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	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; Cape Fear</title>
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	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
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		<title>Cosa pen(s)o della vi(s)ta?</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2014 10:29:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E qui, ancora mai acchetato, disancorato, salvo per miracolo nei miei tanti saltellanti oracoli senza falsi oroscopi e invece guardandola al microscopio in mezzo ai miopi-microscopici, stroboscopico mi scop(r)o, fraudolento al pensiero mio nauseato da questo mondo di bugiardi, “cresciuti” nasi, dunque di nani, un mondo onanistico, ombelicale, che si fa le seghe da sol(d)i, [&#8230;]]]></description>
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<p>E qui, ancora mai acchetato, disancorato, salvo per miracolo nei miei tanti saltellanti oracoli senza falsi oroscopi e invece guardandola al microscopio in mezzo ai miopi-microscopici, stroboscopico mi scop(r)o, fraudolento al pensiero mio nauseato da questo mondo di bugiardi, “cresciuti” nasi, dunque di nani, un mondo onanistico, ombelicale, che si fa le seghe da sol(d)i, ammira attori che non valgon una mia “povera” lir(ic)a e plaude il “gigantismo” della solita, stolta, “assolutista” mentalità fascista, perdendo ogni orizzonte dei vari punti di vi(s)ta.</p>
<p>E non c’è verso&#8230; mai più poesia, solo (scorri)bande di gente capitalistica che decapita colui che, a “tiro” lor di cazzi per la teste cap(r)e, fra i lor “testicoli” capiterà, in tal tessuto teso senza scampo a nostro discapito in mezzo a ta(g)li(anti) caporali marcescenti in (ab)battente “marc(h)iarci”, non facciam testo, attendono e ancor violentano gli indiani fra le tende. Scalpitano, tal fascisti, affinché ogni uomo “diversa-mente” sé stesso s’adatti allo scal(p)o del non potersi nemmeno avvalere della vendetta “<i>boomerang</i>”.</p>
<p><i>Bang</i>, un altro sparo, spariamo&#8230; spiriamo, s(com)par(s))i, miei (im)pari, m’urlano, a vis(t)o aprente e ad altri (af)fini miei invisi “aperti”, un “impara(te)!”, voglion che, (sotto)mettendoci, (dis)impariamo. Loro son gli “imperatori”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Noi, i puri, non appariamo ai lor occhi e dunque, per quanto possiamo stringer i denti, non potremo mai, da già “tagliati” e accecati, non accettati eppur recisi dalle efferate, brutali accette, viver per una giustizia del dente per (per)dente.</p>
<p>Al massimo, possiamo tener soltanto tutto dentro, (in)castrati nei ricatti di chi, cane sventrante, fotte un’altra gatta nel “ventre”, sempre ricattandola col “mantra” di noi (s)fottuti a sangue nell’omertà del silenzioso “ment(i)re”, noi siamo gli accattoni e ci “raccatteranno” in questo “barbone” stato sociale, “vincente” a “comando” dei fascisti barbosi ché, però, issan le lor noie a “statuto” del triste, (im)battibile <i>status quo</i>. Ci grideranno solo “Stai buono!”. Loro sono i “buo(n)i”. Dunque, appiattiscono ogni moto ribelle, ogni rivendicazione di noi da lor morti&#8230;</p>
<p>Tutto qua!</p>
<p>Questa è la vita di merda/e.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
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		<title>Il Cinema della vendetta, sei film che non mentono sul sentimento più antico dell’uomo: chi ha subito un torto inestirpabile, prima o poi torna sul luogo dell’assassino, e lo torce</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2014 16:54:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Molta gente mente. Me ne son sempre accorto. Credo che tale buonismo, alla base del fallace cheto vivere ipocrita, sia solo un modo per farsi gli affari propri e, nel mentre da mentitori, far sì che in mezzo scorra il fiume arido e falsamente mai crespo. Così, le ire vengono acquietate e, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" alt="" src="http://oi59.tinypic.com/2ikytlx.jpg" width="450" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p>Molta gente mente. Me ne son sempre accorto. Credo che tale buonismo, alla base del fallace cheto vivere ipocrita, sia solo un modo per farsi gli affari propri e, nel mentre da mentitori, far sì che in mezzo scorra il fiume arido e falsamente mai crespo. Così, le ire vengono acquietate e, nell’acqua placida, però rispunterà il <i>revenant</i> atroce. Che non è stato sommerso dalle bugie, dal bisbiglio omertoso di chi volle sedarne la coscienza per seppellire il delitto truce.</p>
<p>Un ribollio morbido, morbidissimo che per anni poltrì e, nuovamente colpito a sangue freddo, non più si zittì ma di rabbia feroce dagli abissi riemerse veloce. Così, chi vivo lo seppellì, credendo d’annegare la verità, oggi ha paura crescente e, tremando a ogni ora dura alla sua anima diabolica di crepapelle, vive nel terrore crepitando. <i>Ahia</i>, ma non era un coraggioso? Suvvia, forza, amico delittuoso, mostrami quanto puoi esser ancora mostro. Chi è il pollo spennato, adesso, mio ossesso bastardello assai presto disossato?</p>
<p>Perché sa(i) che quell’uomo non dimentica e lui, fra le sue mani <i>spietate</i>, prima tramortito nel sangue via via più gelato, perirà sin a ischeletrirsi, dissanguato nel tiepido e, ah ah, patetico strozzarsi all’urlo “Creperò!”.</p>
<p>Sì, lui lo sa e, fuggitivo, scappa, insiste recidivo e dà, da dietro la trincea, ancor senza scampo la vilissima caccia. Già vinta, fidati, mio idiota. Appeso sarai e il cappio ti farà capire che non dovevi rompere il cazzo al capitano. Sei al mortale tuo capolinea. <i>Ops</i>, che buco nell’acqua. Fuochin fuocherello, e poi la sparatoria col silenziatore eterno.</p>
<p>Eh sì, i campi della vita son lunghi per il Signore e il morto cammina in cerca della sua vita già morta e bella che finita nell’attimo stupido che solo se la sognò. Chi ha fregato, ingannando in modo abominevole scannante, pagherà e non solo in contanti ma in pancia d’un colpo da “tonto”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parola di Dio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rendete grazie e grazia, cazzo, al buon pastore. Egli, nel gregge di pecore, mai ammainandosi al porcile, fu voluto male dai “tranquilli” borghesi pasciuti e viventi, sai che bello quel triste, lanoso, stolto lor belare di amori frivoli e coccolanti da scemotti, mio “simpatico” uccellino canterino&#8230;</p>
<p>Il vendicatore non perdona, come Cristo comanda.</p>
<p>Ora, i cattivi bestemmino. Perché è l’ultimo grido che a lor sarà permesso.</p>
<p>Perché il punitore iddio non chiede né permesso ma celebra la loro falsa messa e, dopo averli sbattuti nel cesso, incassa le loro sporche ossa.</p>
<p>&nbsp;<br />
<em><strong>Gli spietati</strong></em></p>
<p><em><strong>Carter</strong></em></p>
<p><em><strong>Vendicami</strong></em></p>
<p><em><strong>Cape Fear</strong></em></p>
<p><em><strong>Payback</strong></em></p>
<p><em><strong>Gangs of New York</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Honeymoon with Edgar Allan Poe</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Feb 2014 14:53:08 +0000</pubDate>
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		<title>Promontorio</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Feb 2014 10:40:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico &#160; Promontorio   Non v’è reato più mostruoso della boria degli adulti a spezzare la cruenta, sì, violenta fantasia della giovinezza che, ribellandosi, macellerà il gretto conformismo A piedistallo issato in orgogliosa gloria del mio sempiterno malessere di vivere, questo splendido, logorante ma vivido morbo che m’attanaglia e m’opprime con escrescenze strappanti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_383" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/02/Max-Cady.jpg"><img class="size-medium wp-image-383" alt="Imparerai cosa vuol dire perdere!" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/02/Max-Cady-300x169.jpg" width="300" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">Imparerai cosa vuol dire perdere!</p></div>
<p>di Stefano Falotico</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Promontorio</strong></p>
<p align="center"><i> </i></p>
<p align="center"><i>Non v’è reato più mostruoso della boria degli adulti a spezzare la cruenta, sì, violenta fantasia della giovinezza che, ribellandosi, macellerà il gretto conformismo</i></p>
<p>A piedistallo issato in orgogliosa gloria del mio sempiterno malessere di vivere, questo splendido, logorante ma vivido morbo che m’attanaglia e m’opprime con escrescenze strappanti le mie viscere, esigo silenzio. Viscere, gridate!</p>
<p>Attorcigliate in reclusioni ostruttive al sangue, da voi raffreddato e coagulato al glaciale, freddissimo spegnerne le vie respirative, in me s’ammalia d’ammantato gelarmi con arso furore di tempie crateriche in zampilli fluorescenti che partoriscono creatività inarrestabile. Potente, visionaria si slancia ad acutizzare la mia bella e altera malattia dell’anima, tanto l’assillate nel reprimerla quanto, straziata da tante grida d’adulti frivoli e canterini, ottusi e bellicosi ad affondarla in balli immolati alla più bieca carnalità, s’infuoca magnificente in alto, serenissimo vendicarsi con impetuoso ardere di grande ed esornante pavone-agnello da sacrificare sull’altare del Dio delle carneficine. Ove, aguzzini affilanti orrende cene d’unzioni alla purezza, stan allestendo il banchetto pagano delle frantumanti orge d’anali volgarità, a me indigeste, celate dietro risa allegre del costume odierno, invero la putrida scostumatezza della cattiva lor screanzata presunzione bigotta, sempre più incidente chi, nato discorde rispetto al coro porco delle sporcizie “eleganti”, dapprima, rabbuiato e paralizzato dai pesanti, estenuanti ricatti, si chiuderà nella muta omertà, mentendo alla verità della sua innata anima libera, e poi, con coraggioso sdegno, nauseato dal baccano vostro fiero da “rinomate” fiere “inviolabili”, volerà sopra le vostre teste com’un avvoltoio predatore che non arresterete, come un vampiro senza sonno, alato nel rapirvi e farvi soffrire come gli animali che incarnate ma tanto nascondete, <em>hide and seek</em>, di scheletri rabbrividenti nell’armadio di carni già spellate d’ossario a voi non più di vita rinsavente.</p>
<p>Il Diavolo è <i>Max Cady</i> che, deturpato della sua anche autentica “ingenuità”, pun(i)to scelleratamente, oltre la sconfinata ingiustizia delle più aberranti, in urlo di <i>cape fear</i>, “carezzato” alle vostre teste d’amputare nell’evirazione sana del danno morale a ripristinare lo scempio del peccato imperdonabile e originale, volteggerà attorno alle paciose, bugiarde domesticità.</p>
<p>E non l’addomesticherete con leguleie, ancor più mentitrici e vane trappole, perché il “topo” è sempre <i>Max il leprotto</i>, corre sotto il plenilunio come l’uomo <i>lupo</i>, s’asperge in divinità sua d’elevare le teorie superomistiche di Nietzsche e non attenua la gioiosa, sì, voluttà della sua ostia a benedirvi con l’imperturbabile, disturbante mietitrice dal tatuaggio profetico come la Bibbia, <i>Vengeance is mine</i>.</p>
<p>Udirete, durante le vostre tranquille sere, il canto giocondo della sua beffarda faccia da stronzo che, offeso e denigrato nell’onore puro all’anima, anche forse peccatrice ma non meritante tanto ipocrita insudiciarlo, sporcherà con altrettanta ferocità le bocche troppo facili di chi ha il cane, nel cortile, d’accudire a pelo della sua mogliettina frustrata e della figlia, gran figa maliziosetta da farle assaggiare il <em>ditino</em> insalivato del duro esperto in <i>Henry Miller</i>, “cancro” al <i>cristianesimo </i>“ortodosso” delle mentalità “toste”, e infilzante il suo pene liscio, eppur grinzoso, disgustoso e bastardo da urlatore ululante <em>Bible</em> di evangelica, non tanto angelicata “novella” messianica nella Babele di <i>Jessica Lange</i>, la bella di King Kong a sua suzione “materna” di mammelle ancor grosse come una piacevole, dolorosa, lenta inculata letiziosa di tanti <i>demoni&#8230;</i></p>
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