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	<title>Edgar Allan Poe, The Master &#187; Hannibal Lecter</title>
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	<description>First italian site on the greatest horror storyteller</description>
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		<title>Invaghimento di uno spaventapasseri</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 12:42:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Stefano Falotico Gemito, è questo  a farmi soffrire quand’indossi la più stronza minigonna aderente, in bilico tra un tirartela da matti e una sigaretta pulita fra tue labbra candide, mielose giusto un po’ ad attizzarmi, svanisco e vorrei venirti già solo scalzando questa resistenza “pia” ché non prendo sonno, immaginandoti (s)velata in briose luminescenze [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico</p>
<p>Gemito, è questo  a farmi soffrire quand’indossi la più stronza minigonna aderente, in bilico tra un tirartela da matti e una sigaretta pulita fra tue labbra candide, mielose giusto un po’ ad attizzarmi, svanisco e vorrei venirti già solo scalzando questa resistenza “pia” ché non prendo sonno, immaginandoti (s)velata in briose luminescenze d’un tuo seno “accennato” d’angelica tentazione, demonio sei, oh mia tentatrice che graviti in me, dai “”volteggi” i tacchi a spillo melodiosi come un sorriso vanesio già frantumato. Ovunque andrai, sarò nella tua anima, e tormentami pure. Addolciremo il nostro Club Silencio lynchiano, addolorati nella foschia lussuriosa di notti “atee”.</p>
<p>Ora, con l(uc)entezza, sfila la gonna e lasciami intravedere un sogno.</p>
<p>“Baciala” in chiaro fragor di membra e smembriamoci a “membro” sessuale, divorante, fragoloso e impetuoso.</p>
<p>Ergiamoci nel sereno lontano da questa “benedizione” dei loro dizionari, sempre d’una dizione “perfetta”, ubicata a morte lenta, ché “viventi” loro scandiscono in vene abrasive d’un tedio assoluto. “Rasserenati” per arrabbiarsi dal nulla, incitandosi reciprocamente in violenze nervose, acidi e d’accidia sempre pervasi, invasori delle intimità, del pudor leso, no, non ci stenderanno.</p>
<p>Stenditi tu nuda e lasciati toccar in figa a ogni rintocco prelibato che gusterà l’aspirante inghiottirla di brame. Basta coi tuoi rituali, il pomello del gas è “chiuso”, se esplode&#8230; che ti frega? Salteremo in gioia ariosa! Adesso non blindarmi, accendi la mia fiammella, schizzala di fuoco “vitreo”, ossidrica sgusciala e solamente saremo caldo abbrustolente, via via crescendo. Remota, fammi perdere le “tracce”. E traccia la riga di “coca” in alcolic’amplesso.</p>
<p>Stuprami, che cazzo aspetti? Nessuno mai te lo offrirà sbocc(i)ato così!</p>
<p>Prendimi ora, adesso sii sensi del Sesso maiuscolo! Cazzo, dai! Incalza, fammi incazzare!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ciao, sono Hannibal Lecter</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Oct 2013 19:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eastern Promises]]></category>
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		<category><![CDATA[Anthony Hopkins]]></category>
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		<category><![CDATA[Il silenzio degli innocenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Il segno inestinguibile delle atroci (s)cene di violenza! Guaite ch’è estirperò l’anima mia estorta di dolorosa potenza. E udirete, mia ipocrisia di “buon” gusto, un “solluchero delicato” di tanto malfamato, malefico strangolarmi. Ora, il trambusto (de)generò l’inaudito, una brusca mossa inaspettata, un cane sciolto, rivoluzionante a guaine di ch’attanagliò “gioviale” e di “giovanile” eff(e)razione. Non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Hannibal-Lecter.jpg"><img class="size-medium wp-image-169 aligncenter" alt="Hannibal Lecter" src="http://edgarallanpoetale.info/wp-content/uploads/2013/10/Hannibal-Lecter-300x196.jpg" width="300" height="196" /></a></p>
<p align="center"><i>Il segno inestinguibile delle atroci (s)cene di violenza!</i></p>
<p>Guaite ch’è estirperò l’anima mia estorta di dolorosa potenza. E udirete, mia ipocrisia di “buon” gusto, un “solluchero delicato” di tanto malfamato, malefico strangolarmi. Ora, il trambusto (de)generò l’inaudito, una brusca mossa inaspettata, un cane sciolto, rivoluzionante a guaine di ch’attanagliò “gioviale” e di “giovanile” eff(e)razione. Non mi avete infranto, oh miei infanti.</p>
<p>Infrazioni pericolose a una coscienza, attorcigliata nell’incastro s’evolse imprendibile, scolpendo positiva illuminazione.</p>
<p>Vi sto rintracciando, stampigliati a impress(ionant)e pelli che macererò, l’interferenza creò mitragliatrici furenti, e il buonismo non gelerà l’impeto. Nascondetevi, terrorizzati poi griderete nel pregar un nudo, implorante non perdonarmi. E sarò imperioso, flagello scatenato da divin (rin)toccar stritolante. Avvolto in fasce, qui giacque colui che dall’abisso di ner’acque invoca voi al nubifragio sommergente. Io emergo e sarai immerso di docile benedizione. Tremerete e d’ossa vi spezzerò, mor(d)ente a “infanticidio” trivellato di vostri aberranti abusi arrostendomi soltanto d’apparenza. Cicatriziale, la ferita cospargeste ché sanguinasse a ilarità tanto da voi “osannate”. Alzaste me in gogna m’agognerete tanto il tumefarvi, miei buffoncelli dalle risa ad azzannare? Ti salterò alla gola, gemerai a mordace qui adesso mio morderti. Morirai e moriremo entrambi.</p>
<p>Devastazione esplosiva tu chiama questo mio “onirismo”. E di fugacità sii apprensivo nel non soffrir(mi), sperando che tutto si tranquillizzi.</p>
<p>Chinati e accogli la mia spada d’inchino poderoso, ardimento sacrale dell’evirazione a te animale!</p>
<p>Adoro quando mi chiami Hannibal, mio cannibale! Guardati alle spalle. Forse, la palla tua destra salverò di canin sinistro!<br />
Firmato il vostro (non) a(ni)ma(lizza)to Stefano Falotico</p>
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