<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; A History of Violence</title>
	<atom:link href="https://edgarallanpoetale.info/?cat=197&#038;feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://edgarallanpoetale.info</link>
	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Jun 2018 15:32:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.36</generator>
	<item>
		<title>Il seme della follia, s(c)emi</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=678</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=678#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2015 13:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[A History of Violence]]></category>
		<category><![CDATA[Amleto]]></category>
		<category><![CDATA[Angel Heart]]></category>
		<category><![CDATA[Antichrist]]></category>
		<category><![CDATA[Batman]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Cimitero]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[Dylan Dog]]></category>
		<category><![CDATA[Edgar Allan Poe]]></category>
		<category><![CDATA[Il gatto nero]]></category>
		<category><![CDATA[Il pozzo e il pendolo]]></category>
		<category><![CDATA[Il silenzio. Una favola]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Pennywise]]></category>
		<category><![CDATA[Scheletri]]></category>
		<category><![CDATA[Shining]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>
		<category><![CDATA[Taxi Driver]]></category>
		<category><![CDATA[Teschio]]></category>
		<category><![CDATA[Uomo Lupo]]></category>
		<category><![CDATA[Vampiro]]></category>
		<category><![CDATA[Zombi]]></category>
		<category><![CDATA[A Dangerous Method]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[matto]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[Ottonello]]></category>
		<category><![CDATA[pazzia]]></category>
		<category><![CDATA[Psichiatria]]></category>
		<category><![CDATA[rubami]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=678</guid>
		<description><![CDATA[Fra lugubri stanzoni asettici, asfittico è il torpore del malessere cutanea-mente (o)scuro che, dal profondo nefasto quanto speranzoso del rifulgere in gioiose, nuove armonie, funesta quanto intenerisce e sprona splendente il gagliardo, gaudente spirito degli uomini apparentemente cupi, più vivi degli They Live nauseabondi e frivoli, avvolt(olat)i foschi-dementi in questo mo(n)do oggi rocker, domani melanconico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/s0ochnB3VNs" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe>Fra lugubri stanzoni asettici, asfittico è il torpore del malessere cutanea-mente (o)scuro che, dal profondo nefasto quanto speranzoso del rifulgere in gioiose, nuove armonie, funesta quanto intenerisce e sprona splendente il gagliardo, gaudente spirito degli uomini apparentemente cupi, più vivi degli <em>They Live</em> nauseabondi e frivoli, avvolt(olat)i foschi-dementi in questo mo(n)do oggi <em>rocker</em>, domani melanconico come una fievole, calda melodia <em>jazz</em> che, sfregando immagini inquietanti di (sotto)fondo, cari (s)fondati (in)certi, irta ed eretta di <em>cric</em>-<em>track</em>-<em>mind</em>, irosa e rossa nel trasfonderci umana, cauta e lieve, ci inonda di letizia, invece, corroborante la nostra psiche, sempre anima(ta) nella mente vera e giustamente, appunto, vitrea nel lindor accecante del viaggio pen(sier)oso e talora avventuroso del vivido essere senziente e non essere, come (non) siete, dentro una triste, agghiacciante ambulanza di corpi e c(u)ori macchine. Vi(b)ra lampeggiante la bellezza asciutta senza (rim)pianti, incatenata o incantata, feroce o già squagliata dagli squal(lid)i? Ed è poesia (dis)incantata in mo(vi)menti di palpebre argute, sonnolente, abbacchiate ma non abbattute, (s)battiamoci nella pavimentazione a prima-pietra di cuor (in)vis(t)o che, superficiale nel visitarci da voi, opachi e miopi, traslucida, furente, battagliera, si aggancia ai voli pindarici, anche da Icari b(r)uc(i)ati e non da scor(i)egge del viver apparentemente savio e inver falso ché non sente se non i bagliori fatui, effimeri di sé stes(s)i già da morti viventi e sepolti, cementati, orrendamente scop(pi)ati.</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/YNeYeZjsry0?list=UUqlcyOb0o3c688_ESZlF_-Q" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=678</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il brivido è mio animo e amico, l’asma dei borghesi mi commuove cerebralmente e mi rattrista in forma (a)nemica</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=493</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=493#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 May 2014 21:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[A History of Violence]]></category>
		<category><![CDATA[Adolf Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[Barista]]></category>
		<category><![CDATA[Cazzari]]></category>
		<category><![CDATA[Fighe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=493</guid>
		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Nonostante anni in cui mi son affaccendato a spacc(i)armi per comune mortale, stanotte, mi son recato da un barista già condannato giorno e sera ad assistere allo sfacelo di gioventù “imbucate” e bruciate nel biliardino d’una vita andata irreparabilmente a puttane e a culo, e ho sorseggiato i suoi occhi profondamente ammiranti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center">di Stefano Falotico</p>
<p>Nonostante anni in cui mi son affaccendato a spacc(i)armi per comune mortale, stanotte, mi son recato da un barista già condannato giorno e sera ad assistere allo sfacelo di gioventù “imbucate” e bruciate nel biliardino d’una vita andata irreparabilmente a puttane e a culo, e ho sorseggiato i suoi occhi profondamente ammiranti la mia irrefutabile bellezza mirabile. Di come, da dietro il bancone, subito si è accorto, accortissimo, quindi lungo di comprendonio, che io sono un diverso rispetto ai branchi lì accanto in sua zona verticale d’annuire a ogni violenza di questi ragazzoni cafoni, inguinali con troiette a carico di carezzine e bacietti sconci in bocca alla romana, una violenza fottuta, velata leggermente ma visibilissima che appunto lui, il barista stanco, nauseato, imbevuto di stronzate, adocchia ma a cui, impotente, oppone sol la sua (l)abile (r)esistenza neutrale e marcia(tore) del farsi i cazzi suoi, ammesso che ne abbia almeno uno, dato che gli scassan a ogni minuto le palle, rompendo peraltro le stecche nel pisciar, spesso, di striscio sui bicchieri altrui, ove mischiano il lor puzzo rancido da scoreggioni magri e “palestrati” su sudori “freddi” quanto le lor sempre irte calure bisognose di quelle lor vacche, che chiamano fidanzatine, da rimpinguare di botte nei cessi, quali sono, su calore dello sciacquone e una mano lava l’altro di scambi orgiastici ché tanto una vale l’invalida pronta all’uso e getta(la) su scommessine di altre gettoni.</p>
<p>Al che, ho ordinato il mio caffè, l’ho scolato bello che bollente di molto indubbio e “doppio” gusto su personalità multiforme personalissima, ho pagato da bere schietto, osservando quei fisichetti e le fiaschette, e ho chiesto di poter cagare, etto per etto da maiale, in testa a queste testoline che (s)parlano solo di pararselo con un lavoretto copri-magagne. Paraculi testicolari. Io sono più serpe tentacolare.<br />
E il barista mi ha risposto, ben felice, “Prego, si accomodi, anzi, faccia con comodo. Dopo, quando avrà finito, si ricordi di tornare al bancone, le offrirò il locale intero ora che lei l’ha ripulito dalla feccia”.<br />
Al che gli ho replicato che vivo da disoccupato contento e fiero, non sono una fiera, nonostante gli animali da me sfanculati, e non sopporterei (man)tenere un bar oramai di stronzi con la mia merda a vista d’occhio ché, a sol ripulirlo, occorrerebbero almeno cinquemila passate di quelle passerine ammuffite simili alle scopette e briscola dei vecchietti discoli lì nel “didietro” a trangugiar del vino liscio.<br />
Quindi, con grande classe, mi congedo di nuovo dal tutto lutto, da lupo menefreghista, tornando in mia casa su motore alzato di radio a bassi toni per non dar nell’occhio alla società sorda e a me miope.</p>
<p>In poche parole, sono lo spurgante. Evviva il mio spumante!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=493</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La parabola del nazismo</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=417</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=417#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2014 10:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[A History of Violence]]></category>
		<category><![CDATA[Adolf Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Male]]></category>
		<category><![CDATA[Schindler]]></category>
		<category><![CDATA[Sterminio]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Reich]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=417</guid>
		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Il vendicatore di ogni forma di nazismo: il nazismo, mai come oggi, esiste, pervade mellifluamente l’umanità, quasi tutti ne sono circuiti inconsapevolmente, e io li punirò spietatamente Una notte funebre a redimervi dalla vostra sciagura in mia potente onnipotenza, “infantile”, dunque priva di ogni regola perché “puerilmente” cosciente come un bambino squartato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/Hitler.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-418" alt="Adolf Hitler" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/03/Hitler-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p style="text-align: center;"><i>Il vendicatore di ogni forma di nazismo: il nazismo, mai come oggi, esiste, pervade mellifluamente l’umanità, quasi tutti ne sono circuiti inconsapevolmente, e io li punirò spietatamente</i></p>
<p>Una notte funebre a redimervi dalla vostra sciagura in mia potente onnipotenza, “infantile”, dunque priva di ogni regola perché “puerilmente” cosciente come un bambino squartato dentro che, assaggiando nelle vene dissanguate e dilaniate il male più atroce dell’ottusità bieca, imperante e scelleratamente ignorante, giunto all’età adulta distrusse quel che ancora spaccherà irreprimibile con furia d’una violenza stupefacente, accecante così proporzionalmente alla “cecità” che gli indussero per via della sua congenita, non curabile alterità, a cagione sanguinaria dell’ostinazione dura e dunque non a lui intenerente.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>Ogni tentativo, infatti, di “addolcimento” nel torcergli il braccio vivente della sua anima diversa, sarà vendicato con ira parimenti di stessa caudina forca da campo di concentramento a detonazione agghiacciante così come il cuore gelarono nell’impiccagione di ogni suo frenato godimento.</p>
<p>La viltà sarà esecrabilmente ritorta contro nello spezzar le braccia d’ogni altra “legalizzata” e “lecita” violenza e Iddio l’ascia di guerra dissotterrerà a martirio d’una macellazione mai vista prima, con una sottigliezza d’affilata e tonitruante, esplosiva accetta tagliente da annichilire ogni “capo” dei folli, esalta(n)ti nei sanguinamenti esalanti sin alla morte più lenta dello sgozzamento vi(ri)lmente eguale, decapitante il coraggioso, primo capitano che subì le decapitazioni, perché fu lui il primo a esser inizialmente sfigurato e poi ancor più ingiustamente esposto alle brade risa dei comandanti che gli uccisero l’anima soltanto per soddisfare un bieco lor raccapricciante desiderio carnale, per sguaiato innalzare il lor goduto porcile sadico in appetito d’orrida, cannibalistica fame.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Solo perché costui pretese il legittimo diritto alla sua sacra, inviolabile vita, che voleva vivere da pacifista e non con “adatta” violenza della ricattatoria maggioranza, a navigazione placida dei sogni più belli, anche assonnata per non guardar in viso il volto dell’umano orrore. Ma tale suo atteggiamento fu percepito come vigliaccheria, come fuga dagli obblighi del pensar “forte” e gli furono imputate paure amputanti&#8230; a incisione della sua marchiata pelle. Strappato il marchio, che gli tatuarono in faccia ferinamente, egli sbudellò dapprima il suo cuore, lo brandì mordendolo in ogni lacrimazione degli ultimi suoi globuli rossi piangenti, lo divorò di gusto e ne respirò gli ansiti cardiaci a elevata predestinazione nel divino sacrificio di Cristo, in suo nudo corpo rabbioso e non più oramai rimarginabile. Perché fu egli stesso, dopo che ne mangiarono ogni emozione autentica e pura, ad afferrare per le corna il Diavolo delle sue interiora, quel fremito guerrigliero che invero in tutti c’è ma vien celato dagli assurdi comportamenti del cheto vivere falsamente gioioso e rabbonente dinanzi alla verità del mondo lurido e dalle sue origini ineludibilmente imputridito di Peccato supremo e non combattibile, e ne ingurgitò l’odore esangue della perdizione estrema a patto mortuario col suo fantasma spietato, adesso cattivo, nella notte angelica da giusto fanatico punitore di tutte le barbariche invasioni. A esemplare ribellione e prostrazione, innanzitutto sua, dunque santa, contro tutte le crudeli bestialità dei “vincenti” e delle loro fantomatiche, pazze inquisizioni. Di chi resse il gioco delle efferatezze ad apice di ogni esagerazione maciullante e infermabile, per immolarsi a Dio sceso in terra.</p>
<p>Sì, quando Dio instillò nell’uomo la scintilla della coscienza superiore, illuminandolo di libero arbitrio indomabile, l’uomo ne assunse il comando e ribaltò le gerarchie del potere, sodomizzando il suo creatore a volontà suprema da indiscusso e invincibile onnipotente.</p>
<p>Chi commise lo scempio di proibire a un uomo di vivere la sua anima in santa pace, assassinato di moltiplicata forza d’urto impressionante, morirà esalando la divertita Pietà!</p>
<p>Parola del Signore.</p>
<p>Questo è il nazismo.</p>
<p>L’origine del superomismo nasce da qui.</p>
<p>Che vi piaccia o no.</p>
<p>Morale: inutile che vi accaniate contro il prossimo che vi usa violenza psicologica e non, i primi violenti siete voi perché è nell’animo umano insita la violenza. Potrete credervi buoni e godere della vostra bontà solo se nelle vostre più profonde intimità del pudore non verrete toccati, altrimenti in voi, per quanto v’affannerete, con ogni strumento diplomatico, intellettuale e non, dall’anima vostra stuprata ma repressa dalla rabbia, prima o poi (vi) divamperà Satana!</p>
<p>Questa è volontà!</p>
<p style="text-align: right;" align="center"><i> </i></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=417</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nick Joad, il teschio della vita</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=364</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=364#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 18:11:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[A History of Violence]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasma]]></category>
		<category><![CDATA[Ghost]]></category>
		<category><![CDATA[Ossa]]></category>
		<category><![CDATA[Skull]]></category>
		<category><![CDATA[TEschio]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Joad]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=364</guid>
		<description><![CDATA[di Stefano Falotico &#160; Rivelazione Svelarsi, un crepitio che, angosciandoci e liberandoci dalle ibernazioni delle nostre emozioni, sguainando la spada catartica del rinomato nostro piumaggio, fra solforico rimembrarci opachi in trascendenze opache, ci tempra di glorios’astrarci, librare acuti in firmamenti d’orizzonti ampli e, naufraghi felici di tanto scontento, lederci vir(ul)enti a sacre tempie dell’intima, sublime [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_365" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/01/Teschio.jpg"><img class="size-medium wp-image-365" alt="ahahah!" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/01/Teschio-300x241.jpg" width="300" height="241" /></a><p class="wp-caption-text">ahahah!</p></div>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Rivelazione</i></p>
<p>Svelarsi, un crepitio che, angosciandoci e liberandoci dalle ibernazioni delle nostre emozioni, sguainando la spada catartica del rinomato nostro piumaggio, fra solforico rimembrarci opachi in trascendenze opache, ci tempra di glorios’astrarci, librare acuti in firmamenti d’orizzonti ampli e, naufraghi felici di tanto scontento, lederci vir(ul)enti a sacre tempie dell’intima, sublime ascensione, divorati da un gaudio indescrivibile di fervido grido per troppi anni paralizzato dagli ignoranti e dalle caudine fauci delle bocche dei furfanti. Sì, Nick serbava in sé un segreto e, nella custodia di tal misteriosa segretezza, implorava inascoltato, ma elevato in virtù della carica di tritolo, il protuberante erigersi a monumento infinito e più lubrificarlo, d’ora in ora, stagioni dopo melliflui venti, in adornar il suo manto ruvido di grinta solitaria, d’inviolabile aurea profumata intensamente a furibonda intoccabilità.</p>
<p>Come quell’incubo che mi confidò e credetti, in un primo momento, che fosse stato partorito prima da una sua fantasia balorda, di lui arroccato nella tenaglie delle paure ombrose per altri furbi nascondigli del proteggere la sua anima dall’inquietudine sonante e scotennante del mai viver cheto. Poi, mi persuasi che fosse altra menzogna sua spudorata, colorata d’imbellettarla in narrazione simpatica e surreale. Ma, dalle macerie di quel sogno terribile, grigio di crudele empatia, scorsi la verità. Una verità taciuta, segregata, lapidaria e di prodigio incendiario. Nick, Nick Joad visse un’esperienza oscena, qualcuno volle sacrificare la sua bellezza, quell’essere scontroso, iracondo e fottutamente magnifico d’infrangibile aggressività, per ammorbidirlo, addolcire il suo spirito combattivo, la sua innata alterità indelebile, ché tanto avrebbe interiormente lottato per estinguere quanto, to(r)nante, ad accerchiarlo di nuda e sempre più fort’essenza, scagionarsi non potrà mai dalla sua natura violenta. Ma agguerrirla a san(t)ità e flagello!</p>
<p>Sì, qual è il problema? Perché mai rinnegare sé stessi, il capriccio e tutti gli altri vizi che ne derivano, la sua congenita rivalità fra un desiderio latente, bellissimo di volere imporre la sua legge vitale?</p>
<p>In ogni suo nervo, urla di spasmi, è frenesia accesa di piogge incessanti, piacere, oh sì, d’incancrenirsi, addolorarsi. E, in questo strano, incompreso dolore, tacciato di follia e insensatezza, Nick è sé. Totalmente menefreghista. A voi non deve fregare un cazzo. Perché se proverete ad attaccarlo, cacciatori dei puri cervi, rombante in fuochi impetuosi, persisterà mai arreso a colpirvi, a macellare ogni vostro stile di vita pacato e dunque falso.</p>
<p>Perché Nick ha ben poco da condividere con la fierezza di queste tonte frivolezze, di questi balletti vostri accaniti nel carnaio. E, tanto più scannate, scarniti dimagrite per bell’apparire tronfio, tanto Nick insisterà fiero. Contro le vostre orribili fiere da fiera. Sventolerà i vostri corpi e, incidendoli con furia immonda, oh sì, che grandezza titanica, affloscerà le vostre membra a un(i)ta sua voluttà.</p>
<p>Notte di ordinario <i>horror</i>, ecco cos’era ed è, sarà il suo incubo mastodontico. Addentato in sé. Contro ogni (s)porco ragazzino lercio da McDonald’s, contro i <i>drive</i>-<i>in</i> da pompini e (s)gonfiarvi le ruote da carro dei vostri vincitori del cazzo. A bruciare i vostri <i>poster</i> da mitomani delle mitologie di plastica, a macerare e insanguinare i vostri idoli, sconci, di cartapesta. A pestarvi&#8230;</p>
<p>Perché quest’incubo si sta, sempre più svelto, svelando e anche in me incarnando. Sta vivendo! E ne odo la brama, le lame sottili, la perfidia di chi gliel’inflisse, l’orrore alla base di tale inguardabile, atroce sfregio. La sua forza!</p>
<p>Nick è un diverso, lo è sempre stato! Sin da quando, in prima pubertà adolescenziale, avvertì in suo ventre dell’anima una spaccatura enorme. Un’illuminazione forse funebre, forse ardente vera vita assoluta!</p>
<p>Quell’esistenzialismo che possono capire solo i figli del nostro e suo Dio, un Dio arcano, cattivo, punitore, insaziabile, che scaraventa il cielo nella blasfemia della nudità. E bacia le labbra dei muti, assorda chi, cieco di anima, non volle sentir ragioni.</p>
<p>Il suo incubo è grido di morte, di vita in pace?</p>
<p>Non va tormentato!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=364</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nick Joad, leggenda biblica a metter le certezze in bilico, incrinatore</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=360</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=360#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2014 15:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[A History of Violence]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Joad Sprigsteen]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=360</guid>
		<description><![CDATA[Nella valle di Sansone e Davide, distruttori dell’autodistruzione rinascente Nick Joad è titanio incarnato, velocità imprendibile dell’attimo e, quando decide di sparare la sua anima, potrete tentare d’abbatterlo in ogni modo lecito, caudino o volgarmente rivoltante. Tornerà picchiatore, nei suoi morsi inferociti, a cattiveria vostra da castigare, tornerà spericolato e la sola idea di contenerlo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/01/Springsteen.jpg"><img class="size-medium wp-image-362 aligncenter" alt="The Ghost of Tom Joad" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/01/Springsteen-300x221.jpg" width="300" height="221" /></a></p>
<p><i>Nella valle di Sansone e Davide, distruttori dell’autodistruzione rinascente</i></p>
<p>Nick Joad è titanio incarnato, velocità imprendibile dell’attimo e, quando decide di sparare la sua anima, potrete tentare d’abbatterlo in ogni modo lecito, caudino o volgarmente rivoltante. Tornerà picchiatore, nei suoi morsi inferociti, a cattiveria vostra da castigare, tornerà spericolato e la sola idea di contenerlo vi sarà letale, perché il <i>furore</i> vi si torcerà contro infuocante, da folgorare intere ere d’ingiustizie ed elevarle in gloria al verecondo grido selvaggio di tutti i deboli che, dalla vigliaccheria ostinata d’una mendace umanità, vigorosi, resuscitati da tanti strazi così poco savi e dall’ignavia dei forti vili bastardi, son di brio catapultati qui, dinanzi ai voi spettri agghiacciati, nell’incenerirvi con impietoso mai, nelle notti dei tempi, perdonare l’azzardante, vituperantissima sciagura d’averli obbrobriosamente condannati ancor prima che (ri)nascessero. Se il vostro intimo, pusillanime desiderio fu il vederli distrutti, per voluttà d’assopirli con l’inganno, d’addolcirli per smorzarli, annientare i lor valorosi cuori per sopprimerli a terrorizzante vostra mai doma e pentita boria, sarete, oh sì, immondamente rallegrati dalle stesse aberrazioni che infliggeste e di cui morirete, sbranati con cura dolce, lieve e non attenuante folgore. Così come Sansone, denutrito all’apparenza dalla sua virilità, reciso ed evirato dalla sua lunga e portentosa chioma, si vendicò a massacro dei filistei, crollando assieme ai loro falsi templi d’adorazione pagana, Golia fu scheggiato nella sua presunta forza dall’illuminazione di un giovane bambino. Che, con una mossa imprevista, l’accecò per sempre e come Omero trucidò la vista di Polifemo, inorgoglito di tanta prodezza eroica, Nick Joad, fra il baluginante mormorio di destrezze inaspettate, scagliò la prima pietra. Nell’eternità fendente d’un colpo tanto suadente che di candida levità uccise ogni mostro che, con plebiscitaria arroganza, volle discernerlo per sviscerarne l’unicità imperiosa. E così si creò la sua leggenda. Da un vago ammiccamento che d’ennesima smorfia umiliante fu proprio l’istante vendicante di chi tanto ambì all’omicidio bianco che non previse il suo essersi suicidato. Perché Nick Joad sarebbe tornato. L’avrebbe devastato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=360</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Jane March, mia amante, mantide, ammantami</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=353</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=353#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 11:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[A History of Violence]]></category>
		<category><![CDATA[Cuore angelico]]></category>
		<category><![CDATA[Jane March amante]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=353</guid>
		<description><![CDATA[&#160; di Stefano Falotico Fine dell’erotismo puro   Ricordo la malinconia che mi possedeva romantica, aromatizzante strati densi di palpebre mie stesse arrossate e di come, cerbiatto d’ancora incurabile fanciullezza, declinai a memoria le reminiscenze di un periodo irripetibile, una mia gioventù scafata, mai scaltra e da “fringuello”, cazzone stronzo perché m’inculavo, a tambur battente, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_354" style="width: 698px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/01/Jane-March.jpg"><img class="size-large wp-image-354" alt="Sì!" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/01/Jane-March-688x1024.jpg" width="688" height="1024" /></a><p class="wp-caption-text">Sì!</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Stefano Falotico</p>
<p align="center"><i>Fine dell’erotismo puro</i></p>
<p align="center"><i> </i></p>
<p>Ricordo la malinconia che mi possedeva romantica, aromatizzante strati densi di palpebre mie stesse arrossate e di come, cerbiatto d’ancora incurabile fanciullezza, declinai a memoria le reminiscenze di un periodo irripetibile, una mia gioventù scafata, mai scaltra e da “fringuello”, cazzone stronzo perché m’inculavo, a tambur battente, da solo, masochisticamente.</p>
<p>Fottuto nel masticarmeli. Sì, di come il tabacco schiacciai in cocco affumicato, stufato, stanco, incazzato, appollaiato ove il <i>cuculo</i> già <i>nidificò</i> in mio volar nudo di tutti pugni a tutti, prima delle “lobotomie frontali”, di come ne avrei prese e date, si chiaman batoste, e lo ribadisco tosto.</p>
<p>Di come, a un Festival di Venezia, di cui non rammemoro quante cosce di pollastre fotografai per poi masturbarmene in solitaria “solidità”&#8230; sapete, quando sei fragile in notti sempre bianche e hai bisogno per di più di stimoli visivi “platinati” per <i>album</i>(e) al tuo cazzo angosciato&#8230;, gemetti per un capolavoro che non ci fu. Per sussurrargli proprio un “Che cazzo fai? Dai, dai! Datemi il premio!”.</p>
<p>Così, un uomo simile a un topo, sfogliò la sua testa davanti alla mia, e tentò anche di miagolare. Sì, sulle prime, ebbi la certezza che fosse omosessuale e stava cercando, leccandomi, di “adescarselo”&#8230; il mio. Certezza che lui non mi confutò perché per tutto il tempo, con occhiatine, ammiccamenti, cazzeggiare appunto di forbita linguetta, mise pepe al fiutarmi e, annusando quel che pregustò, era lì a volermi solleticare&#8230;</p>
<p>Fu una bella giornata, ma non finì come voleva&#8230;</p>
<p>Sul resto, è piena la disciplinare di scartoffie (non) archiviate. Sì, lo denunciai solo perché ci provò. Non avevo prove a mio carico ma una bambina, che aveva assistito alla scena là vicino, ricordo che offrì a entrambi dello zucchero filato. Questo sconosciuto accettò lo zucchero e le disse “Devi crescere”.</p>
<p>Lei, risentita, chiamò il padre che stava vicino alla riva del mare. L’uomo lo picchiò e mi appoggiò.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=353</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La violenza umana, la scagioni ma tornerà sempre, così come è (in)nata</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=344</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=344#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jan 2014 10:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[A History of Violence]]></category>
		<category><![CDATA[Clint Eastwood]]></category>
		<category><![CDATA[David Cronenberg]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Stall Cronenberg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=344</guid>
		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Tom Stall, racconto d’una tetra inquietudine innata, inguaribile violence all’origine sconfinata dell’animalità umana&#8230; Chi è Tom Stall? Nelle sue movenze, prima dolci e intonate al gusto conformista della società, risiedono le sue iridi, la psiche inconscia a marchio tatuato di ciò che nacque, indelebilmente incurabile. Perché vige, nella trasmutazione di Viggo, una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_345" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/01/Violence.jpg"><img class="size-full wp-image-345" alt="Contenti ora?" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/01/Violence.jpg" width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Contenti ora?</p></div>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p style="text-align: center;"><b><em>Tom Stall</em>, racconto d’una tetra inquietudine innata, inguaribile <i>violence</i> all’origine sconfinata dell’animalità umana&#8230;</b></p>
<p>Chi è Tom Stall? Nelle sue movenze, prima dolci e intonate al gusto conformista della società, risiedono le sue iridi, la psiche inconscia a marchio tatuato di ciò che nacque, indelebilmente incurabile. Perché vige, nella trasmutazione di Viggo, una pacifica indole mortifera, lunare come la crespa onda d’un oceano naufrago del sempre memore suo altero, uterino essere. Dondola, si placa, e apparentemente quieto si plasma a compiacenza ruffiana come tutti, camuffandosi dietro una parvenza savia, che invero lo lede nell’anima(le). Qual è, come tutti gli altri uomini che invece si rapiscono nel rubare la scimmia della lor primitività, irosa, ferina e d’istintività represse.</p>
<p>Tom adotta la strategia del comune, mortale adattamento. Ma, se sei diverso nel Cuore, sanguinario, d’impeto distruttivo, lancinante riesploderai implacabile in frenesie irrefrenabili, turbinose, sciacquanti la deturpazione del volgare di tutti ammansirsi a estasi della visione svelata del sé celato.</p>
<p>Ecco che il nostro bravo cittadino ha addormentato, come gli altri assopenti e nell’induzione progressiva a morirsi dentro, quella furia vitale che ha tentato, ingannando inconsciamente le vene cardiache del rattrappito sfuggirsi, (in)volontario spasmo a sé connaturato, com’è altrettanto, anche se spesso inconsapevole, la macchina di morte della società. La castrazione dei desideri e del maligno capriccio vitalistico nasce sin in fasce, s’acuisce dietro l’allattamento alla perbenistica educazione e si trova adulta, senza saperlo o forse sì, ah ah, a manipolazione dei propri specchi della verità.</p>
<p>Cosa più spaventa l’uomo? La sua vera immagine che (s)maschera a eruzioni dei cosiddetti sfoghi. Nello sfogo, sia anche sessuale, c’è il sé che ruba l’anima(le). La sua primigenia proprio genetica all’esser carne. La carne puoi mordere e smorzare per indurla, già, alla tentazione del volerla propria, così com’è di tutti. Uomo&#8230; Lo spezzarsi fra le giacche e cravatte e il suo sguardo fingono, e maggiore è la finzione e più detonante sarà la rivelazione. Tom&#8230; molti lo frenano e tal frenarlo è un ferimento quasi sempre obbligato a mutarsi, “senza volontà”, nella coscienza collettiva. Sì, lui fa sì per piacere che sia ferito come gli altri. Addolcendosi perché così è normale&#8230;</p>
<p>Ma se la sua natura non è quella, la violenza deflagrerà biblica.</p>
<p>Tom Stall è come il Babau di tutta la vita nelle notti insondabili dei tempi, il mostro delle favole nere che rispunta a causa di qualche evento “distorto”, soprattutto quello scatto, anche suo meccanico, di sopravvivenza ch’estrae potente ciò che ha soggiaciuto per spirito “miscelante”, induttivo della società.</p>
<p>Così, lavora in una tavola calda, barista tranquillo, coccolato da baci e strette di mano al cioccolato&#8230;</p>
<p>Serve la colazione, si sveglia di buon ora, ha una bella moglie, impartisce ai figli lezioni di pedagogia comportamentale, allontanando solo se stesso dalla <i>cape fear&#8230;</i></p>
<p><i>Il promontorio della paura</i> è sapere chi s’è ma far di tutto per apparire altro. La prima lezione (im)morale alla base della borghesia&#8230; la bugia per sembrare lindi e quindi amati dietro la cosiddetta “rispettabilità”.</p>
<p>Al che, nel suo locale entrano due scagnozzi dalle maniere un po’ troppo pesanti.</p>
<p>Appena Tom, di “ultrasuono” percettivo, così come un licantropo ridestatosi nel plenilunio illuminante, avverte puzza di pericolo alla sua incolumità, spara e li uccide, con una freddezza da mettere i brividi. Viene preso per eroe e salvatore, da medaglia al valore.</p>
<p>Ed è lì che Tom mente ancora di più&#8230; perché accetta le onorificenze, ridendo già corrugato d’immagine riflessa invero al sé scricchiolato e dunque “ricomposto” all’originario suo essere (non) mutante.</p>
<p>Lui non ha ammazzato per salvare degli innocenti, lui li ha trucidati con una crudezza da farlo impallidire. Perché ha provato gusto a massacrare i criminali.</p>
<p>E sapete perché? A lui non importava nulla se i due criminali avessero sterminato gli avventori del locale, né ha sparato per proteggere il suo “covo”, il lavoro che gli dà da mangiare.</p>
<p>Lui ha ucciso perché Tom Stall è tutto ciò che l’uomo incarna, ma ha finto di essere nel suo stolto insistere, ostinato, al modellarsi al modello di umanità che si costruisce, per dimenticare l’anima(le).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><b>Detonazione</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’altra sera, ero con dei miei amici, perfetti (s)conosciuti&#8230; sapete?</p>
<p>Ci sediamo e uno di loro è davvero un estraneo, è la prima volta che mi ha conosciuto. Come se poi gli altri mi conoscessero&#8230; per quello che sono&#8230; io e loro stessi&#8230;</p>
<p>Al che, l’estraneo, dopo mezz’ora di conversazione, prende su parola.</p>
<p>- Ragazzo, allontanati da questo tavolo. Immediatamente, ti prego&#8230;</p>
<p>- Perché mai? C’è qualcosa che non va?</p>
<p>- No, va tutto bene. Fin troppo. Ma sto cogliendo un turbamento indecifrabile nei tuoi occhi. E più li fisso, più provo orrore per me.</p>
<p>- Hai paura di me? Ti sto spaventando? E per quale assurda ragione?</p>
<p>- No, ecco&#8230; sebbene stia considerano i tuoi discorsi molto intelligenti, è proprio questo che mi mette a disagio. Mi sta(i) tornando alla mente&#8230;</p>
<p>- Spiegami meglio. Ti trasmetto un’idea di superbia? Se così è, perdonami. Non è mia intenzione farti sentire inferiore.</p>
<p>- No, ti sto apprezzando molto. Ma non per quello che pensi tu. Anzi, lo pensi e ti stai divertendo tantissimo.</p>
<p>- Spiegami.</p>
<p>- Va bene, provo a spiegarmi. Fissa i miei occhi per una ventina di secondi netti, non battere mai le palpebre.</p>
<p>- Va bene, se ciò può rassicurarti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Passano i venti secondi, l’apostrofo&#8230;</p>
<p>- Finito il giochino? Soddisfatto di qualcosa?</p>
<p>- Ora, dimmi questo. Cosa hai visto, in questi venti secondi, nell’anima dei miei occhi? Sii sincero. Dimmi la prima cosa che ti viene in mente. Dilla subito!</p>
<p>- Un animale.</p>
<p>- Va bene, hai visto un animale. Anche se fissavi me, con la coda dell’occhio, hai colto anche gli altri occhi che ti stavano osservando mentre ci guardavamo?</p>
<p>- Sì.</p>
<p>- E cos’hai intravisto? Adesso, dimmi solo una parola.</p>
<p>- Morte&#8230; ho intravisto la morte negli occhi.</p>
<p>- Ed è per questo, Tom, che sei Tom Stall. Non per altro.</p>
<p>Ed è per questo che la tua diversità, essendo tu diverso, non poteva e non può essere capita da noi finché, adesso, ti alzerai dal tavolo e te ne andrai, perché non ti vogliamo. Tu andrai via e dopo verrai a cercarci, ammazzandoci come degli animali.</p>
<p>E non potremo fermarti. Non avremmo mai dovuto incontrarti. Siamo stati sfortunati.</p>
<p>Ora, guarda l’altro mio occhio.</p>
<p>- L’altro occhio è di vetro. Sono stato io a strappartelo.</p>
<p>- Già, sei stato tu.</p>
<p>Ora, te lo ricordi. Ora riprendi coscienza di chi sei. Il tuo primo addolcirti, Tom, è stato il nostro aver scambiato il tuo <i>Travis Bickle</i> per una normale passione cinematografica.</p>
<p>Perché ti piace tanto <b><i>Taxi Driver</i></b>? Voglio la verità, Tom. La sappiamo entrambi.</p>
<p>Chi è Travis? Come viene percepito e invece chi è davvero? Avanti, ammazzaci subito.</p>
<p>Ammazza tutti, Tom.</p>
<p>Perché è meglio che succeda adesso. Almeno, moriremo in maniera più indolore che torturarci a vita. Ammazzaci, te lo ordino! Ti supplichiamo!</p>
<p>- Invece non vi ammazzo, no&#8230;</p>
<p>- Ammazzaci! Te lo stiamo ordinando! Liberaci dall’orrore, subito! Non vogliamo soffrire!</p>
<p>- Io sono Tom Stall. Io sono questo e decido io come ammazzarvi.</p>
<p>- Nooo! Bastardo! Figlio della puttana umanità! Dio, ammazzaci ora!</p>
<p>- Urla, non servirà a nulla. Creperete in maniera “dolce”.</p>
<p>&nbsp;<br />
<i>A History&#8230;</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_347" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/01/Violence-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-347" alt="Ciao, amico, non ti è bastata la prima volta?" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2014/01/Violence-2-300x210.jpg" width="300" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Ciao, amico, non ti è bastata la prima volta?</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=344</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
