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	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; True Detective</title>
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	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
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		<title>Detection giustamente cruda e crudele nella visione (mal)sana di Friedkin, quando il mio Steve Pacino Burns incontra Killer McConaughey Joe</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2014 11:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Al Pacino]]></category>
		<category><![CDATA[True Detective]]></category>
		<category><![CDATA[William Friedkin]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8230; la mia savia, “efferata” brutalità emerge languida, (de)te(r)sa dall’infamie delle vostre educanti-maleducate-false “fami” da “uomini” che cercan solo la f(i)a(m)ma&#8230; Femmine! &#8230; fottute dell’esservi già (s)battute, contrattandovi sol in “edonistici” (con)tatti di lenti miopi dinanzi alla bellissima violenza di come tutti nascemmo puri e non porci ma poi, voi, abdicaste alla congenita, vivaddio, innocenza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/11/Killer-Joe.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-598" alt="Killer Joe" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/11/Killer-Joe-300x208.jpg" width="300" height="208" /></a></p>
<p align="center"><i>&#8230; la mia savia, “efferata” brutalità emerge languida, (de)te(r)sa dall’infamie delle vostre educanti-maleducate-false “fami” da “uomini” che cercan solo la f(i)a(m)ma&#8230;</i></p>
<p>Femmine!</p>
<p>&#8230; fottute dell’esservi già (s)battute, contrattandovi sol in “edonistici” (con)tatti di lenti miopi dinanzi alla bellissima violenza di come tutti nascemmo puri e non porci ma poi, voi, abdicaste alla congenita, vivaddio, innocenza dello splendore dell’anima color (di)amante per corrompervi in rotture di palle (puru)lente, di “patate” e purè, di patine dolciastre da borghesi sempre con quel “però” davanti alla “bontà” del buon bruciore&#8230;, del b(r)uco alla fa(rfa)lla in culo alla b(u)ona, alla balena, un po’ (di)dietro col fin(to) <i>bon ton</i> e a “inton(n)arle” poi di “Dio che&#8230;” tonante da tonni, donnaioli, “pattinate” sul ghiaccio di freddezze vostre dell’andar piano e (lont)ano, da cauti in pattine quanto stonati, impantanati e tromba(n)ti, vilmente “virili” nell’esser (bi)front(al)i a <i>g</i>(l)<i>as</i>(sa) d’inibitori freni (s)coperti in gelidi alibi, d’albe algide, da “galanti” gelatai dei vostri fe(ga)ti allo <i>yogurt </i>scaduto, da già caduti, scandenti sol e forse nemmeno i “canditi” d’una marc(i)a (s)finita ancor prima di nascere ed essere veri, nevvero?</p>
<p>Questa è la neve di un vostro orrido, orco “nervo”, che triste inverno&#8230;</p>
<p>Allorché, i miei occhi di ve(t)ro, vitrei in quanto corrosisi dallo sventrante vostro “meraviglioso” sempre “sventolar” mententi la poco adamantina vostra mentalità “svenante”, mi (t)ergon nel liquor insanguinato dell’amarezza più s(tra)fottente, come car(t)a vetrata d’una vostra fin(zion)e in filigrana, “cari” Icari e vin(ci)t(or)i carri d’indiana fila ché, brindando voi alla figa, avete perso la vi(s)ta del pudore, della vergogna vostra da foglie di “fighi”.</p>
<p>Siete solo figli di quella puttana di Eva, e io invece A(da)mo m(ai)uscolo del viscido mio luciferino, provocante vedervi in viso, a farvi le “feci&#8230;”. E, pungendovi a mela già ammuffita, sveltissimo svelo, senza sveltine, i vostri <i>buffet</i> a me invisi, con buff(ett)o cattivo in quanto son il Diavolo che spu(n)ta a un porco Dio e ti/vi ficca nell’immondizia di questo mondo di <i>mer</i>(de).</p>
<p>Svisceriamo, “caghiamo” questa società tremendamente “dolce”, scompisciatevene e vi piscerò, ché ne abbiam già troppo di crost(at)e di m(i)ele, abbattiamo quest’addolcimento che vi maschera in marcescenti ce(r)n(ier)e da effeminati.</p>
<p>Un “bel” pisellino alla Pasolini!</p>
<p>Sì, odio potentemente l’universo femminile, e m’accuserete d’impotenza quando io, ancor più glaciale, raggelerò le vostre prese per il culo con nuovi, “inne(r)vanti” pugni allo stomaco d’un “<i>fisting</i>” sacrosanto contro ognissanti e contro tutte le risa da fautori delle fate, delle falsità più “sacre”. Io (s)g(r)e(to)lo! (R)issa!</p>
<p>Evviva la blasfemia, bestemmiatemi! Bestie!</p>
<p>Adoro Faust e, sin dalla nascita, dai primi vagiti miei di quando fui spu(n)tato dalla vagina, vaticino una vi(s)ta lontana dalle vostre candide “urla” partorenti soltanto straziante buonismo “materno” da fighette e “bambine” ché tanto oggi van di moda le <i>milf</i>, a dimostrazione dei vostri insanabili mostri, a “regione” di mai risolti, sol(id)i complessi di Edipo. Le pagate coi sol(d)i. Che uomini “liquidi”, “solari”.</p>
<p>E di come, nei pann(olin)i sempre (s)porc(h)i, fate popò ai “culetti” di tal (in)etto viver in <i>Troia</i>.</p>
<p>Vi eviro!</p>
<p>Evviva <i>Ulisse</i>, allora, che torna a Itaca, spacca il cavallo e i proci incula di tutto “tiro” e (st)ira.</p>
<p>Che era da (anti)eroe. Tu, Erode, hai qui trovato il Cristo che t’impalerà alla <i>crucis </i>della Luce più (a)scesa in tuo piallarti. Caro Pilato, ti faccio il pel(at)o e ora al suol’ ti raderò perché la devi piantare! Pian pianino, fuoco fuochino&#8230;</p>
<p>Non di “rad(i)o” io spar(g)o il Ver(b)o, sputtanando chi mente alla <i>veritas</i>.</p>
<p>Io sono forse etero, forse oltre nell’etere. Sono eternissimo, coi piedi per terra.</p>
<p>Tutti giù. Sempre più su.</p>
<p>Datemi dell’uomo di <i>Caritas </i>e non avrò <i>Pietà</i> in quanto son più grande di <i>Michelangelo</i>.</p>
<p>Questo è lo scalpello del genio assoluto che ti fa la scultura e, sfanculante le madonnine, non crede ai santini, neppure a <i>Mosè</i>!</p>
<p>Io, già slabbrato, apro ogni “acqu(olin)a in sbocc(i)ata”, ferocemente incazzato a (de)testar con estrema repulsione la vostra “bigiotteria” mentale da bigotti di test(at)e di cazzo poi ipocriti quando (con)viene la “svenevolezza” delle più atroci, schifose romanticherie da froci!</p>
<p>Adoro, mastodontico, l’addentrarmi nel mio giusto tormento travagliante perennemente e gustoso, di pene&#8230;, st(r)ingo i tuoi denti sin a sdentarmi come un fumatore incallito d’incisivo <i>noir</i> a tuo sbiancante.</p>
<p>Perché mi piace essere ambiguo, guardarmi allo specchio e “sollevarlo”, indosso il cappello da <i>cowboy</i> in mia miscredente “cappella” da (ra)gazz(in)a messa a <i>cowgirl</i> e quindi al porgerti la ciliegina di “montata”.</p>
<p>Su guancia(le) da culone.</p>
<p>E pelle di “palle” da montone&#8230;</p>
<p>Balla, “bello”, bela, stai “buono/a” o ti appendo al “chiodo”&#8230;</p>
<p align="center"><i> </i></p>
<p><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/11/Crusing.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-599" alt="Crusing" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/11/Crusing-300x184.jpg" width="300" height="184" /></a> Firmato Stefano Falotico</p>
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		<title>This is Carcosa</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2014 12:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Teschio]]></category>
		<category><![CDATA[True Detective]]></category>
		<category><![CDATA[Carcosa]]></category>
		<category><![CDATA[Errol]]></category>
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		<category><![CDATA[Matthew McConaughey]]></category>
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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico This is Carcosa, il nostro regno, rei e ragni È sempre esistito un mondo oscuro, quasi scomparso ed estinto dall’imbecillità della gente. Quel mondo invece altrui in nostra opposizione che, ritenendosi a priori sano e giusto, vuol elidere dietro la liceità falsamente leguleia, invero violenta, della violenza più capricciosa ma prodiga solo alla loro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/kkGvVpg0Ezo?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="//www.youtube.com/v/kkGvVpg0Ezo?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>di Stefano Falotico</p>
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/UGjBSHLWvO4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="//www.youtube.com/v/UGjBSHLWvO4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p style="text-align: center;"><b><i>This is Carcosa</i></b><b>, il nostro regno, <i>rei</i> e ragni</b></p>
<p>È sempre esistito un mondo oscuro, quasi scomparso ed estinto dall’imbecillità della gente. Quel mondo invece altrui in nostra opposizione che, ritenendosi a priori sano e giusto, vuol elidere dietro la liceità falsamente leguleia, invero violenta, della violenza più capricciosa ma prodiga solo alla loro animalità celata e raggelante, poiché ipocrita e vigliacca, i nostri innati istinti, anche rabbiosi, cattivi, che tentarono d’abbattere coi ricatti più biechi e miopi accusandoci di esser proprio noi i ciechi, solo ché al diritto delle imposizioni dure a stili di vita a noi inconciliabili mai potremo attenerci, né vorremmo. Dunque, preferiamo e preferiremo, sin alla fine dei tempi, vederla come vogliamo, dunque adesso nuovamente violenta come nascemmo ché vollero screanzatamente modificarci. No, non c’arrendiamo! Saranno loro a sventolar bandiera bianca, puniti infinitamente! È il mondo nostro, che si piace così da quando è nato per congenita, inalterabile diversità un po’ scontrosa a tutto, distruttiva ora per troppi lor recidivi, ignominiosi e testardi abusi ottusi, il nostro regno remoto dalle bramosie carnali e da tutto ciò che a queste affluisce e sempre, sempre confluirà laidamente, miei mostri animali, il mondo loro, dunque vostro ballerino che opprime(rà), che convergendo e strozzando, con centrifuga letalità alla qui nostra fiera…, altera natalità, vorrà perentoriamente, con estrema, doviziosa, orrida puntualità lederci affinché al loro ammorbamento e ai loro “dolci” ammonimenti dovremmo, per loro presunte ragioni, abdicare e ammorbidircene.</p>
<p><i>No!</i> Ci vogliono intimorire, desiderando che a lor ci pieghiamo. No, non pregheremo per il vostro dio falso! È un no, il nostro, sempre più inascoltato perché se dapprima illecitamente, oscenamente feriste da “bravi” bradi, adesso vorrete rincarare la dose, ché non volassimo ove la fantasia, alta, s’incantò proprio dalla nascita e non vuole, no, non vuole dolersi dei vostri “piaceri” di baci, abbracci e pose ruffiane, voi sì, bruciandoci ad asfittiche sparatorie alla nostra anima, che noi stessi abbiam soffocato nell’antro del nostro rifugio dai vostri esecrabili, imperdonabili peccati, volete davvero ucciderci. Non mentite. Vi fa(rà) sentir meglio e appagati, miei cari, aver tradito solo la natura anche vostra come la nostra?</p>
<p>Chi è il mostro? Colui che ha il coraggio di essere sé stesso, orribile, inguardabile, con le cicatrici da <i>scarface</i>, oppure tu che fai tanto il finto tosto?</p>
<p>Rifletti, riflettete, noi abbiamo già per troppo, troppo tempo riflettuto. E abbiamo scelto. Che vi piaccia o <i>no!</i></p>
<p>Sempre lo voleste, dall’alba d’ogni origine umana, perciò disumana, lo voleste al volerci a vostra mostruosa, brutta immagine e somiglianza uniformarci, quindi renderci ancor più deformi perché non possiamo cambiare neanche se lo volessimo ma voi, tale orrore, lo voleste violentemente!</p>
<p>E dite la verità, suvvia. Questo massacrarci vi piace da morire.</p>
<p><i>No!</i></p>
<p>Sì, abbiamo imparato ad adorare Satana perché, pur sapendo che non c’è nulla oltre il punto finale della vita, pur coscienti che la morte decreterà il termine della notte della nostra <i>locked room</i>, non vogliamo blindarci nella vostra ridicola <i>new age</i>. Dai, piangi, sei felice nella catarsi falsa?</p>
<p><i>There will be darkness</i>, nessuna Luce.</p>
<p>Ce ne sbattiamo il cazzo dei vostri pentimenti da tutori dell’ordine.</p>
<p>Noi siamo belli così. Di una bellezza che non avete né vorrete mai ostinatamente capire. Ci sapete prendere solo a testate e poi sparate alla nostra testa per far soltanto, sì, così è, far esplodere le vostre zucche vuote da saggi bastardi.</p>
<p>Col mio stato, offeso, picchiato, perfino dalle loro vergogne, le loro, sì, accusato, ci convivo oramai da anni, è da quando ho preso coscienza che, intimamente, a livello profondo e istintivo, posso fingere, sì, sono un campione della sfrontata, spudorata menzogna nel fingere di essere allegro, tanto che il mio naso cresce di ora in ora e la sua cartilagine è sempre più visibilmente lunga, quasi una proboscide a cornice della spigolosità del mio volto triangolare, isoscele, di anima scissa per sempre e non più ripristinabile. Sempre più scarnito dentro e sempre meno carnale.</p>
<p>Si va avanti coi consigli da anni, non esiste la volontà perché anche se ci fosse, anche tosta, il mondo non può cambiare.</p>
<p>E dunque chi siete voi per obbligarmi a cambiare? Dio? Allora, evviva Satana!</p>
<p>Sì, sono io a scaraventarmi contro i vostri “eroi” del cazzo e, scagliandomene, roco e roccioso, spaccato dentro, affranto, macellato, distrutto, azzanno i vostri stomaci, sibilando un mortale<i> take off your mask!</i></p>
<p>Sono già morto, lo so, ma io, anche nell’aldilà, sempre combatterò per la mia sbagliata, corretta, sempre (contro)corrente natività.</p>
<p>Finché pace in me mai vi sarà.</p>
<p>Così sia scritto, così sia finita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando, nella grotta, udiamo quel terrificante <i>this is Carcosa</i> rimbombante, tocchiamo vertici ancestrali di paura enorme. Ma al contempo anche di leggerissima, magnifica purezza.</p>
<p>Ascesi, ascensore del dolore scelleratamente inflitto reso grazia divina spettrale, spettacolare!</p>
<p>Errol non è comunque The Yellow King e ciò che alla fine il nostro <em>detective</em> vede non è reale, non vi è nulla di sovrannaturale in questa serie, è di nuovo l’effetto collaterale della sua sinestesia che, come sappiamo, viene provocata nei momenti di suo maggior panico esistenziale.</p>
<p>Ciò che vede, quel vortice blu lassù galleggiante, è soltanto quel che la sua mente ha creato nella suggestione indotta da quel posto e da irrazionali meccanismi del suo inconscio.</p>
<p>Così come la vita è illusione e vita di chi la vive, vedendola coi suoi occhi.</p>
<p><i>Amen</i>.</p>
<p><b><i> </i></b></p>
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		<title>True Detective &#8211; Take off your mask</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2014 22:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico All’imbrunire di gelide sere, nell’ansimo di spassionati miei tepori, lubrifico le meningi a cuor sbranato d’una stagnante palude di sangue. Incendiandomene, ardimentosamente lambisco strati densi e coloriti d’inaudito pallore, e plano tra fantasie odoranti ondosa quiete selvatica, vampiresca, che mai si smorzerà, ottenebrato dalle luci nere della mia cupezza, allucinato dal fragore [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/rust-3.gif"><img class="size-medium wp-image-428 aligncenter" alt="rust-3" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/rust-3-300x168.gif" width="300" height="168" /></a> <a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/winner.gif"><img class="size-medium wp-image-429 aligncenter" alt="winner" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/winner-300x168.gif" width="300" height="168" /></a> <a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/rust-1.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-430" alt="rust-1" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/rust-1-300x168.gif" width="300" height="168" /></a> <a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/cosmos.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-431" alt="cosmos" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/cosmos-300x168.gif" width="300" height="168" /></a> <a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/yellow-throne.gif"><img class="size-medium wp-image-432 aligncenter" alt="yellow-throne" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/yellow-throne-300x168.gif" width="300" height="168" /></a> <a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/rust-2.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-433" alt="rust-2" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/rust-2-300x168.gif" width="300" height="168" /></a></p>
<p>di Stefano Falotico</p>
<p>All’imbrunire di gelide sere, nell’ansimo di spassionati miei tepori, lubrifico le meningi a cuor sbranato d’una stagnante palude di sangue. Incendiandomene, ardimentosamente lambisco strati densi e coloriti d’inaudito pallore, e plano tra fantasie odoranti ondosa quiete selvatica, vampiresca, che mai si smorzerà, ottenebrato dalle luci nere della mia cupezza, allucinato dal fragore miracoloso di tal visione, combatto i demoniaci e ignoti nemici del buio, agguerrito come un dio sovrano del potere della mente assoluta, ché infinita s’amplia tra orizzonti magnifici della mia sanguinolenta grinta armata d’anima. A tenebre di mortali sospiri, intirizzito e dunque vivo di forza crepuscolare a mio sterno spaccato, divelto e dalla friabilità corrosa nell’energia mia impetuosa e cacciatrice, inseguo le prede che dormono negli antri delle bestie, le vinco e resisto implacabilmente, ossuto come un cavaliere senza paura, nuotando tra lindi cieli sereni del mai assopirmi alla cecità, fanatico del mio scettro e del trono temerario dei miei lucenti slanci vivifici di vivermi dentro, sgualcito, arrugginito, stanco, con le vene ostruite dai buoni cristiani falsi, ammansitivi preti invero del satanismo perpetuo, ché la tradizione a regole manichee è il primo giuramento all’infernale oscurità dello splendido vedere. Dello squartar gli occhi alla visione estrema, coraggiosa, adombrata di timori come voglio che sia il mio tremolio, l’estatico spaventarmi nell’avanzamento della scoperta, del fuoco intenso a tagli miei accorati, anche sprofondando, toccando la morte palpabilmente, sfiorando il magma inghiottente del cannibalismo animalesco dell’uomo mai evoluto, a tenue bellezza gracchiante di gola inferocita, saggia e sofferente.</p>
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