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	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; Creazione di Adamo</title>
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	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
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		<title>Lou Reed, Creazione di Adamo alla Michelangelo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Oct 2013 11:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Angel Heart]]></category>
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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Blade Runner, R.I.P. caro eterno mio Lou Reed Sei morto a fine Ottobre di questo (s)fortunato 2013, un lutto che ci martoria, m’ossessiona e sta anche però gioendo. Tu, “gioielliere” delle emozioni dedicate ai loser, perché anche tu lo sei o lo fosti nel divenire. Quando, vedendo il Mondo nella sua squallida nudità, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Creazione-Adamo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-215" alt="Creazione Adamo" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Creazione-Adamo-300x131.jpg" width="300" height="131" /></a></p>
<p align="center">di Stefano Falotico</p>
<p align="center">Blade Runner<i>, R.I.P. caro eterno mio </i>Lou Reed<i></i></p>
<p>Sei morto a fine Ottobre di questo (s)fortunato 2013, un lutto che ci martoria, m’ossessiona e sta anche però gioendo.</p>
<p>Tu, “gioielliere” delle emozioni dedicate ai <i>loser</i>, perché anche tu lo sei o lo fosti nel divenire. Quando, vedendo il Mondo nella sua squallida nudità, magnificasti il celestiale elevarti a profeta, di lusso (s)gradito, inviso alle borghesie più (s)radicate. Quel radicalissimo sempre loro accertare chi mai accetteranno, a far scomparire l’umanità “diversa” che combatterà sempre, purtroppo o per (s)fortuna, una lotta persa in partenza. Quanta voce nel tuo roco “ammattirla”, sì, incitarla a essere sempre feroce, battagliera, a non adeguarsi, a non cedere dinanzi ai più melliflui, sporchi ricatti. Insistetti perché noi (r)esisteremo altrove, baciati nella culla dal Dio nobile, che presto ci giudicò destinati a un (in)fa(r)to sganciato dalle frenesie di quelli senza Cuore, che bruciano le anime e di sadismo le avvelenano a poco a poco, strangolandole nelle fornaci. A cui puoi dapprima sbraitare futilmente, fuggitivo poi (e)vincertene, sbuffare ché sei (im)battuto, sbattertene&#8230; ma della vita così come giacciono d’abbracci ed erosivi bracieri o braccialetti senza sensuale letto a mo’ di loro, gli essi vivono, la intendono per sempre “protenderlo”&#8230; Sì, pretenziosi in erezione stronza, fra bastarde pronte a leccar ansie false. Soltanto protese anch’esse a soddisfare gli appetiti della morte più imperdonabile. Cioè vivere per “piacere”&#8230; non confessando mai il proprio desiderio di volontà, inibendo i veri slanci per ten(d)erli nel buono, cattivissimo porcile&#8230; ché, dietro le dolci tendine, affilano le carni più avide.</p>
<p>Sei morto ma per me no. Com’è successo per Elvis, capiterà anche a te.</p>
<p>Stessa “fine” interminabile per cui s’inventeranno che tu ed Elvis, assieme a Jim Morrison, siete stati avvistati su un atollo. Speriamo non lo bombardino con altre guerre atomiche. Sì, benedetti coloro che vengono nel nome del Signore. Predestinati <i>unbreakable</i>, era scritto nel sangue, che Dio v’inietto dall’alto più delicato, ché voi foste e quindi siete il nostro siamo.</p>
<p>Salvi nel salmo.</p>
<p>(A)mare&#8230; oceani bagnati dalle vostre canzoni. Cavalcherò con voi le stagioni di tutti i tramonti, piangendo davanti a un plenilunio “sordo” dirimpetto al mio “debole” vento di maestrale “animistico”, io primitivo e avo che crede ancora alle favole, alla cacciagione dei miei graffiti impressi nelle vene più alate, io il “disadattato” e così mi amo, vaffanculo a te e a tutto quanto, io il “quarzo” che scandì lancette (dis)ordinate in cronologia alterata, Tempo incasinato, a incassarne e poi a rompersi il cazzo. Voi miei. O meglio come me.</p>
<p>Già là ove Dio sa.</p>
<p>Non siete da Paradiso, meglio l’Inferno. In quel luogo temuto, <i>Lucifero è vergine&#8230;</i></p>
<p>Ma non potrà accontentarci per molto. Lucifero se la racconta da quando tradì chi lo creò e lo (o)mise in questa sconcia, sudicia immondizia. Così decise di fare il masochista. Col passare dei millenni s’abituò a prenderlo in culo. Per tale “ragione”, se lo “tira” da furbacchione. Combina degli scherzacci da “prete”. Da cui l’esorcismo&#8230;</p>
<p>Annoiato dalla nostra grandezza, ci spedirà in Cielo. Dio allora allestirà per noi un <i>bistrot </i>più soffice di una scopata da fieri barboni sotto la Torre Eiffel.</p>
<p>Da bere, chiederemo i cazzi nostri su panna montata. Famosa bevanda che già (ce la) bevemmo in calde locande.</p>
<p>Dio risponderà che, per preparare tale <i>cocktail</i>, deve chiamare <i>Michelangelo</i>.</p>
<p>Al che, gli riveleremo che <i>San Pietro</i> è una sua illusione. Noi non abbiamo “<i>Pietà</i>”. Gli chiediamo però la visione esclusiva del montaggio finale di <b><i>Blade Runner</i></b>. Dio ci dirà che non ce l’ha&#8230; E noi lo ammazzeremo, ribaltando la religione. Che cazzo di Paradiso è un Paradiso senza un capolavoro come Dio comanda?</p>
<p>La vita è uno<i> shining</i>. Una volta morto, purtroppo, rimane il ricordo di chi è vivo. Il resto è una (pro)cessione per la consolazione dei poveri fessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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