido, della mia incognita intrepido. Così, passeggio di notte con far d’unzione estrema, affannato nel levarmi a luna piena, vampiro o forse, sì, fantasma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=707</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
