<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; Lou Reed</title>
	<atom:link href="https://edgarallanpoetale.info/?cat=118&#038;feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://edgarallanpoetale.info</link>
	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Jun 2018 15:32:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.36</generator>
	<item>
		<title>Lou Reed, Creazione di Adamo alla Michelangelo</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=214</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=214#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2013 11:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Angel Heart]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Cimitero]]></category>
		<category><![CDATA[Creazione di Adamo]]></category>
		<category><![CDATA[Cuore angelico]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Corvo]]></category>
		<category><![CDATA[Lou Reed]]></category>
		<category><![CDATA[Michelangelo]]></category>
		<category><![CDATA[Adamo Eva]]></category>
		<category><![CDATA[Dio Genesi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=214</guid>
		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Blade Runner, R.I.P. caro eterno mio Lou Reed Sei morto a fine Ottobre di questo (s)fortunato 2013, un lutto che ci martoria, m’ossessiona e sta anche però gioendo. Tu, “gioielliere” delle emozioni dedicate ai loser, perché anche tu lo sei o lo fosti nel divenire. Quando, vedendo il Mondo nella sua squallida nudità, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Creazione-Adamo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-215" alt="Creazione Adamo" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Creazione-Adamo-300x131.jpg" width="300" height="131" /></a></p>
<p align="center">di Stefano Falotico</p>
<p align="center">Blade Runner<i>, R.I.P. caro eterno mio </i>Lou Reed<i></i></p>
<p>Sei morto a fine Ottobre di questo (s)fortunato 2013, un lutto che ci martoria, m’ossessiona e sta anche però gioendo.</p>
<p>Tu, “gioielliere” delle emozioni dedicate ai <i>loser</i>, perché anche tu lo sei o lo fosti nel divenire. Quando, vedendo il Mondo nella sua squallida nudità, magnificasti il celestiale elevarti a profeta, di lusso (s)gradito, inviso alle borghesie più (s)radicate. Quel radicalissimo sempre loro accertare chi mai accetteranno, a far scomparire l’umanità “diversa” che combatterà sempre, purtroppo o per (s)fortuna, una lotta persa in partenza. Quanta voce nel tuo roco “ammattirla”, sì, incitarla a essere sempre feroce, battagliera, a non adeguarsi, a non cedere dinanzi ai più melliflui, sporchi ricatti. Insistetti perché noi (r)esisteremo altrove, baciati nella culla dal Dio nobile, che presto ci giudicò destinati a un (in)fa(r)to sganciato dalle frenesie di quelli senza Cuore, che bruciano le anime e di sadismo le avvelenano a poco a poco, strangolandole nelle fornaci. A cui puoi dapprima sbraitare futilmente, fuggitivo poi (e)vincertene, sbuffare ché sei (im)battuto, sbattertene&#8230; ma della vita così come giacciono d’abbracci ed erosivi bracieri o braccialetti senza sensuale letto a mo’ di loro, gli essi vivono, la intendono per sempre “protenderlo”&#8230; Sì, pretenziosi in erezione stronza, fra bastarde pronte a leccar ansie false. Soltanto protese anch’esse a soddisfare gli appetiti della morte più imperdonabile. Cioè vivere per “piacere”&#8230; non confessando mai il proprio desiderio di volontà, inibendo i veri slanci per ten(d)erli nel buono, cattivissimo porcile&#8230; ché, dietro le dolci tendine, affilano le carni più avide.</p>
<p>Sei morto ma per me no. Com’è successo per Elvis, capiterà anche a te.</p>
<p>Stessa “fine” interminabile per cui s’inventeranno che tu ed Elvis, assieme a Jim Morrison, siete stati avvistati su un atollo. Speriamo non lo bombardino con altre guerre atomiche. Sì, benedetti coloro che vengono nel nome del Signore. Predestinati <i>unbreakable</i>, era scritto nel sangue, che Dio v’inietto dall’alto più delicato, ché voi foste e quindi siete il nostro siamo.</p>
<p>Salvi nel salmo.</p>
<p>(A)mare&#8230; oceani bagnati dalle vostre canzoni. Cavalcherò con voi le stagioni di tutti i tramonti, piangendo davanti a un plenilunio “sordo” dirimpetto al mio “debole” vento di maestrale “animistico”, io primitivo e avo che crede ancora alle favole, alla cacciagione dei miei graffiti impressi nelle vene più alate, io il “disadattato” e così mi amo, vaffanculo a te e a tutto quanto, io il “quarzo” che scandì lancette (dis)ordinate in cronologia alterata, Tempo incasinato, a incassarne e poi a rompersi il cazzo. Voi miei. O meglio come me.</p>
<p>Già là ove Dio sa.</p>
<p>Non siete da Paradiso, meglio l’Inferno. In quel luogo temuto, <i>Lucifero è vergine&#8230;</i></p>
<p>Ma non potrà accontentarci per molto. Lucifero se la racconta da quando tradì chi lo creò e lo (o)mise in questa sconcia, sudicia immondizia. Così decise di fare il masochista. Col passare dei millenni s’abituò a prenderlo in culo. Per tale “ragione”, se lo “tira” da furbacchione. Combina degli scherzacci da “prete”. Da cui l’esorcismo&#8230;</p>
<p>Annoiato dalla nostra grandezza, ci spedirà in Cielo. Dio allora allestirà per noi un <i>bistrot </i>più soffice di una scopata da fieri barboni sotto la Torre Eiffel.</p>
<p>Da bere, chiederemo i cazzi nostri su panna montata. Famosa bevanda che già (ce la) bevemmo in calde locande.</p>
<p>Dio risponderà che, per preparare tale <i>cocktail</i>, deve chiamare <i>Michelangelo</i>.</p>
<p>Al che, gli riveleremo che <i>San Pietro</i> è una sua illusione. Noi non abbiamo “<i>Pietà</i>”. Gli chiediamo però la visione esclusiva del montaggio finale di <b><i>Blade Runner</i></b>. Dio ci dirà che non ce l’ha&#8230; E noi lo ammazzeremo, ribaltando la religione. Che cazzo di Paradiso è un Paradiso senza un capolavoro come Dio comanda?</p>
<p>La vita è uno<i> shining</i>. Una volta morto, purtroppo, rimane il ricordo di chi è vivo. Il resto è una (pro)cessione per la consolazione dei poveri fessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=214</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>R.I.P. Lou Reed, racconto nero al languido</title>
		<link>https://edgarallanpoetale.info/?p=204</link>
		<comments>https://edgarallanpoetale.info/?p=204#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 14:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Devil]]></category>
		<category><![CDATA[Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
		<category><![CDATA[Edgar Allan Poe]]></category>
		<category><![CDATA[Lou Reed]]></category>
		<category><![CDATA[Perfect Day]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://edgarallanpoetale.info/?p=204</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Firmato Stefano Falotico Cantore delle solitudini di miei candidi cantici, creatura ombrosa a fragor perpetuo dei rifulgenti flussi vitali No, per quanto “astinente” da un Mondo pernicioso, nessuno m’ha vinto. Osarono in tanti a sfidarmi, anelaron ad ammazzarmi, ché mi disossassi in cortei funebri d’imbastire un me “morto dentro”. Ma preferisco l’angoscioso solleticare i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Lou-Reed.jpg"><img class="size-medium wp-image-205 aligncenter" alt="Lou Reed" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Lou-Reed-300x221.jpg" width="300" height="221" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Firmato Stefano Falotico</p>
<p style="text-align: center;"><i>Cantore delle solitudini di miei candidi cantici, creatura ombrosa a fragor perpetuo dei rifulgenti flussi vitali</i></p>
<p>No, per quanto “astinente” da un Mondo pernicioso, nessuno m’ha vinto. Osarono in tanti a sfidarmi, anelaron ad ammazzarmi, ché mi disossassi in cortei funebri d’imbastire un me “morto dentro”. Ma preferisco l’angoscioso solleticare i profondi ritmi isterici, sguaiati dello sbranar me stesso, e non aderirò mai a quegl’imbattibili can(on)i d’una società che s’abbellisce dietro una camuffa moderna d’accapponar la pelle più d’una sintetica pelliccia.</p>
<p>Io vivo d’eteree suggestioni, pigliatemi per matto e avrò soddisfatto totalmente il delirio dell’essere mio, a valore contro i valori retrogradi d’una bigotta mentalità da farlocchi. Quanto farneticate, vi pittate di moda dei visi già tumescenti, sull’orlo del collasso emotivo appena il vostro trucco “attento” a&#8230; toccar di (ri)tocchi. Colate sbavanti e infierite di più tenaglie ché, martire, mi reprima “restringendolo”. Ma eppur vengo sempre&#8230; avvenente più di voi, insuperabile fra carcasse “altolocate” di chi è già nel loculo, che non vede né sente, da vero “toccato”. Passeggio disamorato perché solo dal buio si può, ogni volta, illuminarsi a luci nuove.</p>
<p>Beccati questa, non metter più il muso, becchino! E tu, cornacchia, stai assieme alle racchie. Sei da seppellire nel buco!</p>
<p>Fui stufo di gente arrogante, già senescenti prim’ancora di viverla. Non avevano neppur gustato un pel di figa e sono, quindi furono&#8230;, eccome se in un funerale da far&#8230; spavento. Anali dalla nascita, annuale fin(i)ta morigeratezza. Siete da recite parrocchiali! Sborrate di bionde e scoreggiate peggio del più bifolco barista. Io non baro mai e odio le vostre bare. Non potete sbarrarmi. Sbando! Sciolgo i miei capelli, oggi lunghi e domani ras(at)i per non abbarbicarmi alle vostre ciniche rasoiate, in quanto scolpisco ringhiante i venti a me mesti e poi, repentino, discendo presto ascendente fra una strada tortuosa digradante in tal suburbano degrado e una serpentina&#8230; a sonagli in mezzo alle lucciole rosse. Ascoltatemi, discepoli, sono la saggezza! Voi rispettate i segnali, io non do precedenza neppure alla mia ombra, poiché mi sfamo di crepuscolo. Scroccando da parassita mio beneamato di non darvi un cazzo. Sì, mi schiocco le dita, cari sciocchini con le ciocche.</p>
<p>Così, esondo fra piogge inondanti la mia infelicità superba, momenti imperterriti d’imperturbabile imperscrutabilità anche a un’anima “luttuosa” ch’annerisco di più strategia metodica, autodistruzioni rinascimentali, ché dagl’imperanti tormenti nascon le idee migliori, quelle to(r)nanti, una bevuta di gassose senza limonate frivole, un prenderla a culo se vuoi piazzarmelo, indosso l’impermeabile d’ove la temperatura ambiente è più <i>habitat</i>. Oggi dentro l’abitacolo mio d’una macchina a mo’ di bugigattolo del giocar con voi, i bugiardi per antonomasia. Delle emozioni siete giocattolai raffreddati! Io tergo il cristallo! Festeggiate già gli onomastici, santificandovi d’iconiche tutte vostre beatificazioni. Poi, è sempre la fornicazione il chiodo&#8230; fisso a cui volete crocif(r)iggerla. Poveretta, Cristo! Di mio, conosco le pa(de)lle in testa a te, mio capa tosta, t’apro il cranio e, di scatola tua nera, scopro che neanche scopi fra gli abissi di come menti perfino il tuo non “sommergerlo”.</p>
<p>Te lo spacco io! Sei uno schifoso spacconcello, appioppi patenti a tutti, sentenzi e poi sviolini per altre leccatine&#8230; lei te lo succhia e, per tenerlo in forma, il succhino di frutta alla “banana” (im)bevi.</p>
<p>Posso darti un calcio secco, un con(s)iglio o direttamente quello in culo? Sì, non dovevi (inter)ferire. Io non userò i disinfettanti, fetente. Alle ca(ro)gne offrirò a te un Caronte. Ti traghetterà all’Inferno, mio “drago”. Eccoti il tè caldissimo! Ti drogherà nel rogo. A parte che, in quanto a rughe, già eri molte righe.</p>
<p>Di mio, sono questo. Se non mi (a)dori, allora ad arare. Io m’adoro, io ho l’aureola. Sono Arte maiuscola! Ho anche dei bei bicipiti, il muscolo più forte è ritto, di sana e robusta costituzione. Una “fisarmonica” allungabile delle più elastiche&#8230;</p>
<p>Prendi la tua bella e lascia che beli con te&#8230; a queste sodomie preferisco il fieno. Non è sangue di fiele ma realismo di mio animo e non un ipocrita mieloso quando poi è il solito “duro” che la pen(s)a così.</p>
<p>Sono io a cambiarti. Adesso, torni indietro e attorno ti torchio, tonto.</p>
<p>Torello!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://edgarallanpoetale.info/?feed=rss2&#038;p=204</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
