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	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; Adolf Hitler</title>
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	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
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		<title>Cosa pen(s)o della vi(s)ta?</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2014 10:29:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E qui, ancora mai acchetato, disancorato, salvo per miracolo nei miei tanti saltellanti oracoli senza falsi oroscopi e invece guardandola al microscopio in mezzo ai miopi-microscopici, stroboscopico mi scop(r)o, fraudolento al pensiero mio nauseato da questo mondo di bugiardi, “cresciuti” nasi, dunque di nani, un mondo onanistico, ombelicale, che si fa le seghe da sol(d)i, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://oi61.tinypic.com/2cd78dj.jpg" width="600" height="316" /></p>
<p>E qui, ancora mai acchetato, disancorato, salvo per miracolo nei miei tanti saltellanti oracoli senza falsi oroscopi e invece guardandola al microscopio in mezzo ai miopi-microscopici, stroboscopico mi scop(r)o, fraudolento al pensiero mio nauseato da questo mondo di bugiardi, “cresciuti” nasi, dunque di nani, un mondo onanistico, ombelicale, che si fa le seghe da sol(d)i, ammira attori che non valgon una mia “povera” lir(ic)a e plaude il “gigantismo” della solita, stolta, “assolutista” mentalità fascista, perdendo ogni orizzonte dei vari punti di vi(s)ta.</p>
<p>E non c’è verso&#8230; mai più poesia, solo (scorri)bande di gente capitalistica che decapita colui che, a “tiro” lor di cazzi per la teste cap(r)e, fra i lor “testicoli” capiterà, in tal tessuto teso senza scampo a nostro discapito in mezzo a ta(g)li(anti) caporali marcescenti in (ab)battente “marc(h)iarci”, non facciam testo, attendono e ancor violentano gli indiani fra le tende. Scalpitano, tal fascisti, affinché ogni uomo “diversa-mente” sé stesso s’adatti allo scal(p)o del non potersi nemmeno avvalere della vendetta “<i>boomerang</i>”.</p>
<p><i>Bang</i>, un altro sparo, spariamo&#8230; spiriamo, s(com)par(s))i, miei (im)pari, m’urlano, a vis(t)o aprente e ad altri (af)fini miei invisi “aperti”, un “impara(te)!”, voglion che, (sotto)mettendoci, (dis)impariamo. Loro son gli “imperatori”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Noi, i puri, non appariamo ai lor occhi e dunque, per quanto possiamo stringer i denti, non potremo mai, da già “tagliati” e accecati, non accettati eppur recisi dalle efferate, brutali accette, viver per una giustizia del dente per (per)dente.</p>
<p>Al massimo, possiamo tener soltanto tutto dentro, (in)castrati nei ricatti di chi, cane sventrante, fotte un’altra gatta nel “ventre”, sempre ricattandola col “mantra” di noi (s)fottuti a sangue nell’omertà del silenzioso “ment(i)re”, noi siamo gli accattoni e ci “raccatteranno” in questo “barbone” stato sociale, “vincente” a “comando” dei fascisti barbosi ché, però, issan le lor noie a “statuto” del triste, (im)battibile <i>status quo</i>. Ci grideranno solo “Stai buono!”. Loro sono i “buo(n)i”. Dunque, appiattiscono ogni moto ribelle, ogni rivendicazione di noi da lor morti&#8230;</p>
<p>Tutto qua!</p>
<p>Questa è la vita di merda/e.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
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		<title>Poesia di Edgar Allan, a(la)no vostro e Ave Maria in Pater di Santo Cielo</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 15:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Adolf Hitler]]></category>
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		<description><![CDATA[ di Stefano Falotico Alla psicoterapia, ho sempre preferito la poesia, Dracula e Fuga per la vittoria, io scelgo il mito, io scelgo la foll(i)a che mi acclama, un torbido spirar alla “spirale” delle “spie” Conosco, al solito, una donna. Le porgo un occhio semi-asciutto in ammiccamento beffardo, forse sotto i baffi d’altre ce(r)n(ier)e delle beffe. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" alt="" src="http://oi61.tinypic.com/33nw4cw.jpg" width="522" height="422" /> di Stefano Falotico</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Alla psicoterapia, ho sempre preferito la poesia, <em>Dracula</em> e <em>Fuga per la vittoria</em>, io scelgo il mito, io scelgo la foll(i)a che mi acclama, un torbido spirar alla “spirale” delle “spie”</strong></p>
<p>Conosco, al solito, una donna. Le porgo un occhio semi-asciutto in ammiccamento beffardo, forse sotto i baffi d’altre ce(r)n(ier)e delle beffe. E non l’arraffo, sol altro fegato mio “arruffato”, in un richiamo però sempre più appassionato. Spesso non m’arrendo, altre “da solo” m’arrangio. Ma se diventa “solido”, sì, “pene” di contraltare, Dio mi punirà per questi auto-erotismi “bestemmianti”, ma non ho sonno, pace di pece e son-non sono la bestia, lei è bella, eppur alle “pecorine” vostre non belo. E, nonostante “tutto”, son sempre più bello. Anche quando nel girotondo ballo. Sbavate per i miei baffi, la mia barba è (in)colta, io sono il Conte e con me, voi del porcile, dovrete prima o poi far i conti. Qui, non si gioca alla romana ma a calci(o). E se, come <i>Pelé</i>, eseguo una rovesciata, piglio al “volo” ogni nazista, impressionandolo d’un gesto più alto del suo aver bruciato le nostre speranze, i nostri coraggiosi aliti, i nostri ebrei trattati da lebbrosi, noi da lor slabbrati, mai però di fughe e foghe ebbri. Prendetevi un’altra (s)figa e trattatela ma(ia)le. Io son il condottiero della mia anima e preferirò per tutta la vita una parata alle sparlate. Sparasti e qui son io, (s)fottente, ché non ti paro il “culo”. Demente!</p>
<p>Ti denuncio a mia (s)volta e ti blocco le “palle”. Nell’urlo forestale della festa nostra, di noi scoiattoli a tua testa di cazzo piscianti.</p>
<p>Inghiottito dalle falci mortifere e dalle tentatrici, tentacolari fauci di questo mondo di feci, sbrinato, un freddo polare s’è spanso, e l’aridità si mischia all’aria, commuovendomi a ogni istante, ché or mi muovo e siete voi a commuovervi, ad aver paura, a rintanarvi poiché è spaventevole coprifuoco di mia fuggitiva, imprendibile o(mb)ra.</p>
<p>Qui, io mi vendico come una furia rossa, come un pirata a incendiare i piromani che arsero i miei verdi prati e i miei polmoni&#8230; freschi. State arrestati, miei capi di “Stato”.</p>
<p>Io dietro (ti) sto.</p>
<p>Il cuor che sanguina e un collo tuo “issato” in mia gloria. Altre gole, forse la galera. Meglio dei galli.</p>
<p>Evviva chi russa in Russia ed è ruspante, rustico.</p>
<p>Ostile, ostico, ero(t)ico.</p>
<p>Qui, è devastante (onni)potenza in gioco <i>falotico</i>.</p>
<p>Ma la società piccolo borghese vorrebbe curarmi dal (rim)pianto del vostro intralcio, dall’ottusità delle vostre ipocrisie taglienti e del vostro modo di (in)tenderlo&#8230;</p>
<p>Io alzo l’anima e mia è qui la vita che, fulminante, sgorga in fremito di me ferente art(ic)o, nudo (s)profondo.</p>
<p>Sottilmente acu(s)t(ic)o nel rimbombo dei tuoni, nel mio Rambo, nelle mie segrete dei <i>mister</i>(i) vostri (s)coperti.</p>
<p>Ecco il puro divorato dai por(c)i vostri, ecco il “muto” che sbotta, borbottando a chi, boicottandolo, lo “sputtanò”. Chi crudele azzannò, chi al dolor aizzò, chi “rizzo” si credette dritto.</p>
<p>Pensando che sarei scappato, dopo avermi “scopato”. E che, anziché perseguirlo, avrei dovuto sol sgobbare da “gobbo”.</p>
<p>Da (im)piegato, da plagiato, da piallato e forse un domani anche stanchissimo e pelato.</p>
<p>Lui, <i>puta</i> e Ponzio Pilato, io Cristo al volermi suo crocefisso con la mentalità “aguzz(in)a” delle sue (in)ferme fisse. Ma io non sono un fesso e sei tu che morirai nel fosso. Dopo che t’avrò spolpato d’ogni ossa.</p>
<p>Nessuna ostia, cattiveria omertosa ché anche tu, amico (in)fedele, non osi e pensi solo alla sua ros(s)a&#8230;, nessuna (com)unione, nessun ecumenismo. Fottiti, cattolic(esim)o.</p>
<p>Voglio il porno, non l’<i>osé</i> e le rossette.</p>
<p><i>Oh oh</i>, o siam russi e davvero rossi oppure vaffanculo!</p>
<p>Nessuna dottrina, nessun catechismo, nessun chinato, solo te spalmato.</p>
<p>Solo io, assassin(at)o.</p>
<p>Spi(n)a nel fianco, eppur ho ancora (f)iato.</p>
<p>Se vuoi intervenire con intenti taumaturgici, fai prima a chiamar il chirurgo.</p>
<p>Adesso, cuciti la bocca e in pancia beccatelo!</p>
<p>Becchino!</p>
<p>Tu, psichiatra del cazzo, sessuale maniaco, ecco il “bocchino!”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Escape to Victory</title>
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		<pubDate>Sat, 24 May 2014 22:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Adolf Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[Sylvester Stallone]]></category>
		<category><![CDATA[Fuga per la vittoria]]></category>
		<category><![CDATA[John Huston]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Caine]]></category>
		<category><![CDATA[Osvaldo Ardiles]]></category>
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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Non credo all’amore, un sentimento secondo me costruito dall’uomo per portarsi a letto qualcuno, io porto il latte, essendo mamma(rio) di lupo da Cappuccetto Rosso&#8230; &#8230;e Pelé di Fuga per la vittoria! Quella è figa(ta)! Quelle son le “palle” della grandezza, miserabili! Lo dichiaro sinceramente, “sentitamente”. Da anni vado via col vento, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://oi61.tinypic.com/k3rqlg.jpg" width="586" height="309" /></p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p align="center"><b>Non credo all’amore, un sentimento secondo me costruito dall’uomo per portarsi a letto qualcuno, io porto il latte, essendo mamma(rio) di lupo da Cappuccetto Rosso&#8230;</b></p>
<p><i>&#8230;e Pelé di <b>Fuga per la vittoria</b>! Quella è figa(ta)!</i></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/byVPnaMd0zI" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Quelle son le “palle” della grandezza, miserabili!</p>
<p>Lo dichiaro sinceramente, “sentitamente”. Da anni vado via col vento, tramontando candido nei giorni secchi bisestili e disgustando quelle con la sesta, perché a una donna è sempre meglio l’arte suprema, la settima. E dal balconcino odoro l’odore acre eppur salubre del mattino da eremitico, perché sono solo mio e, immaginando sconfinatamente e privo delle vostre regole, vivo al confine nella mia casetta di rosse tegole e rustici tegami, cari uomini che a me parete solo strapazzate uova, non ho bisogno di sogni da fasullo Re Mida ma dolce m’assopisco beato nella notte di mio cinematografico gusto. Stian lontane le principessine sul pisello! Che adorabile solitudine. La mangio viva, mi spella, però mi fa più “intoccabile” e indubitabilmente bello. Non mi corrompo, nessuna corrosione, nessun compromesso, addio alle ipocrisie da gente falsa che va a messa e poi invece i peccati non confessa, sfruttando i “fessi”. Meglio il mio freddo. Artico, polare, transiberiano, russo e, se mi va, pure scoreggio. E non esco ma fuoriescono. Nel Cinema m’immergo con tatto e tocco sponde infinite di contemplazione onirica, fra Dio De Niro a cui ho dedicato un libro e il mio <i>canto libero</i> che non <i>sei tu</i>, perché rovino (in) <i>Battisti</i>, essendo oltre anche la <i>collina dei ciliegi</i>. Napoleone mi fa un baffo e forse sono anche per Bonaparte più alto di quel “grande” imperatore così guerrafondaio, quindi (che mi guardi dal) basso. Via di contrabbassi. Chitarrista, abbassa i toni, tu, gallina, non stonar col gallo perché il <i>chicchirichì</i> è troppo accent(at)o di <i>ih ih</i> finale da mia risatina sonante la musica della mia totale strafottenza da strano, (dis)umano animale dissociato e poco solidale con chi sbaglia le poetiche, elevanti strofe e dunque si merita come moglie una scrofa a cui “elevarlo”. Che vita bassa, che “sederone”&#8230;</p>
<p>Non sono un trombone né uno stronzetto, son il suono puro più eccelso ed evviva Bacco perché era il capostipite degli ubriachi, lontano però da voi sbronzi solo quando siete in branco. Il branco morde ma, presi uno per uno, ve la fate sotto e giù botte. Non valete un cazzo, dico almeno uno&#8230; Ti farò “violino” e “volerai” incantato a una musica scatenata di pugni tanto “suadenti” che poi, incatenato di mascella slogata, legherai non più con quella con cui lo sleghi ma, avendoti rintronato, regredito giocherai al Lego.</p>
<p>Sì, io e te non leghiamo. E fra l’altro non voto Lega Nord. Sono un secessionista però oltreché mondiale, universale. Perché da questo piccolo mondo di luoghi comuni vorrei sganciarmi. Ma succede che m’offendono e san solo bombe sganciarmi. Di mio, non resisto a quelle <i>sexy</i>. Dirimpetto alle loro autoreggenti, crollerebbe un reggimento, vado nel mio “cesso” e a stento lo scrollo. Ah, che pisciata storica. In faccia a tutti e a tutte! Degli uomini è meglio non parlare. Lavorano sodo solo per fottersi col ricatto del chi ha più soldi ha più “ricotte”. Meglio la sana torta di mele a queste malizie. Le donne? M’abbattono perché vorrei sbattermele ma per il cul mi pigliano e nelle palle “odo(rino)”, oh mio Dio, la botta fottuta? No, perché amo il battiscopa come Topolino di <b><i>Fantasia</i></b>, sì, altro che queste zoccole che voi chiamate gran tope. Si rattoppino prima di volermi acchiappare. Io sarò una schiappa, scopo eppure e tu invece sei solo uno scoppiato. Scopone scientifico. Chi ha il bastone? Dallo a me, mi servirà per la vecchia(ia) e per spezzarti le gambe. Da cui Gamba di Legno.</p>
<p>Questo sono io. Se non ti sta bene, troverai chi ti scopa. Poi, te la sposi? Dio vi fa e io v’accopp(i)o!</p>
<p>Evviva i pioppi, alberi del mio cimitero.</p>
<p>Tu, volevi beccarmi? E come fai? Sono il becchino. Da me beccherai solo le tombe.</p>
<p>Dell’amore e delle tue credenze da sciocco.</p>
<p>Che “tombola”, eh?</p>
<p>- Lei non si fa schifo? Non crede a nulla!</p>
<p>- Sì, mi faccio schifo. Credo a questo. Beccatelo! Ora, col suo viso deturpato dal mio pugno, ce la giochiamo di schifezze? Che dici? Caro fissato ossessionatissimo col “sesso”. Sei rimasto di sesso. Che crepa&#8230;</p>
<p>Sì, la mia vita è finita.</p>
<p>Ma non prima di mettere a posto un conto in sospeso con una persona&#8230;</p>
<p>Perché sia a mio padre che a me piace far girar le palle ai nazisti di “giravolte” alla <i>Osvaldo Ardiles</i>.</p>
<p>Quando incontri un genio, dichiarati morto.</p>
<p><i>Ora </i>(<i>pro nobis</i>): morale della Storia.</p>
<p>Anni fa, una famiglia ideologicamente nazista, non tollerando la mia fantasia lontana dal loro (s)porco mo(n)d(acci)o, volle combinarmene di ogni per sbattermi in manicomio.</p>
<p>A un certo punto, usai la “classe”.</p>
<p>E, parato un rigore di tale “potenza”, io oggi sono uno scrittore, giustamente ancora libero, loro invece hanno solo un’unica adesso “debolezza”. Non vogliono suicidarsi per insistente paura e dunque (non) finire nelle casse.</p>
<p>Ecco cosa significa l’amore, questo fu suonargliele!</p>
<p>E fanno ancora più male. Sapete perché? Perché <b><i>Fuga per la vittoria</i></b> era già, prima del loro “macello”, uno dei miei film preferiti.</p>
<p>Quindi è una rovesciata eterna come quella di Pelé.</p>
<p>Con tanto di applauso del nazista e colpo di (s)cena.</p>
<p><i>Olè! </i></p>
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		<title>Il mio bravo, brado, feroce accanimento barbarico da (tana del) lupo contro un cane bigotto che masticò la rudezza dell’osso duro, spellandosi d’indigestione sua famelica!</title>
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		<pubDate>Sat, 10 May 2014 08:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Adolf Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Scheletri]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>
		<category><![CDATA[The Black Cat]]></category>
		<category><![CDATA[Uomo Lupo]]></category>
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		<category><![CDATA[Uomo lupo]]></category>
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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Da anni, lo dichiaro a gran voce, senz’alcuna vergogna, denudandomi delle vostre ipocrite foglie di “fighi”, son in lotta agguerrita, cacciatrice, spietata e spericolata, contro una famiglia di pazzi scatenati, che patì quanto ancor patirà la mia ferrea e sferrata, invincibile morsa attanagliante, ad asfissiarli nel muro omertoso del loro esecrabile crimine [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://oi57.tinypic.com/2wcqhcy.jpg" width="410" height="670" /></p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p>Da anni, lo dichiaro a gran voce, senz’alcuna vergogna, denudandomi delle vostre ipocrite foglie di “fighi”, son in lotta agguerrita, cacciatrice, spietata e spericolata, contro una famiglia di pazzi scatenati, che patì quanto ancor patirà la mia ferrea e sferrata, invincibile morsa attanagliante, ad asfissiarli nel muro omertoso del loro esecrabile crimine più efferatamente peccaminoso, l’aver violentemente e “deliberatamente” voluto leder la mia anima, (in)nata d’integrità amante della vita alt(r)a e a lor scagliata (dis)armante ma sempre più inferocita dinanzi al lor crudele, ma mai come me, ribellandomi, così cattivo, avventarmi già prima dopo che il misfatto bianco tal miserabili commisero e per di più poveramente (o)misero appunto, essendo biechi bugiardi della peggior specie (dis)umana mostruosamente carnale.</p>
<p>Sì, rimarco, e perpetrassero ancora, sì, li imploro, il lor marchiarmi ché son ai (co)desti inviso, sì, che continuino ad accerchiarmi per incenerirmi e li polverizzerò di più potente, terrificante, a lor tremolante morsa bestiale. Virando ad altri miei colpi sottili, scardinandoli con intelletto sofisticato e sopraffino stile, a evirazione propedeutica di come abusarono del male delle loro anime da animali con cui, a voler incuneare nell’animo mio puro le scure, suggestionanti, irrazionali paure, al fine, ah ah, sai che inutile finezza, che m’arrendesti e soggiacessi tombale e sacrale nelle menzogne da loro sepolte vive e giaciute, qui, invece nuovamente corazzato, scorrazzando libero, maestoso e da assoluto punitore biblico, incoraggiato da poeti intrepidi che, come me, già soffrissero l’ignoranza irriguardosa di chi desiderò si martirizzassero a lor immagini (s)porche di farsi&#8230; piacer tutto il lor dorato, ah ah, orrore nella somiglianza più plagiante il prossimo ché sia demoralizzato, annichilito dal volerlo come a questi (non) piace, qua s’erge vibrante il licantropo a spaventarli, il terrore notturno riscaturito di primigenio impeto ed energia portentosa, qui la Luna invoca la sua vendetta e, morso io, sì, nella brughiera delle loro mentalità inette e annebbiate, afferro i cuori loro di pietra e impugno sagacemente l’ascia di guerra tumefacente.</p>
<p>Perché il mio Dio barbaro preferisce la vita eterea e contemplativa d’eternità, e perennemente morderà i figli della lor carne, delle loro orge e dei loro cannibalistici balli baccanali, di osceno baccano bastarde cene, da belanti loro donne belline a uso, consumo e unzione del porcile che adorano di velli stupranti.</p>
<p>Sì, io punisco gli stupidi, risorgendo dalla macerie di come tanto agognarono il mio calvario da esser ora da me impalati, come Vlad il vampiro, a perpetuo crocefisso ché lo scempio non perdona.</p>
<p>E che il massacro infilzi con più forza, siamo solo all’inizio del vendicare i vostri vizi.</p>
<p>Io sono lupo che perde il pelo, poiché invecchio come ogni creatura ma tanto cadon i miei capelli di Sansone quanto i filistei moriranno a costo che muoia anch’io.</p>
<p>Così sia scritto, così sia fatto!</p>
<p>Parola di<i> Wolfman</i>.</p>
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		<title>Il brivido è mio animo e amico, l’asma dei borghesi mi commuove cerebralmente e mi rattrista in forma (a)nemica</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2014 21:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[A History of Violence]]></category>
		<category><![CDATA[Adolf Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[Barista]]></category>
		<category><![CDATA[Cazzari]]></category>
		<category><![CDATA[Fighe]]></category>

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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Nonostante anni in cui mi son affaccendato a spacc(i)armi per comune mortale, stanotte, mi son recato da un barista già condannato giorno e sera ad assistere allo sfacelo di gioventù “imbucate” e bruciate nel biliardino d’una vita andata irreparabilmente a puttane e a culo, e ho sorseggiato i suoi occhi profondamente ammiranti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center">di Stefano Falotico</p>
<p>Nonostante anni in cui mi son affaccendato a spacc(i)armi per comune mortale, stanotte, mi son recato da un barista già condannato giorno e sera ad assistere allo sfacelo di gioventù “imbucate” e bruciate nel biliardino d’una vita andata irreparabilmente a puttane e a culo, e ho sorseggiato i suoi occhi profondamente ammiranti la mia irrefutabile bellezza mirabile. Di come, da dietro il bancone, subito si è accorto, accortissimo, quindi lungo di comprendonio, che io sono un diverso rispetto ai branchi lì accanto in sua zona verticale d’annuire a ogni violenza di questi ragazzoni cafoni, inguinali con troiette a carico di carezzine e bacietti sconci in bocca alla romana, una violenza fottuta, velata leggermente ma visibilissima che appunto lui, il barista stanco, nauseato, imbevuto di stronzate, adocchia ma a cui, impotente, oppone sol la sua (l)abile (r)esistenza neutrale e marcia(tore) del farsi i cazzi suoi, ammesso che ne abbia almeno uno, dato che gli scassan a ogni minuto le palle, rompendo peraltro le stecche nel pisciar, spesso, di striscio sui bicchieri altrui, ove mischiano il lor puzzo rancido da scoreggioni magri e “palestrati” su sudori “freddi” quanto le lor sempre irte calure bisognose di quelle lor vacche, che chiamano fidanzatine, da rimpinguare di botte nei cessi, quali sono, su calore dello sciacquone e una mano lava l’altro di scambi orgiastici ché tanto una vale l’invalida pronta all’uso e getta(la) su scommessine di altre gettoni.</p>
<p>Al che, ho ordinato il mio caffè, l’ho scolato bello che bollente di molto indubbio e “doppio” gusto su personalità multiforme personalissima, ho pagato da bere schietto, osservando quei fisichetti e le fiaschette, e ho chiesto di poter cagare, etto per etto da maiale, in testa a queste testoline che (s)parlano solo di pararselo con un lavoretto copri-magagne. Paraculi testicolari. Io sono più serpe tentacolare.<br />
E il barista mi ha risposto, ben felice, “Prego, si accomodi, anzi, faccia con comodo. Dopo, quando avrà finito, si ricordi di tornare al bancone, le offrirò il locale intero ora che lei l’ha ripulito dalla feccia”.<br />
Al che gli ho replicato che vivo da disoccupato contento e fiero, non sono una fiera, nonostante gli animali da me sfanculati, e non sopporterei (man)tenere un bar oramai di stronzi con la mia merda a vista d’occhio ché, a sol ripulirlo, occorrerebbero almeno cinquemila passate di quelle passerine ammuffite simili alle scopette e briscola dei vecchietti discoli lì nel “didietro” a trangugiar del vino liscio.<br />
Quindi, con grande classe, mi congedo di nuovo dal tutto lutto, da lupo menefreghista, tornando in mia casa su motore alzato di radio a bassi toni per non dar nell’occhio alla società sorda e a me miope.</p>
<p>In poche parole, sono lo spurgante. Evviva il mio spumante!</p>
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		<title>La parabola del nazismo</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2014 10:59:29 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[A History of Violence]]></category>
		<category><![CDATA[Adolf Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Male]]></category>
		<category><![CDATA[Schindler]]></category>
		<category><![CDATA[Sterminio]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Reich]]></category>

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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Il vendicatore di ogni forma di nazismo: il nazismo, mai come oggi, esiste, pervade mellifluamente l’umanità, quasi tutti ne sono circuiti inconsapevolmente, e io li punirò spietatamente Una notte funebre a redimervi dalla vostra sciagura in mia potente onnipotenza, “infantile”, dunque priva di ogni regola perché “puerilmente” cosciente come un bambino squartato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/Hitler.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-418" alt="Adolf Hitler" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/Hitler-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p style="text-align: center;"><i>Il vendicatore di ogni forma di nazismo: il nazismo, mai come oggi, esiste, pervade mellifluamente l’umanità, quasi tutti ne sono circuiti inconsapevolmente, e io li punirò spietatamente</i></p>
<p>Una notte funebre a redimervi dalla vostra sciagura in mia potente onnipotenza, “infantile”, dunque priva di ogni regola perché “puerilmente” cosciente come un bambino squartato dentro che, assaggiando nelle vene dissanguate e dilaniate il male più atroce dell’ottusità bieca, imperante e scelleratamente ignorante, giunto all’età adulta distrusse quel che ancora spaccherà irreprimibile con furia d’una violenza stupefacente, accecante così proporzionalmente alla “cecità” che gli indussero per via della sua congenita, non curabile alterità, a cagione sanguinaria dell’ostinazione dura e dunque non a lui intenerente.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>Ogni tentativo, infatti, di “addolcimento” nel torcergli il braccio vivente della sua anima diversa, sarà vendicato con ira parimenti di stessa caudina forca da campo di concentramento a detonazione agghiacciante così come il cuore gelarono nell’impiccagione di ogni suo frenato godimento.</p>
<p>La viltà sarà esecrabilmente ritorta contro nello spezzar le braccia d’ogni altra “legalizzata” e “lecita” violenza e Iddio l’ascia di guerra dissotterrerà a martirio d’una macellazione mai vista prima, con una sottigliezza d’affilata e tonitruante, esplosiva accetta tagliente da annichilire ogni “capo” dei folli, esalta(n)ti nei sanguinamenti esalanti sin alla morte più lenta dello sgozzamento vi(ri)lmente eguale, decapitante il coraggioso, primo capitano che subì le decapitazioni, perché fu lui il primo a esser inizialmente sfigurato e poi ancor più ingiustamente esposto alle brade risa dei comandanti che gli uccisero l’anima soltanto per soddisfare un bieco lor raccapricciante desiderio carnale, per sguaiato innalzare il lor goduto porcile sadico in appetito d’orrida, cannibalistica fame.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Solo perché costui pretese il legittimo diritto alla sua sacra, inviolabile vita, che voleva vivere da pacifista e non con “adatta” violenza della ricattatoria maggioranza, a navigazione placida dei sogni più belli, anche assonnata per non guardar in viso il volto dell’umano orrore. Ma tale suo atteggiamento fu percepito come vigliaccheria, come fuga dagli obblighi del pensar “forte” e gli furono imputate paure amputanti&#8230; a incisione della sua marchiata pelle. Strappato il marchio, che gli tatuarono in faccia ferinamente, egli sbudellò dapprima il suo cuore, lo brandì mordendolo in ogni lacrimazione degli ultimi suoi globuli rossi piangenti, lo divorò di gusto e ne respirò gli ansiti cardiaci a elevata predestinazione nel divino sacrificio di Cristo, in suo nudo corpo rabbioso e non più oramai rimarginabile. Perché fu egli stesso, dopo che ne mangiarono ogni emozione autentica e pura, ad afferrare per le corna il Diavolo delle sue interiora, quel fremito guerrigliero che invero in tutti c’è ma vien celato dagli assurdi comportamenti del cheto vivere falsamente gioioso e rabbonente dinanzi alla verità del mondo lurido e dalle sue origini ineludibilmente imputridito di Peccato supremo e non combattibile, e ne ingurgitò l’odore esangue della perdizione estrema a patto mortuario col suo fantasma spietato, adesso cattivo, nella notte angelica da giusto fanatico punitore di tutte le barbariche invasioni. A esemplare ribellione e prostrazione, innanzitutto sua, dunque santa, contro tutte le crudeli bestialità dei “vincenti” e delle loro fantomatiche, pazze inquisizioni. Di chi resse il gioco delle efferatezze ad apice di ogni esagerazione maciullante e infermabile, per immolarsi a Dio sceso in terra.</p>
<p>Sì, quando Dio instillò nell’uomo la scintilla della coscienza superiore, illuminandolo di libero arbitrio indomabile, l’uomo ne assunse il comando e ribaltò le gerarchie del potere, sodomizzando il suo creatore a volontà suprema da indiscusso e invincibile onnipotente.</p>
<p>Chi commise lo scempio di proibire a un uomo di vivere la sua anima in santa pace, assassinato di moltiplicata forza d’urto impressionante, morirà esalando la divertita Pietà!</p>
<p>Parola del Signore.</p>
<p>Questo è il nazismo.</p>
<p>L’origine del superomismo nasce da qui.</p>
<p>Che vi piaccia o no.</p>
<p>Morale: inutile che vi accaniate contro il prossimo che vi usa violenza psicologica e non, i primi violenti siete voi perché è nell’animo umano insita la violenza. Potrete credervi buoni e godere della vostra bontà solo se nelle vostre più profonde intimità del pudore non verrete toccati, altrimenti in voi, per quanto v’affannerete, con ogni strumento diplomatico, intellettuale e non, dall’anima vostra stuprata ma repressa dalla rabbia, prima o poi (vi) divamperà Satana!</p>
<p>Questa è volontà!</p>
<p style="text-align: right;" align="center"><i> </i></p>
<p>&nbsp;</p>
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